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Recensione: Promessa Infranta -Serie: Eredi brutali #5- di Sophie Lark

Titolo: Promessa Infranta

Autore: Sophie Lark

Editore: Grey Eagle Publications

Genere: Romanzo Giallo

Serie: Eredi brutali #5

Target: 16+

Data di pubblicazione: 26 Luglio 2022

 

La proteggerò… che le piaccia o meno.

Riona Griffin è bellissima, intelligente e ha una volontà di ferro. In pratica è la mia donna ideale. Peccato che mi odi…

Crede di non avere bisogno di nessuno. Invece ha bisogno di me.

Un assassino le sta dando la caccia, ed è uno di quelli che non manca mai il bersaglio.

Le resterò accanto, giorno e notte, per tenerla al sicuro. Riona crede che questo sia un destino peggiore della morte, ma so che imparerà ad amarmi.

Se il sicario vuole ucciderla, prima dovrà vedersela con me.

 

1- Principe crudele

2- L’ereditiera rapita

3- L’amante selvaggio

4-Cuore tormentato

5- Promessa infranta

6- Il peso della corona

 

 

 

Riona mi sorprende spesso. Come quando cantava in auto. Non credo di averla mai vista così disinibita e semplicemente… felice. Ha una personalità talmente forte, che è facile credere all’impressione che emana deliberatamente: cioè, che non è affatto vulnerabile, né emotiva. Che non può essere ferita. Che non è abbastanza umana da godere di semplici e stupidi piaceri, come cantare una vecchia canzone alla radio. Mi piacciono entrambi i lati di lei. Mi piacciono il suo coraggio e la sua determinazione. E mi piace che senta le cose, in fondo. Anzi, credo proprio che le senta con intensità. 

 

Riona è una delle sorelle Griffin, la famiglia a capo della mafia irlandese a Chicago. L’avevamo conosciuta come avvocato di ghiaccio dai capelli rossi, dal carattere super controllato e dai modi glaciali e pungenti. Non si fida di nessuno, per lo più perché ritiene tutti al di sotto del suo livello, e non ha nessun timore di lasciarlo intendere ai suoi interlocutori.

Chi potrà mai conquistare una donna del genere?

 

Cucinare, pulire, occuparsi dei figli… Mi fa arrabbiare l’idea che dovrei desiderare fare queste cose. Che dovrei lasciare che mi consumino, mentre gli uomini passano il loro tempo a occuparsi del lavoro più ‘importante’. Mia madre non è mai stata una casalinga, ma ha sempre rinviato tutte le decisioni a mio padre. Lui è il capofamiglia, e lei il suo braccio destro. Io non voglio essere il braccio destro di nessuno. 

 

Raylan è un perfetto mix di doti carismatiche: capace di farla ridere ma anche abbastanza dominante da saperle tenere testa (non per niente è un soldato delle forze speciali); le sue origini cowboy lo hanno reso più attento alla natura, al rispetto e cose importanti e reali che alle frivolezze e al “bon ton”. 

Ma per quanto schietto e diretto, possiede anche una speciale empatia capace di leggere le persone (e gli animali) anche senza che questi comunichino esplicitamente: è capace di adattare il suo atteggiamento ai bisogni dell’altro (ad esempio stare zitto quando serve, lasciare spazio, assecondare, oppure incentivare verso una direzione che lui sa essere un desiderio inespresso) il tutto senza mai lasciare a se stessa la persona che vuole conquistare: sa essere paziente ma tenace. 

 

“Qual è il tuo problema?” chiede Raylan. “Sono qui solo per aiutarti.” “Non ho bisogno del tuo aiuto!” “Col cazzo!” Non lascia andare il mio braccio e la cosa mi manda in bestia. Gli do una forte spinta al petto, sentendo quanto sia caldo per la corsa. Raylan mi tira indietro di nuovo. Quando provo a spingerlo ancora, mi cinge il viso tra le mani e mi bacia. Si tratta di un bacio rozzo e la sua barba nera mi graffia il viso. È un bacio duro e violento e sulle sue labbra sento il sudore salato. Mi libero dalla sua stretta e gli do un sonoro schiaffo sul viso. “Non osare baciarmi, dannazione!” urlo. Gli occhi blu di Raylan sono ardenti, e sembra completamente diverso dall’uomo allegro che è di solito. Adesso assomiglia a un lupo, coi denti scoperti e la mascella rigida. Mi afferra per la coda di cavallo e mi bacia ancora, persino più duramente di prima. 

 

Vivere nella semplicità e nel calore di una grande famiglia contadina, lavorare in un ranch guadagnando i frutti con il sudore e la fatica, senza artefazioni, ha reso Raylan un uomo aperto, capace di esprimere i suoi sentimenti in modo onesto sia con se stesso che aprendosi con gli altri. Quindi apprezza chi, come Riona, non ha timore di essere brutale nel dire la verità anche quando non è piacevole, ma capisce anche quando questa brutalità rappresenta una mera maschera per difendere la propria vulnerabilità.

