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Recensione: La Révolution – Prima Stagione

Maria Grazia ci parlerà de La Révolution, un serie storica di Netflix sul periodo della rivoluzione francese ma con un pizzico di horror nella sua recensione con spoiler… o quasi 😊. Forza vediamo cosa ne pensa!

La Révolution

Progetto grafico a cura di Maria Grazia

Se c’è qualcosa per cui vado ghiotta è la rivisitazione di storie, reali o di fantasia, in chiave del tutto nuova ed è questo il caso della Révolution, serie Netflix che ci catapulta alla fine del XVIII secolo e lo fa in grande stile!

Si dice che la storia la scrivano i vincitori, ma ci si dimentica di dire che viene riscritta nel tempo, trasformata dai libri, reinventata da chi non l’ha vissuta.

Penserete, senz’altro, che quello che sto dicendo è falso, che è l’incubo di una bambina persa nel caos del mondo… Vi direi che non c’è stata nessuna malattia e che i morti non tornano in vita.

Con queste parole, una voce femminile ci introduce in un mondo che conosciamo attraverso i libri di scuola, raccontando di una popolazione allo stremo e pronta a combattere per la propria libertà in quella nota come la Rivoluzione francese, a questa già desolante situazione si aggiunge una strana malattia, che diventerà il fulcro dell’intera serie.

Non aspettatevi una rappresentazione fedele degli avvenimenti che travagliarono il paese, alla storia si uniranno elementi horror, con un pizzico di gore e soprannaturale, che la renderanno originale e affascinante. Ah, e no, non ci sono zombie come alcuni dicono, quindi non aspettatevi loschi figuri mugolanti dall’andatura claudicante e carne putrescente. Se gli zombie avessero le sembianze di Albert (che vi presenterò più avanti) sarei io a corrergli dietro.

Ma torniamo a noi…

Il Lato Oscuro della Storia

I primi minuti si aprono su un paesaggio innevato dove un uomo corre tra macerie e cadaveri in cerca di salvezza, la sua fuga viene però interrotta dall’arrivo di un cavaliere con il viso nascosto da un fazzoletto che senza tante cerimonie lo decapita, il corpo senza vita si va a unire a quelli già a terra, ma con una differenza: il sangue che sgorga è di colore blu.

I produttori di Révolution usano quest’espediente per dipingere un mondo diverso, nascosto e oscuro, per dare vita alla loro storia. Il sangue blu, con il passare degli episodi, diventerà simbolo di corruzione e orrore, qualcosa da temere ed estirpare con tutte le forze.

La Révolution - Prima Stagione

Nella scena successiva il cavaliere si presenta come voce narrante di questa avventura:

Mi chiamo Madeleine de Montargis e questo è il mio testamento. Vi racconterò quello che ho visto e di come il secolo delle tenebre è diventato il secolo della luce.

Siamo nella Francia del 1787, Madeleine (Amélia Lacquemant) ed Elise (Marilou Aussilloux) sono figlie del Conte di Montargis, con loro vivono anche lo zio Charles e i suoi due figli, Marie e Donatien. Conte padre è fuori per un viaggio e non si hanno sue notizie da qualche tempo, mentre le due ragazze aspettano il suo ritorno, lo zio prende il suo posto e manda avanti gli affari di famiglia e la città.

La loro vita agiata trascorre tra feste, passeggiate e tutti quei frivoli eventi che caratterizzano la nobiltà dell’epoca, ma Elise è tutt’altro che frivola, è una donna forte, coraggiosa, protettiva nei confronti della sorellina Madeleine e non ha paura di far valere la propria parola in una discussione con un uomo. Un personaggio amabile e ben caratterizzato, difficile non tifare subito per lei, soprattutto per un evento doloroso che si porta dentro da anni: la perdita dell’amore della sua vita.

Se Elise è forte e decisa, Madeleine è uno scricciolo indifeso, una bambina speciale, con un dono altrettanto speciale: la preveggenza. Nei suoi sogni, vede una ragazza che indossa una maschera nera che le parla dei terribili avvenimenti futuri; quando prova ad avvertire Elise del pericolo non viene presa sul serio, non fino all’arrivo di Joseph e Albert.

Gli sceneggiatori di Révolution sono stati abbastanza cattivi con la sua storyline, hanno centellinato gli indizi fino alla fine e, nonostante la gloriosa conclusione, restano molte domande aperte che spero possano trovare risposta in una nuova stagione.

La Révolution - Prima Stagione

Dalla parte del popolo spicca invece Joseph Guillotin (Amir El Kacem), futuro inventore della ghigliottina e medico presso la prigione della città.

Orfano, è cresciuto insieme ad altri “figli del popolo” sotto la guida del sacerdote e qui conosce Albert, al quale si lega dopo un episodio di bullismo. Joseph è buono, forse troppo. Rappresenta il classico eroe mosso a grandi azioni per un bene supremo ed è per questo che non sono riuscita a farmelo piacere del tutto. Un difettuccio glielo si poteva anche dare, che ne so, un’unghia incarnita?

