Recensione: Crowned in steel di Deborah P. Cumberbatch
Serie: Steel Reapers vol. 3

Serie: Steel Reapers vol.3
Autrice: Deborah P. Cumberbatch
Genere: dark romance mc
Editore: self
Data di pubblicazione: 14 settembre 2026
La serie Steel Reapers è composta da:
- Inked in Steel vol.1—->Recensione
- Broken in Steel vol.2—->Recensione
- Crowned in steel vol.3

Il mio regno è costruito nel silenzio e nel sangue.
Sono il Presidente degli Steel Reapers. La Mietitrice mi ha scelto per sedere sul trono del club, perché solo un mostro può condannare senza rimorsi.
E io non ne ho mai quando emetto la mia sentenza. Sono puro niente.
Anni fa ho lasciato l’esercito per compiere la mia ultima missione e assicurarmi che l’oscurità che mi porto dentro muoia con me.
Finché una promessa del passato non è tornata a reclamarmi.
Avevo giurato a un fratello d’armi che, se gli fosse accaduto qualcosa, mi sarei preso cura di sua figlia come se fosse mia.
Doveva essere facile.
Nessun legame.
Nessuna complicazione.
Poi la ragazzina dagli occhi di inverno ha parlato.
E il mio silenzio è crollato in ginocchio al suo cospetto.
Il mio regno è costruito su note e dolore.
Sono stata addestrata a trasformare ogni ferita in una danza.
Per quanto sia lontana adesso, una parte di me è ancora in quel posto.
Eppure, ho scelto chi sarei diventata il giorno in cui mi hanno restituito la libertà. Sono la regina dei demoni.
E sono sopravvissuta per portare a termine la mia unica missione.
Non avevo previsto, però, che mio padre mi avrebbe affidato al suo capitano e migliore amico.
Al Re degli Steel Reapers.
Rowan MacReary mi tiene sotto la sua protezione per onorare un giuramento, ma non mi ha mai considerata più di una bambina fastidiosa di cui liberarsi. Il che è un bene, perché non ho intenzione di arrendermi ora che sono vicina, anche se il prezzo da pagare sarò io.
Non importa se, ogni volta che mi guarda, il mio mondo si riempie di note.


Eccoci qui, mie care Fenici, all’ultimo capitolo di una serie (o così si pensa) che ha rivoluzionato completamente i miei gusti letterari. Mai avrei pensato di ritrovarmi a non poter fare a meno di questi personaggi e del loro mondo al limite della legalità, in cui però vigono regole ferree che non perdonano alcuno sgarro. Ma questi stessi uomini e donne, che incutono timore al solo guardarli, hanno un senso di fratellanza e di appartenenza che non esiste tra la gente comune. Possono, passatemi il termine, “scopare” ogni notte con donne o uomini diversi senza porsi alcun problema ma, quando trovano la persona giusta, è per la vita, e difendono questo sentimento fino alla morte, e anche oltre. Il loro senso dell’onore è immenso, e non negoziabile. Gli Steel Reapers sono una comunità compatta, la Mietitrice non risparmia nessuno, se diventi suo servo sarà per sempre, ma sarai anche per sempre difeso e protetto dalla tua nuova famiglia. Perdonate questa lunga premessa, ma vorrei davvero che questi romanzi fossero compresi nella loro essenza più profonda, perché i messaggi che l’autrice ci lascia sono di profonda umanità (sì, nonostante i modi) e senso di giustizia. In un’epoca in cui conta solamente l’apparire, qui abbiamo protagonisti rudi e affascinanti (per non dire altro) ma, soprattutto, a cui affideresti la vita senza esitazioni.
Questa volta la scena principale è di Rowan, il Presidente, e Lilith, divisi da un age gap importante e, soprattutto, da una “promessa” fatta a un compagno d’armi. Ebbene, per questo ultimo atto l’autrice è stata diabolica: se della devastazione dell’anima di Rowan qualcosa si era intuito, del passato della ragazza non avevamo avuto alcun indizio; personalmente tutto mi sarei immaginata ma non ciò che invece ha forgiato il suo animo. Forse il più crudo dei tre libri, con passaggi che mettono a dura prova la salute mentale del lettore, ma con ritmo così incalzante e denso di colpi di scena che lo ha reso un più che degno finale.
Tra salti temporali e pov alternati ogni pagina è una struggente tortura, dove ci sono ansia e cardiopalma assicurati; ma anche tantissimo sentimento, con il piccolo Hunter ancora foriero di momenti dolcissimi che fanno sciogliere il più rude dei biker. Chi l’avrebbe detto che la scanzonata Lilith, sempre pronta a dispensare allegria, celasse un passato così sconvolgente e un presente altrettanto doloroso?
Non sono sicuro se ne renda conto. Ha parlato delle sue amiche, dei membri del club, di Hunter, ma mai di sé stessa. È come se lei non contasse. Come se fosse sacrificabile.
O che il più duro degli uomini, vestito solo di oscurità, riuscisse ad accettare l’idea di essere degno dell’amore di colei che ha da subito considerato la sua Regina?
Come puoi pensare che ci sia un solo grammo di male in te? Hai portato questi pesi da solo per una vita intera e sei diventato il protettore di una città! […] Tu sei mio Rowan, tanto quanto io sono tua. Sei il mio re, una metà del mio cuore. L’amore della mia esistenza e di tutte quelle che verranno.
Vi ho incuriosito? Spero tanto di si! E notate bene che non ho accennato per nulla allo spicy, ma vi assicuro che troverete scene molto calde e magistralmente descritte. Per il “no spoiler” penso di essere andata alla grande, se vi ho trasmesso anche solo un decimo delle emozioni che questa serie mi ha lasciato, il mio compito è assolto. Non posso che esortarvi a entrare in questo universo che vi strapperà il cuore per poi ricomporlo e distruggerlo di nuovo. Ma Rowan e Lilith, Rhyson e Bree, Ryker e Maeve, il piccolo Hunter e tutti gli altri valgono tutti i sorrisi e le lacrime che vi strapperanno. E, chissà, magari li rivedremo ancora… Io lo spero.
Steel Reapers per sempre.




