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Recensione: Un duca da conquistare di J.F. Reese

TITOLO:Un duca da conquistare

AUTORE:J.F. Reese

GENERE:Romance storico

EDITORE:JFHist.Romance

 

Care fenici, visto che in questo periodo siamo in tema di Duchi e io per prima mi sono fatta conquistare dalla serie televisiva Bridgerton, mi sono concessa la lettura di questo libro, il cui titolo è tutto dire, Un duca da conquistare.

La campagna inglese più desolata dello Yorkshire è l’ambientazione del romance storico e, la tenuta di Winston Court l’epicentro del contendere e delle vicissitudini che porteranno i due protagonisti principali a conoscersi e innamorarsi.

Il romanzo è autoconclusivo ed è scritto in terza persona, ricco di dettagli e descrizioni dell’ambiente circostante che però ho trovato troppo esagerate e che mi hanno distratta dalla lettura e purtroppo in alcuni casi, anche annoiata.

La trama è un classico di questo genere, ci troviamo infatti alle prese con un belloccio Lord libertino che va di fiore in fiore e proprio non ne vuole sapere di mettere la testa a posto. La madre del soggetto in questione è il grillo parlante che gli ricorda di essere il futuro duca di Hilton e che deve trovare una moglie.

Il titolo che Lord Hilton sta per ereditare lo deve a uno zio moribondo che ha avuto la lungimiranza di accaparrarsi la tenuta di Winston Court, in seguito alla bancarotta del precedente proprietario. Chi sarà mai il proprietario caduto in disgrazia?

Quando la giovane Lady Marion Winston fa ritorno a casa, dopo quattro anni di collegio, si trova catapultata nel suo peggior incubo.

La vita aristocratica a cui era abituata è ormai un lontano ricordo e la sua adorata casa è invasa dagli operai del nuovo proprietario. Chi sarà mai costui e perché non ne sapeva nulla?

Lady Marion è una rossa bellissima, dal carattere ribelle e infatti proprio il suo temperamento focoso è stato il motivo per cui è stata spedita in Francia in fretta e furia, per mettere a tacere un probabile scandalo col fattore. Suo padre è un uomo amareggiato e sconfitto dagli eventi, ma l’arrivo della figlia e il piano che la stessa,  in combutta con la duchessa di Sheffield, ordisce per far capitolare il Lord libertino, gli danno speranza.

Mi dispiace però perché il Lord è bello ma non balla, è poco presente e i dialoghi con la protagonista sono striminziti e quasi inesistenti. La sensualità non è presente e si riduce a un misero bacio alla fine del libro. Secondo me andrebbe arricchito con dei punti di forza che collaudino questa coppia che non è affatto caratterizzata.

Il finale movimentato a sorpresa non è supportato da un’adeguata reazione da parte dei personaggi, risultando scialbo e senza enfasi.

Peccato!

Alla prossima lettura care fenici.

Sarebbe stato divertente e stimolante scoccare delle frecce imbevute di ardore e cercare di trafiggere la corazza di diffidenza che lei si era costruita intorno.

 

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Emanuela

Emanuela

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