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Recensione: “Dritto in porta” di R. C. Stephens – Serie: Big Stick #2

TITOLO: Dritto in porta

SERIE: Big Stick #2

AUTORE: R. C. Stephens

GENERE: Sport romance

EDITORE: Triskell

DATA DI PUBBLICAZIONE: 29 Ottobre 2020

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Sloane ha avuto parecchi appuntamenti, ma non sembra trovare il ragazzo giusto con cui perdere la verginità. Sua madre, una celebre guru del sesso, crede che soffra di “vagina ostile”. La poverina si sta ormai convincendo che la diagnosi sia corretta, ma c’è un piccolo dettaglio: ha una cotta per Oli, il fratello della sua migliore amica, da almeno dieci anni. Il cuore di Sloane si è ormai fissato sul giocatore di hockey, irraggiungibile e sexy come il peccato. Potrebbe anche rinunciare alle sue fantasie se non fosse per gli sguardi infuocati di lui e per quel bacio appassionato che ha incendiato il suo mondo e confermato che la sua vagina ostile ha ragione: Oli è l’uomo giusto per “quel compito”. Purtroppo, però, sembra che Oli non abbia intenzione di sistemarsi. Per lui Sloane è solo un’amica. Quando i due si trovano intrappolati in un’auto, in viaggio verso il Canada con un bel cucciolo, un’incredibile alchimia tra loro, arriva la crisi, perché la verginità di Sloane fa venire voglia a Oli di darsela a gambe. A volte arrivare al lieto fine è davvero dura…

 

Fenici, il romanzo di cui vi parlo oggi è uno Sport Romance molto carino, la cui trama si articola su diversi luoghi comuni, che però sono sviluppati bene e l’insieme è piacevole.

La storia si svolge prevalentemente a Chicago e i nostri protagonisti sono Oliver, un giocatore di hockey, e Sloane, l’amica di sua sorella fin dal primo anno di college.

Entrambi i ragazzi hanno ferite del passato che continuano a condizionare le loro vite.

Hanno trascorso gli ultimi dieci anni a cercare di evitarsi, ma l’attrazione tra loro è fortissima e cresce sempre di più.

Il libro è scritto con fluidità, molte parti sono di una tristezza infinita, mentre altre di grande ilarità, e tutto questo ci porta a entrare in empatia con i nostri protagonisti.

In questo romanzo ci sono molte scene di sesso e viene utilizzato un linguaggio parecchio esplicito.

Cominciamo a mangiare la nostra colazione. Io spargo lo sciroppo d’acero sui miei pancake e gli chiedo se ne vuole un po’. Lui lo prende e ne versa un bel po’ anche sulle sue frittelle.

Quando assaggio il primo boccone, non riesco a trattenere un gemito. “Questa schifezza è deliziosa.”

Continuo ad abbuffarmi di uova strapazzate seguite da un pezzo di salsiccia. Gemo di nuovo. Di solito mangio senza far rumore. Questa è la mia passione segreta.

“Cazzo, fai sembrare il mangiare una cosa erotica.”

Oli mi tira fuori dal mio stato orgasmico indotto dal cibo.

Mi giro e lo guardo, sentendomi un po’ imbarazzata, sapendo che la mia bocca è piena fino all’orlo.

“Cavolo, piccoletta, per essere così mingherlina, mangi come un lupo.”

Sorride, portandosi un boccone di cibo in bocca con la forchetta. Era un complimento? Sembra proprio di sì.

“È troooppo buono.”

Questa volta non posso fare a meno di gemere. “Lo so. È come se l’acquolina in bocca fosse deliziosa” conferma. “È come se, in questo momento, stessimo facendo sesso con il cibo” dice, mentre le sue parole mi si imprimono nella mente. Merda.

Devo averlo guardato un po’ confusa, perché poi dice innocentemente: “Oh! Dai, piccoletta. Poco fa, in macchina, stavamo parlando di orgasmi stuzzicanti senza penetrazione. Hai gemuto più volte e hai fatto roteare gli occhi come se ti stessi divertendo. Non puoi biasimarmi per aver fatto il collegamento.” … 

Considerato che questi ragazzi si eccitano già con il cibo, provate a immaginare le scintille quando faranno sesso per davvero.

Buona lettura.

 

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Sara

Kureha

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