Home » Recensione libri » Recensione: “Reborn” di Addison Cain – Serie: Alpha’s Claim #3

Recensione: “Reborn” di Addison Cain – Serie: Alpha’s Claim #3

Titolo: Reborn

Serie: Alpha’s Claim #3

Autore: Addison Cain

Genere: Paranormal romance

Editore: Self publishing

Data di pubblicazione: 15 Settembre 2021

Claire si è innamorata di un pazzo.

Quando è successo, come è successo…lei non lo sa.

Un mostro — un uomo distrutto, crudele, affettuoso e malvagio che si mantiene in equilibrio precario sulla lama del coltello della bontà — la culla mentre dorme.

Un uomo che fa cose terribili in nome di una giusta causa. Il padre del bambino che cresce dentro di lei.

Lui vuole il suo cuore e la sua anima, disfa la sua contrarietà filo per filo.

E poi, il mondo intero ha preso fuoco.

 

Con una voce fredda quanto la morte,  Shepherd parlò: «Non è così semplice, Claire. Se desideri parlare della nostra storia, conoscere i meccanismi interni dei miei Seguaci, allora devi dimostrarmi di essermi devota in tutto e per tutto. Avrò bisogno di molto più che un bacio.» Lei, però, non aveva nient’altro da dargli.

Mi ritengo una lettrice onnivora. Se escludiamo i fantasy per adolescenti, posso spaziare dalla commedia romantica ai dark, dagli storici agli urban fantasy. Eppure questo omegaverse mi ha portata al limite. Una scena, in particolare, che per la crudezza pare rubata dai cassetti di George R.R. Martin, mi ha rovesciato lo stomaco e sono certa che ne avrò incubi per giorni. Lettrici avvisate…

Incerta, Claire mormorò: «Questo è per farmi rilassare.» «Sì.» «Così mi esibirò meglio per te?»
Lui le lanciò un lungo sguardo che diceva sì, no e altre mille cose diverse. Senza sorridere, soltanto con la testa leggermente inclinata di lato, Shepherd grugnì: «Non apprezzi lo sforzo?»
C’era sicuramente una risposta sbagliata, ed era l’unica che lei voleva farsi sfuggire dalle labbra. Mordendosi la lingua, guardò l’uomo a torso nudo e disse: «Mi stai corteggiando.» «Secondo le tue usanze, sì.»  Non era sicura di cosa la incuriosisse, ma Claire dovette chiederglielo: «Non sono le stesse usanze vostre?» L’uomo sembrò momentaneamente in difficoltà nel trovare una semplice risposta. «Non c’era un concetto di corteggiamento, nel Sottosuolo. Gli uomini prendevano ciò che volevano. Con la violenza.»

Premetto che non ero preparata a un omegaverse perché, come al solito, mi sono lasciata convincere già dal primo sguardo alla copertina senza approfondire troppo la sinossi. Non trovo molto educato non segnalare il genere del romanzo in copertina illudendo che si tratti di romance contemporaneo ma, siccome in genere non mi faccio problemi qualsiasi cosa finisca per leggere, non mi sono scandalizzata troppo.

Sono rimasta quindi sorpresa, sia dal mondo paranormale che si è svelato dopo qualche riga, sia dallo scoprire che il libro è un proseguimento delle vicende dei primi due episodi.

Soprattutto però mi hanno colpita i protagonisti, che sembrano incarnare in modo molto realistico delle figure a metà tra il mondo animale e quello umano. Gli istinti la fanno da padrone, portandoci tra le braccia di un mondo animato da semi-felini dai tratti antropomorfi ma con impulsi molto forti e quasi selvatici, tanto che talvolta i loro atteggiamenti o reazioni fisiche mi hanno messa perfino a disagio o sono sembrate poco comprensibili o credibili.

«Io, ehm…» Un’onda di ansia bruciante la costrinse a balbettare. «Non volevo morderti… non so cosa sia successo.» Mettendo da parte il panno macchiato, le dita di Shepherd s’insinuarono tra i suoi capelli. Glieli tirò delicatamente e fece le fusa, tutte quelle cose che, di solito, sembravano calmarla. «Era possessività, piccola. Ho sentito cosa c’era, dentro di te – il desiderio di devozione e felicità. Ti senti insicura riguardo al mio affetto, perciò hai piazzato il tuo marchio laddove anche gli altri possano vederlo.» 

