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Recensione:”Paradise Valley-Il destino e l’amore ” di Patrizia Ines Roggero Seie Paradise Valley #1

 

 

Titolo: Paradise Valley – Il destino e l’amore

Serie: Paradise Valley #1

Autore: Patrizia Ines Roggero

Editore: Self Publishing

 

  • Il destino e l’amore
  • Gelosia e orgoglio
  • La resa dei conti

Primo volume della trilogia Paradise Valley.Jonathan Shelley è un mezzosangue Lakota che, per sfuggire ai ricordi di un passato doloroso, Lascia la Grande Riserva Sioux e torna nel Montana, dove lo aspettano le terre che suo padre gli ha lasciato in eredità. Lì ritrova i parenti e gli amici d’infanzia, tra i quali Abigail Foster ed è proprio di lei che s’innamora… Un romance storico ambientato sul finire dell’Ottocento, al tramontare dell’epopea western.

 

La nostra storia si svolge nelle spettacolari praterie fra il fiume Yellowstone e i monti Absaroka, nella contea della città di Livingston, precisamente nel ranch Circle F, dove la famiglia Foster gestisce i pascoli e le mandrie da anni. Dopo la morte dei genitori di Abigail, la ragazza si ritrova in giovane età con solo lo zio Matt, poco più grande di lei, a dover gestire un immenso ranch: non sarà facile ma, grazie a molti sacrifici, riusciranno a farlo risplendere. Con lo zio che gestisce gli affari, Abby studia a Sant Louis come ogni ragazza benestante e torna al ranch una volta diplomata. Lei ama la sua terra e sa che lo zio prima o poi si sposerà e andrà nel suo ranch, “Paradise Ranch”, e lei dovrà gestire il Circle F, con l’aiuto di un marito. La sua vita si svolge felice finché, dopo molti anni, non incontra il ragazzino mezzosangue con cui ha trascorso l’infanzia a giocare, solo che Jonathan non è più un ragazzino arrabbiato ma un bellissimo uomo dalla pelle ambrata e il sorriso affascinante.

Jonathan Shelley, dopo la morte del padre, viene cacciato dallo zio insieme ai nonni, la madre e le tre sorelle e costretto a vivere nella riserva indiana di Pine Ridge nel Sud Dakota, dove crescerà fra il malcontento e la miseria. Lì sposerà Julia, Lakota come sua madre, che morirà di vaiolo dopo soli otto mesi di matrimonio. La sua dipartita condurrà Johnny nel vortice dell’ alcolismo. Per fortuna, il mezzosangue Lakota avrà la forza di fuggire da quel luogo di tristezza per dare un senso alla sua vita, così decide di tornare nel Montana e di rivendicare dallo zio la terra che è sua di diritto. I mezzosangue, come gli indiani nativi, nel selvaggio West del 1885 non erano ben voluti e spesso la gente li trattava come animali, denigrandoli e umiliandoli.

Johnny rivede il suo amico d’infanzia poco dopo una di queste scene di razzismo. Matt lo accoglie a braccia aperte e gli offre proprio ciò che va cercando, un lavoro come cowboy nel suo ranch: una manna dal cielo per il giovane con pochi risparmi, che cerca di costruire il suo sogno da allevatore di cavalli.

Proprio nel luogo di costruzione del nuovo Paradise ranch di Matt, Abigail e Jonathan si rivedono dopo tredici anni di lontananza e dei bambini che erano ormai non è rimasto che un ricordo lontano. I due lottano fin dal primo momento con l’attrazione che li unisce, sapendo bene che una relazione fra loro sarebbe denigrata da tutti: una bellissima fanciulla bianca con un mezzosangue era impensabile.

I due cercheranno di tenere le distanze ma l’amore non ha catene e, alla fine, ciò che è scritto nel destino si realizza.

Nonostante il cugino di Jonathan, Steve, le faccia una corte spietata, per Abby esiste solo il cowboy con sangue Lakota che le fa battere forte il cuore e una relazione fra loro arriverà, inevitabile come una tempesta.

Le scene romantiche non offuscano quelle hot, che non scendono mai troppo nel dettaglio rendendo il libro adatto anche ai più giovani; in questa storia il non dire tutto dà molto spazio alla fantasia del lettore ed è una cosa che ho apprezzato molto.

La felicità ha vita breve se la si tiene rinchiusa e sarà la paura della giovane Abby di essere rinnegata dalla società, per amare qualcuno di diverso da chi ci si aspetta, che metterà in subbuglio un amore che ha le carte in regola per essere grande.

Super scrittura della Ruggero che mi ha conquistata e trasportata nel selvaggio West, nelle praterie dei cowboy del 1885. Il racconto non segue un percorso specifico a raccontarci la storia sono tutti i protagonisti, a fase alterna dentro i capitoli del libro.

Bellissime le descrizioni dei paesaggi, delle tradizioni e dei metodi usati all’epoca, e ho amato i tantissimi accenni storici, che sono stati inseriti talmente bene da farmi sentire come se stessi guardando un film e hanno acceso la mia immaginazione.

I personaggi sono tutti fantastici e mi sono affezionata a loro con molta facilità; ho scosso la testa per alcune decisioni di Abby e ho rimproverato Jonathan per non fare ciò che l’istinto gli consigliava fin da subito.

Ho sorriso e sofferto con i personaggi come pochi libri mi hanno permesso di fare e non vedo l’ora di leggere il secondo capitolo della trilogia, che mi sta appassionando tanto.

 

 

 

 

 

 

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Emanuela

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