 

So che la terrorizza perdere il controllo. La terrorizza il fatto che io abbia sbirciato attraverso la sua armatura, vedendo la vera persona che si nasconde al di sotto. Adesso che si è esposta a me, vuole richiudersi a riccio di nuovo. Vuole ricostruire quelle mura. Va bene… le lascerò pensare che stia funzionando. Che ha ancora il controllo di questa cosa tra di noi. E poi, al momento giusto… la catturerò di nuovo. Troverò i suoi punti più vulnerabili, le crepe nella sua armatura, e le farò a pezzi. Poi, tirerò fuori la vera lei – quella nuda, pura e genuina. E la obbligherò ad ammettere ciò che le piace davvero. 

 

La fiducia è quella che Riona non ha mai concesso a nessuno, ma grazie alla vicinanza obbligata con Raylan (che le fa da guardia del corpo a causa di alcuni attentati) inizia ad apprezzare il suo temperamento, la facilità con cui riescono a dialogare e ad aprirsi, la sintonia con cui si capiscono su temi importanti. E lentamente si sviluppa in lei un senso di ammirazione, rispetto, sicurezza.

 

Non la capisco. Ma voglio capirla, dannazione! È la cosa che desidero di più al mondo. Voglio decifrare il codice della sua psiche. Voglio conquistarla. Voglio farla mia. E non solo perché si tratta di una sfida. Forse all’inizio era così. C’è un motivo se Dante mi chiama Azzardo. 

 

Lontana da Chicago, dal suo lavoro, dallo stress di una vita in perenne corsa, Riona finalmente si lascia andare, grazie alla placida compagnia di Raylan, che riesce a spogliarla di uno strato protettivo dopo l’altro. Lui la porta a sperimentare, anche tra le lenzuola, dei momenti in cui può perdere il controllo, cosa che le dà un appagamento quasi più mentale che fisico.

A contatto con la natura può spogliarsi di molte inibizioni e maschere: non ha più bisogno di così tante difese. E una volta “nuda” per la prima volta, capisce di aver bisogno di trovare se stessa, di capire se davvero ama la persona che era e quello che stava facendo, se ama la facciata di sé che ha costruito di donna autonoma e inavvicinabile o se c’è un altro modo più vero per essere libera. Deve anche capire se per vivere appieno la sua indipendenza ha bisogno di essere sola o se è con la vicinanza di Raylan che riesce a tirare fuori la versione migliore di se stessa.

 

“Era abituato a galoppare nei campi, ma nessuno gli aveva mai dato la caccia; di conseguenza, non ha mai fatto una vera e propria gara. Non davvero. Non ho domato quel cavallo. L’ho liberato. Gli ho dimostrato che cosa poteva fare. E gli è piaciuto da matti!” Faccio un passo verso Riona, riducendo lo spazio che ci divide. Resta esattamente immobile, ma solleva leggermente il mento per guardarmi in faccia. I suoi occhi sono spalancati e fissi. Faccio scorrere piano il pollice lungo la curva delicata della sua mascella, verso il labbro superiore. “Non voglio metterti in trappola” le dico. “Voglio aiutarti a lasciarti andare. Voglio vederti libera. Voglio mostrarti la tua vera te…” 

 

Se non si è capito, ho adorato le caratterizzazioni, l’arco di crescita dei due protagonisti e la costruzione della relazione tra loro, condita naturalmente da scene passionali e da una trama secondaria vivace che prevede una caccia all’uomo e un misterioso killer.

 

È diventato come il sole sulla mia pelle. Caldo, confortante, rallegrante. Quando non c’è, mi sento fredda e spenta. Come un fiore, che aspetta solo il ritorno del sole. 

 

Un’ultima riflessione sul tema della “ragazza che si salva da sé”. Riona è una rossa, con tutto il sottinteso stereotipato che questo sottintende: molto autonoma, determinata e decisamente in gamba. Dopo il percorso di crescita con Raylan ha imparato che può perdere il controllo per sentirsi più libera, ovvero che non deve avere sempre tutto sotto controllo per essere felice… ma questo non la rende fragile, rimane una donna che basta a se stessa, non viene mortificata in questo suo aspetto, e l’autrice è riuscita a mantenere questa caratterizzazione pur immergendo Riona in una storia romantica.

Innamorarsi e desiderare un’altra persona a fianco non significa perdere la propria autonomia, l’autodeterminazione o ammettere di essere meno forte: significa solo che essere in due è meglio, che potersi fidare di qualcuno per aiutarsi a vicenda e sostenersi sarà da quel momento un nuovo punto di forza, ed è un modo coerente e significativo per raccontarci di una donna che può salvarsi da sola, senza che debba necessariamente essere da sola.

 

“Ti conosco, Riona” dico, con calma. “Credi di essere indipendente e invulnerabile. Pensi di desiderare il potere all’interno della tua famiglia. Ma sono convinto che ti serva qualcosa di molto più personale.” “Che cosa?” chiede Riona. “Hai bisogno di essere amata” le dico. “Non sei al di sopra dell’amore, proprio come non lo sono io. Sei stata felice qui, insieme a me. Molto più di quanto tu lo sia a casa.” 

 

 

 

 

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