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Recensione: Una sposa ideale di Daniela Serpotta

 

TITOLO:Una sposa ideale

AUTORE:Daniela Serpotta

GENERE:Romanzo storico

EDITORE:Self Publishing

Data di pubblicazione:18 Luglio 2021

Inghilterra, 1812

Sebastian FitzOrbern, sesto conte di Hereford, sta viaggiando verso la proprietà di famiglia per raggiungere suo cugino, di ritorno dalla Spagna.

Sul percorso la zia Jane gli chiede di fermarsi presso Raven Manor per prestare soccorso a una sua vecchia amica e a sua nipote.

Giunto a destinazione, Sebastian incontra Charlotte una giovane dalle fattezze irresistibili ma dal comportamento rozzo che sarebbe giudicato inaccettabile dalla buona società.

Ignaro dell’intento delle due donne, l’uomo cade preda di un piano di seduzione.

Charlotte dovrebbe solo comprometterlo e gridare allo scandalo per farsi sposare, ma le cose vanno ben oltre…

 

 

Care fenici, se avete voglia di leggere un bel libro ambientato nel periodo Regency, leggero e spensierato, La sposa ideale di Daniela Serpotta è quello che fa per voi.

Mi sono divertita leggendo questo romanzo in quanto il personaggio femminile è finalmente diverso dai soliti stereotipi di quell’epoca.

Charlotte Raven è una ragazza nubile di diciannove anni, di una bellezza che salta subito all’occhio ma caduta in disgrazia alla morte dei genitori. La causa di tutti i suoi problemi è da attribuirsi alla sconsideratezza del padrino, il barone Wycot, uomo dissoluto e dedito al gioco che ha dilapidato le ricchezze della ragazza lasciandola nell’indigenza. Per fortuna una clausola dell’eredità stabilisce che la tenuta di famiglia le spetti di diritto sposandosi oppure al raggiungimento del venticinquesimo anno di età.

Purtroppo le occhiate penetranti e gli approcci sempre più equivoci da parte del tutore le fanno temere di essere privata anche dell’ultima ricchezza che possiede, la sua virtù.

Che fare allora? Insieme alla nonna Geraldine, ultimo componente della famiglia rimasta in vita e che l’ha cresciuta, escogitano un piano per incastrare un perfetto gentil uomo e farsi sposare. Potete immaginarvi che quadretto, una ragazza ingenua e disperata e una nonnina arzilla ma piena di inventiva.

Sebastian FitzOrbern, sesto conte di Hereford, è il nipote della marchesa di Bixboro, nonché la migliore amica della nonna di Charlotte. Lui è il pollo da spennare, o meglio da incastrare, ed è anche un bellissimo esemplare di uomo che farà subito colpo su Charlotte.

Sollecitato dalla zia ad andare a Raven Manor per soccorrere una giovane donzella in difficoltà, cade nella trappola preparata a puntino.

Vedere quest’uomo tutto impostato e di poche parole che soccombe così velocemente al fascino della ragazza è stato uno spasso che non vi dico! Lui è un vero snob con la puzza sotto il naso ed essendo un Conte è molto attento alle buone maniere e a rispettare le regole dell’alta società.… mai avrebbe potuto soccombere a una contadinotta come Charlotte!

“Sembra che abbiate calcolato ogni più piccolo aspetto, mia signora

Da quanto tempo voi e vostra nonna progettavate tutto questo? E mi chiedo come avreste fatto se io non fossi venuto. Immagino che non vi sarebbe mai venuto in mente di rapire il primo maschio abile che passasse per i sentieri della zona! Oppure sì …”

 

Charlotte è una ragazza molto intelligente che ha sempre preferito all’arte del ricamo quella di imparare ad amministrare la tenuta di famiglia, al pari di un uomo. Lei è orgogliosa e cocciuta, pratica e gioviale, amata dai fittavoli che da sempre ha trattato con rispetto.

Sin dal primo incontro fra i protagonisti si denota la differenza caratteriale fra i due ma l’attrazione è predominante. La sensualità sprizza da tutti i pori e le scene di sesso sono descritte con enfasi senza essere volgari. A parte la prestanza fisica, il bel Conte mi ha irritata moltissimo con quell’aria di superiorità con cui tratta Charlotte, credendola una popolana senza cervello. Altresì mi ha intrigata moltissimo la forza di volontà di Charlotte di riscattarsi agli occhi del marito.

Chissà se alla fine riuscirà a diventare la sua sposa ideale?

La trama è ben costruita perché non si limita all’incontro fra i protagonisti e al matrimonio riparatore, infatti, altri fatti di disturbo turberanno l’allegra compagnia, anche con personaggi secondari interessanti come il cugino del conte che ci regala una “liaison” parallela alla storia d’amore principale.

I dialoghi sono appassionati e pertinenti rendendo la lettura scorrevole e interessante.

Si arriva all’epilogo con un ritmo così concitato che mi è davvero dispiaciuto che fosse finito.

Consigliatissimo!

 

 

 

 

 

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Emanuela

Emanuela

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