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Recensione: L’usignolo e il cuore di pietra di Carissa Broadbent 

Serie: Shadowborn Duet vol.1

Titolo: L’usignolo e il cuore di pietra 

Serie: Shadowborn Duet vol.1

Autrice: Carissa Broadbent 

Genere: Dark fantasy

Editore: Mondadori

Data di pubblicazione: 27 gennaio 2026

Età di lettura consigliata: +16

La serie Shadowborn Duet (In originale il libro fa parte della serie Le Corone di Nyaxia) è composta da :

  • Il serpente e le ali della notte (Le Corone di Nyaxia Vol. 1)—>Recensione
  • Le ceneri & il re maledetto (Le Corone di Nyaxia Vol. 2)—> Recensione
  • L’usignolo e il cuore di pietra  Shadowborn Duet vol.1 /(Crowns of Nyaxia Book 3)
  • The Fallen and the Kiss of Dusk (Shadwborn Duet vol.2) (Crowns of Nyaxia Book 4)/ (inedito in Italia)
  • The Lion and the Deathless Dark (Crowns of Nyaxia Book 5) ( inedito)

Quando è stata mutata in vampira contro la sua volontà, Mische ha perso tutto: la sua casa, la sua umanità e, soprattutto, l’amore del dio del sole al quale aveva dedicato l’intera vita. E adesso che è stata condannata a morte per aver ucciso il principe vampiro che l’ha mutata, sembra proprio che la redenzione sia impossibile. Quando però viene tratta in salvo da Asar, il principe bastardo del Casato dell’Ombra con un passato feroce come le cicatrici che porta addosso, Mische è costretta a una missione che è persino peggio di un’esecuzione: un viaggio nell’oltretomba per resuscitare il dio della morte in persona. Eppure, proprio la punizione di Mische potrebbe essere la chiave della sua salvezza: in un incontro segreto, infatti, il dio del sole le ordina di aiutare Asar, per poi tradirlo… uccidendo lo stesso dio della morte che lei aiuterà a riportare in vita. Mische e Asar devono percorrere insieme l’insidioso cammino verso l’oltretomba, affrontando prove, mostri e i vendicativi fantasmi del passato. Ma ancora più pericolosi sono il richiamo dell’oscurità e l’attrazione proibita che nasce tra i due, un legame che potrebbe scatenare l’ira divina. Il momento fatidico è prossimo, l’oltretomba è sempre più vicino e le adirate divinità sono in fermento. Per Mische è l’ora della scelta: la redenzione del sole o la dannazione dell’oscurità?

Un viaggio struggente che ti lascerà con il fiato sospeso e una domanda: la luce vale davvero il prezzo della propria libertà?

Dopo il successo folgorante de Il Serpente e le Ali della Notte ( qui la  Recensionet) , la Broadbent cambia prospettiva. Non siamo più nel vivo del torneo Kejari, ma seguiamo le orme di un personaggio che avevamo già imparato a scrutare con curiosità: Mische.

Una protagonista in cerca di luce, o di ombra? Mische non è la tipica eroina “badass” tutta lame e sarcasmo. È un’ex sacerdotessa del Dio del Sole, trasformata in vampira contro la sua volontà. La sua è una lotta interiore devastante: come si può servire la luce quando la tua stessa natura appartiene alle tenebre? L’autrice è magistrale nel dipingere il suo trauma, rendendola una protagonista vulnerabile, complessa e terribilmente umana nella sua mostruosità.

Dall’altra parte abbiamo Asar, il principe bastardo degli Shadowborn. Se cerchi il classico “grumpy” che nasconde un cuore d’oro, Asar ti darà molto di più. È un personaggio intriso di oscurità, la cui chimica con Mische non brucia istantaneamente, ma si consuma lentamente in una tensione erotica ed emotiva che tiene incollati alla pagina. Il loro è un viaggio — letterale e metaforico — attraverso l’oltretomba, che ricorda a tratti le atmosfere della Divina Commedia in chiave dark fantasy.

Immergersi tra le pagine di questo romanzo significa accettare un patto con l’autrice: rallentare il battito furioso dell’azione pura per lasciarsi avvolgere da una narrazione che preferisce lo scavo psicologico al semplice clangore delle spade. Carissa Broadbent non si limita a espandere i confini geografici di Nyaxia, ma solleva un velo su un pantheon di dèi capricciosi e regni d’oltretomba che trasformano il worldbuilding in un’esperienza quasi onirica e viscerale.

La forza del racconto risiede proprio in questo delicato equilibrio tra l’oscurità della carne e la ricerca della luce, dove il tema della fede non è un semplice sfondo, ma il motore immobile che tormenta ogni scelta di Mische. Tuttavia, è onesto ammettere che questo viaggio non è privo di asperità. Se il primo volume era una corsa a perdifiato, qui ci troviamo di fronte a un pellegrinaggio che, nella sua parte centrale, indugia forse un po’ troppo nelle riflessioni e nei silenzi, rischiando di testare la pazienza dei lettori più famelici di adrenalina.

Eppure, questa dilatazione temporale appare necessaria per caricare la molla del finale, un crescendo emotivo che travolge ogni dubbio e giustifica ogni rallentamento precedente. La Broadbent dimostra così una maturità narrativa capace di sacrificare il ritmo immediato sull’altare di una profondità tematica che scava nel fango della colpa e della redenzione, consegnandoci un’opera che pulsa di una vita propria, oscura e bellissima.

L’usignolo e il cuore di pietra non è un semplice “riempitivo” o uno spin-off minore. È un capitolo fondamentale che dà nuova profondità  a questo universo . È un libro per chi ama il romantasy, che non sacrifica la trama alla sola attrazione fisica, ma che scava nel fango delle emozioni più nere.

Hot 🔥 | incandescente, sottile e magnetico
Sentimento❤️| tormentato 
Violenza ⚔️ | cruda e inesorabile

valutazione

voto

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