Recensione: Prometto di non farti cadere. Strangers to lovers di Daniela Volonté

Autrice: Daniela Volonté
Genere: contemporary suspense romance
Editore: Night + Day
Data di pubblicazione: 1 settembre 2026

Un CEO freddo e irraggiungibile.
Una ragazza in fuga dal suo passato.
Doveva essere solo lavoro, ma ai sentimenti non si può comandare.
Una storia d’amore magnetica e piena di tensione, dove passione e pericolo si intrecciano fino a confondersi.
Charlotte Walker ha ventitré anni, ha perso la madre da piccola e da allora ha vissuto con la zia Natalie. Quando al suo fidanzato Brandon offrono un lavoro a Madrid, non vede l’ora di trasferirsi lì e iniziare una nuova vita. Solo che appena arriva lo scopre a letto con un’altra. Sconvolta, decide di tornare in aeroporto e prendere il primo volo per gli Stati Uniti.
Mentre è in metropolitana però un improvviso blackout ferma l’intera regione.
Durante la rocambolesca evacuazione uno sconosciuto la aiuta con la valigia: quello sconosciuto è Kieran Jones, capo di un’importante società di import-export a Detroit.
I due entreranno presto in confidenza, e dopo essere tornati insieme negli Stati Uniti, lui le chiede di fargli da assistente in azienda. Charlotte non ha nulla da perdere e accetta, ma quando inizia a lavorare per lui si accorge subito di una serie di dettagli inquietanti: nota il gran numero di agenti della sicurezza, scopre che l’auto su cui viaggia è blindata e ascolta strane conversazioni riguardo a “della merce da far sparire” e ingenti somme di denaro.
Combattuta fra i sentimenti che inizia a provare per lui e i dubbi sulla sua doppia vita, cosa sarà alla fine a prevalere nel cuore di Charlotte?


Carissime Fenici,
seguo Daniela Volonté sin dai suoi esordi e non mi perdo mai una sua pubblicazione. Ho sempre apprezzato il suo stile fresco e lineare, contraddistinto da una apparente semplicità che mi ha sempre emozionato. Con questo suo ultimo romanzo ha sparigliato le carte, è decisamente uscita dalla sua comfort zone. Esperimento riuscito? Lascio a voi giudicare. Posso solo esprimere ciò che ho provato io durante la lettura, e riconosco che le mie valutazioni siano un pochino compromesse dal genere, che non è nelle mie corde. Solitamente rifuggo i cosiddetti “mafia romance”, non riesco a empatizare con personaggi che praticano l’omicidio come mestiere, è un mio limite assoluto.
Kieran Jones sicuramente non è un killer, è il CEO dell’azienda di famiglia a Detroit, che dietro la facciata rispettabile nasconde affari decisamente illegali e non si fa scrupolo a sporcarsi le mani. Lui stesso è stato cresciuto dal padre nella violenza, come se ciò potesse forgiare meglio la sua personalità di uomo senza pietà.
Incontra Charlotte Walker a Madrid durante un blackout sulla metropolitana, e trascorrono qualche ora insieme senza sapere nulla l’uno dell’altra. La ragazza è disperata, ha lasciato tutto a Seattle per raggiungere il fidanzato e al suo arrivo lo ha sorpreso a letto con un’altra. Kieran, l’uomo di ghiaccio, si fa intenerire dalla storia della ragazza, e le propone un impiego presso la sua azienda, come sua segretaria personale. Tra i due, come da cliché, si instaurerà un rapporto intimo molto coinvolgente, che per quanto riguarda Charlotte diventa in poco tempo molto importante, nonostante abbia fatto di tutto per non farsi illusioni.
Da qui in avanti la narrazione si dipanerà tra alti e bassi, tra momenti di straordinaria dolcezza ad altri di violenza decisamente forti ed espliciti, a volte parecchio disturbanti. Sarà che oramai sono abituata a leggere “mattoncini” di almeno cinquecento pagine, ma questo romanzo mi ha lasciato la sensazione di incompiutezza. Kieran, a un certo punto, passa repentinamente dall’essere il lupo cattivo a colui che si sacrifica per amore, senza peraltro aver mai dato avvisaglie di questo sentimento nei confronti della ragazza. Il ritmo della narrazione è sempre intenso, ma secondo me si è perso molto a livello di emozionalità, che è quello che ha sempre contraddistinto l’autrice e me l’ha fatta apprezzare nel tempo.
Superato lo scoglio del genere che non mi appartiene, oggettivamente nulla da dire sulla scrittura, che è sempre corretta e al di sopra della media. Ma, come tutti sappiamo, la lettura è un universo altamente soggettivo, e questa volta troppi “se” e “ma” hanno condizionato il mio giudizio. 