La sua vita viene sconvolta dall’arrivo di Oka (Doudou Masta), il Cannibale, accusato di aver ucciso e mangiato una ragazza. Durante una visita preliminare per assicurarsi dello stato di salute del prigioniero, Joseph apprende che l’uomo conosce (no, non ho sbagliato tempo verbale) suo fratello Albert, fatto impossibile visto che è morto da anni, e che non è stato lui a uccidere la ragazza, eventi che gli mostra grazie a suoi poteri voodoo.

Convinto dell’innocenza di Oka, il medico comincia un’indagine parallela a quella ufficiale per salvargli la vita e tra autopsie illegali, complotti, spie e mezze verità scopre la malattia: il sangue blu. Pian piano capisce che la piaga non ha niente di naturale, ma è frutto di un progetto più grande che legherà il suo destino a quello di Elise e Madeleine.

Albert, il Redivivo

La Révolution - Prima Stagione

In tutto questo, c’è lui… Albert (Lionel Erdogan), l’amore perduto di Elise.

I due, in gioventù, ebbero una relazione che per ovvi motivi non poteva né doveva essere portata avanti e quando Conte padre li scoprì non si fece problemi a eradicare il problema con un bel colpo di pistola. Caput, finito l’idillio.

Mentre Joseph ed Elise piangono per anni su una tomba vuota, Albert torna in vita grazie alla magia della ragazza con la maschera nera.

La sua storia è particolare come quella di Madeleine e, proprio come quella della bambina, lascia molti interrogativi. Si può considerare come l’antieroe, non completamente buono né cattivo e confesso che questo ragazzaccio mi ha fatto arrabbiare in più di qualche occasione, ma si lascia amare come tutti i protagonisti di Révolution.

Tornato a Montargis, è intenzionato a salvare il suo amico Oka dall’impiccagione e per farlo si allea con i ribelli, uno sgangherato gruppo capeggiato da Marianne, (Gaia Weiss) che, stufo dell’avidità della nobiltà, è deciso a dare uno scossone alla città.

Donatien, il villain che non ti aspetti

La Révolution - Prima Stagione

Alla prima scena in cui l’ho visto, ho pensato: “Poveretto”. Mai pensiero fu più errato.

Figlio di un padre avido di potere, Donatien (Julien Frison) ha ricevuto in eredità dalla madre, morta precocemente, una malattia degenerativa che manda in cancrena i tessuti molli. Eredità di cui poteva anche fare a meno, aggiungerei. Quindi immaginatelo urlante, circondato da medici che lo pungolano e gli rimuovono pezzi di carne solo perché il padre stronzo non vuole che diventi uno storpio. Un mai una gioia proprio, se pensiamo anche al fatto che è sempre stato deriso da tutti per questa sua condizione.

Quando il Conte di Montargis viene chiamato da Sua Maestà Luigi XIV a Parigi per discutere di alcune questioni, fa ritorno da quel viaggio profondamente cambiato.

Il popolo è in rivolta in diverse parti del regno, impossibile contrastarlo in maniera decisiva se non tramite una forza tale da spazzare via i ribelli e qui entra in gioco il sangue blu in possesso del Re, che non solo rende immortali coloro che vengono contagiati, ma dona loro quella forza fisica che serve per continuare a governare, sfidando Dio e la morte. La convocazione del Re non era che un pretesto per infettare tutti i Conti sotto la sua guida, ma l’immortalità ha un prezzo: un’incontrollabile fame di sangue e carne.

Conte padre decide quindi di nascondersi nel bosco della tenuta e, aiutato dal fratello Charles, continua la sua non-vita, cibandosi di giovani fanciulle appartenenti al popolo.

A conoscenza dell’immortalità e del volere del Re, Charles decide di iniettare il veleno blu nel figlio Donatien che si risveglia rinvigorito e spietato più che mai; con lui avidità, depravazione e lussuria raggiungono livelli inaspettati, tali da commette atti indicibili verso il popolo e la sua stessa famiglia. Si fa odiare che è una bellezza, e con i suoi modi folli ed esuberanti di agire, Donatien si rivela il cattivo che vorremmo veder morire nel modo più atroce.

Perché nasconderci? Il popolo è sempre esistito per nutrirci. Così o in un altro modo che differenza fa?

Conclusioni

Ci sarebbe ancora molto altro da dire, ma non voglio rovinarvi la visione di questa magnifica serie.

La Révolution è un prodotto sorprendente, caratterizzato da un ottimo cast, personaggi ben delineati, un bel comparto musicale e ambientazioni ben riuscite, non a caso la Reggia di Versailles appare in tutto il suo splendore, incantando con i suoi splendidi giardini e innumerevoli stanze.

 

Non do pieni voti per un solo motivo: a distanza di due mesi dall’uscita sulla piattaforma, la sorte della Révolution è ignota. Per quanto mi dispiaccia, il finale apertissimo ha bisogno di una degna continuazione e una possibile cancellazione sarebbe un crimine contro l’umanità. È un po’ eccessivo? Forse, ma per noi serializzati ogni show cancellato è come perdere un pezzetto di anima. ☹

E se dopo tutto il mio blaterare non siete ancora convinti, eccovi il trailer de La Révolution.

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Serena Oro

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