Le caratterizzazioni sono un elemento centrale nella storia, e l’introspezione, le sfaccettature borderline tra la natura umana e non, sono tutti aspetti approfonditi e ben dipinti. In effetti l’autrice gioca molto con la nostra psiche mentre indaga i comportamenti e le strategie messe in atto dai protagonisti; e non può essere diversamente, perché i protagonisti stessi sono abili manipolatori uno dell’altro.

Claire, una donna Omega, è stata presa con la forza dal capo della fazione nemica e farebbe di tutto pur di scappare, nei libri precedenti ha tentato perfino il suicidio, nonostante sia incinta (o forse proprio a causa di quello). Purtroppo le possibilità di fuga e di tornare a una vita spensierata sembrano davvero minime, sia per la differenza di costituzione fisica rispetto a Shepherd sia  per la prigionia con tanto di guardie, ma anche a causa del legame che ha sviluppato pur controvoglia nei confronti del compagno, e, non ultimo, perché inizia ad avere a cuore la sopravvivenza del figlio che porta in grembo.

In lei combattono diverse anime, quella più sognatrice che desiderava creare una famiglia felice con un marito amorevole in un mondo in pace, e l’istinto più selvatico che la tiene ancorata all’uomo capace di calmarla e di dare soddisfazione agli impulsi più animali. Il bisogno di marchiare il suo uomo, di possederlo, di dare sfogo alla gelosia, alla rabbia esigono che lei resti nella tana che sta creando.

«Allora, che ne sarà di lui? Vivrà un’imitazione della tua vita? Infliggerà omicidio e dolore a chi gli è stato insegnato ad odiare?» Shepherd le diede una lenta, languida carezza che terminò sulla nuca. Afferrando il collo di Claire, come se fosse un gattino, la tenne immobile. «Non sai di cosa stai parlando, e non è nemmeno colpa tua. Perciò ascoltami quando ti dico che nostro figlio verrà cresciuto nella gloria… nutrito ed educato. Amato.»La sua voce si abbassò, divenne glaciale, e ringhiò: «Ma, cosa molto più importante, come puoi immaginare che io possa infliggere a mio figlio quello che è stato fatto a me?»

 Questo suo essere sballottata tra desideri diversi la agita e allo stesso tempo la porta a seguire un’abile strategia di negoziazione, capace di portarle se non la libertà almeno qualche vantaggio. In effetti, il suo Alpha è disposto a giocare con lei e a concedere piccoli bocconi di verità, di dialogo, di apertura alle emozioni, e perfino qualche compromesso, pur di vederla felice.

Shepard, che nei libri precedenti probabilmente si comportava in modo più simile a un lupo che a una persona, sembra ora assumere sempre più dei lati umani e sensibili. Il suo passato e la sua natura lo hanno reso molto duro, feroce, incapace di amare nel senso più tenero del termine, ma Claire entra in sintonia con lui giorno dopo giorno, comprendendo il suo punto di vista: Shepard porta avanti una missione di guerra allo scopo di raggiungere pace e libertà per il suo popolo. L’Alpha è una persona tattica, consapevole di essere in battaglia e delle opzioni possibili, sa quello che deve fare. Lei non lo convincerà a cambiare idea, almeno non in questo episodio. Ciò non toglie che nell’ambito del suo raggio d’azione lui farà tutto il  possibile per proteggere lei e il bambino.

I due non potrebbero essere più lontani come mentalità e come desideri, eppure il legame, l’onestà delle loro emozioni, la profonda vicinanza fisica li aiuteranno forse in futuro a trovare una via d’uscita comune.

«Tu non segui il tuo istinto, piccola. Tu vivi nei tuoi ideali. Pertanto, ho fatto delle ricerche sugli accoppiamenti sotto la Cupola e ho cercato di adattarmi a ciò che tu desideri, per quanto mi è possibile. Voglio che tu sia felice, anche se le circostanze sono sfavorevoli e l’obiettivo richiede uno sforzo enorme.» 

 Ci parla di un mondo fantastico con caratterizzazioni e introspezioni forti e contrastate, eppure talvolta un po’ troppo crude, gli istinti animali lasciano che i protagonisti virino in modo deciso verso atteggiamenti strani, anormali, ed è difficile non rimanere perplessi.

L’erotismo è naturalmente pregnante, esprime una lussuria istintiva, non sempre desiderata razionalmente, ma per fortuna sono lontane le scene di sesso non consenziente del primo volume tra Claire e Shepherd.

