Recensione in Anteprima: Mai dimenticarsi del cugino di Giulia Barucco

Autrice: Giulia Barucco
Genere: commedia romantica storica
Editore: self
Data di pubblicazione: 16 settembre 2026
Margot Peregrine Bertie cerca il marito peggiore d’Inghilterra; il duca libertino Moses Gordon-Lennox, una moglie di cui sbarazzarsi.
Le Signorie Vostre sono invitate al matrimonio del secolo, dove il lancio di insulti sostituisce il lancio del riso e i colpi di scena verrebbero dati volentieri con un bastone.
Nell’anno domini 1895, Margot Peregrine Bertie, una nobile nubile obnubilata dalle commedie di Oscar Wilde, decide di sfidare le sacre leggi dell’etichetta e ribellarsi alle convenzioni nel modo più elegante possibile: seguendole alla lettera. Trovando quindi un marito molto nobile, molto potente e molto, molto libertino. Uno che si dimentichi di avere una moglie per sollazzarsi con le sue svariate amanti, mentre lei vive la sua storia d’amore con il figlio dello stalliere. Caso vuole che l’estremamente libertino Moses Gordon-Lennox, sesto duca di Richmond, debba trovare una moglie a seguito di un ordine impartito nientepopodimeno che dalla regina, e abbia la fortuna di essere scelto dalla suddetta nobile per recitare il ruolo tipico del marito da etichetta: disinteressato, assente e privo di qualsivoglia obbligo coniugale.
Del resto, esiste un avveduto cugino pronto a ereditare il ducato, il che significa, nell’ordine, nessun bisogno di produrre eredi, nessunissimo motivo per condividere il letto, nessunissimo rischio di complicazioni. Il loro matrimonio di facciata potrebbe vincere il premio per il miglior matrimonio di facciata del secolo, se qualcuno si prendesse la briga di istituire tale onorificenza.
Ma…ma. Il cugino. Avveduto seppur estremamente maleducato, con la deplorevole abitudine di morire e obbligare i duchi di Richmond in carica a risolvere lo spinoso problema della successione. Che seccatura.


Che sorpresa questa nuova Giulia Barucco!
Dopo averci deliziato con le sue storie ironiche e divertenti in chiave contemporanea, questa volta si è cimentata con un genere per lei nuovo: lo storico.
Che le sue fidate lettrici non si spaventino, è sempre lei, la solita frizzante Giulia, a volte vorrei essere nella sua testa per capire dove se le sogna certe situazioni!
Ci troviamo alla fine dell’800, precisamente nel 1895, con il nuovo secolo alle porte e i nostri protagonisti hanno idee e comportamenti consoni al periodo.
Margot è la terzogenita del nono conte di Kesteven che l’ha introdotta nel magico mondo del teatro, rendendola incline a romanzare anche la sua realtà. Purtroppo a ventitré anni il ton chiede il conto, e il suo problema è di trovare un marito che possa accogliere di buon grado una sua particolare e sicuramente non convenzionale richiesta.
Ma qui entra in gioco l’affezionatissima cugina Sarah, custode di ogni suo segreto, che orchestra l’incontro con Moses-Gordon-Lennox, sesto duca di Richmond. I due protagonisti hanno idee futuriste, pur non essendone pienamente consapevoli: Moses, libertino quarantenne, accetta di buon grado la folle proposta di Margot, che gli permetterebbe di mantenere il proprio stile di vita e accontentare la madre che lo vuole accasato. Spoiler non spoiler, prestare attenzione a un certo stalliere biondo e a un’amante appiccicosa.
Peccato che l’imprevisto sia dietro l’angolo, questa volta sotto forma di un altro cugino che ha la malaugurata idea di passare improvvisamente a miglior vita. E lo scenario inevitabilmente cambierà, quando gli obblighi di discendenza si faranno impellenti.
La contessina e il duca sono gli attori principali di questa commedia, ma nulla avrebbe potuto essere senza il contributo di chi sta loro intorno, compresi i domestici che, è risaputo, sanno sempre tutto di tutti. Ogni personaggio trova la propria giusta collocazione e dona al lettore un pezzetto di sé, arricchendo la storia di siparietti irresistibili (come non citare i mancamenti di Emily, fidatissima cameriera personale, o i battibecchi tra governante e maggiordomo…)
E qui mi fermo con gli accenni alla trama che, abbiate fiducia, è assolutamente originale e in cui non mancheranno colpi di scena degni delle più famose rappresentazioni teatrali.
Lo stile della narrazione, suddivisa in tre atti, crea un’atmosfera mutevole a ogni capitolo: si passa dal sorriso più ampio allo struggimento più profondo, in cui ogni scena è perfettamente inserita, senza alcun calo di ritmo, rendendo impossibile abbandonare la lettura.
Via le ombre, vietate le sfumature. Loro due erano il bianco e il nero, la paura e l’amore, la città e la campagna, non c’era bisogno di nessuna misura di raccordo, loro bastavano e avanzavano a comprendere l’universo intero e a non curarsene affatto.
Giulia Barucco, maestra nell’arte dei dialoghi, qui è al suo meglio: la giovane duchessa senza dubbio non ha peli sulla lingua quando si tratta di difendere le proprie idee, tanto che in certi momenti si prova quasi pena per il povero duca di Richmond, che non sempre riesce a stare al passo, ma sopperisce all’impertinenza della moglie con un fascino irresistibile.
Come si evince dal titolo i cugini, anche inconsapevolmente, muovono i fili dietro le quinte (e anche davanti), non ci sarebbe stato il giusto finale senza il provvidenziale intervento di Sarah, che non si tira mai indietro quando si tratta della sua cara Margot.
Concludendo, romanzo adatto a tutti, a chi ama sorridere e anche a chi ama struggersi d’amore, condito con la giusta dose di spicy, esplicita senza essere disturbante, stiamo pur sempre parlando della stanza da letto di un duca!
Consigliatissimo.


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