Alla trama romance si affianca un fitto intrigo politico legato a fazioni sovversive e alla lotta per liberare la città dalla violenza. Nel mix è incluso una complotto  che porta suspense, scene d’azione e tensione per una guerra combattuta da disperati che non riescono a trovare una migliore soluzione agli alti vertici. Per fortuna, sembra che Shepherd sia più interessato alla sua compagna e al figlioletto che a fare violenza ai cittadini ribelli. Tra loro, però, c’è ancora Corday, il Beta che ha preso l’impegno di liberare Claire a ogni costo. Si arriva, comunque, al punto di avere pochissime speranze e con la prospettiva di una disfatta completa.

Le sembrava quasi di riuscire a sentirgli i pensieri: Prenditi la tua vittoria… Ecco cos’era tutto questo. Lo aveva reso vulnerabile, era lei a detenere il potere, ed era per questo che lui l’aveva fissata… per capire se sapeva. Era raro che fosse lui quello a perdere il controllo, eppure eccolo lì, a mormorare qualcosa contro la pelle di lei, qualcosa di dolce e ansimato, un suono molto simile ad “amami”, ancora e ancora. 

Straziante il momento in cui i protagonisti sembrano non avere via d’uscita e rischiano di doversi separare nonostante il legame così forte. Come nel miglior manuale di scrittura, i due arrivano a toccare il fondo nel modo più crudo, violento, tremendo e letale che possa accadere loro. Immaginate il peggio che vi viene in mente per farli soffrire e probabilmente non vi avvicinerete nemmeno a quello che ha pensato l’autrice. Qualcosa che stride fortemente con un romanzo contenente una storia d’amore e che onestamente non avrei mai voluto leggere: credo che la scrittrice sia riuscita a raggiungere i miei limiti. Potrei sopportare una scena del genere nelle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, ma faccio fatica a sostenerla in un romance di qualsiasi tipo.

Farò tutto ciò che posso per seguirti, se mi sarà possibile. Nel caso non potessi, ho scelto io stesso un altro Alpha, il suo nome è Martin, che si comporti da surrogato finché non nascerà nostro figlio. È un brav’uomo. Ti piacerà.» «NO!» «Mi dispiace.»Shepherd sentì la sua stessa voce rompersi per la prima volta in tutta la sua vita. Le spalle gli si scossero, gli diventò difficile respirare mentre cercava di non spaventare la donna implorante. Gocce di liquido gli caddero dagli occhi e gocciolarono su di lei quando afferrò il bavero della giacca dell’uomo e premette il viso contro il suo. «Shepherd.» 

L’ambientazione non è curata particolarmente, un po’ troppo leggera. Si citano alcuni elementi del mondo fantastico, tra cui anche delle navicelle, quindi scopriamo a metà lettura che il mondo si avvicina al genere fantascientifico, ma non lo si vive sulla pelle, la qualità della narrazione non è in grado di farci immergere nella natura, negli edifici imperiali, nelle temperature gelide, nel caos del sottosuolo.

Il punto di vista saltella da un personaggio all’altro (creando talvolta un po’ di mal di testa) e, sul finale, rimane volutamente su quelli secondari, lasciandoci all’oscuro dei pensieri, motivazioni, vicissitudini di Claire e Shepherd, e regalandoci il gioiellino di un finale inatteso che ci invoglia a scoprire cosa sia successo. Di certo tutto si può dire di questa autrice tranne che non sia capace di lasciare dei ganci stratosferici per il libro successivo, invogliare quindi a proseguire la lettura, e di creare suspense e mistero in attesa della prossima storia. Uno stratagemma carino ma che, nella fattispecie, ho trovato un po’ forzato perché stravolge in un attimo una sensazione di fallimento in una di speranza come con un tocco di bacchetta. Chiaramente le motivazioni del cambio di scena verranno spiegate nel prossimo episodio, che naturalmente non il lettore non vede l’ora di leggere per capire meglio cosa sia successo, ma trovo si tratti di un escamotage troppo studiato a tavolino per sorprenderci, finendo purtroppo per sacrificare la credibilità.

«Ti prego… dimmelo una sola volta.» Anche se le onde di piacere la riempivano di calore, anche se sentiva la soddisfazione sessuale, le si ruppe la voce e, con il respiro affannoso, incontrò lo sguardo di lui e singhiozzò: «Sai già che ti amo.» 

 

Click to rate this post!
[Total: 0 Average: 0]

Sara

Kureha

Lascia un Commento