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Recensione: “Il Mietitore (La Malavita di Boston Vol. 2)” di A. Zavarelli

Care Fenici, Nayeli ci racconterà un Mafia Romance ricco di suspence….

Sasha

È oscuro e misterioso. Silenzioso e letale.

Un mafioso irlandese.

Puro peccato racchiuso in un bel pacchetto.

Ma c’è anche qualcosa di strano in lui.

Non prova niente. Non mostra emozioni.

A volte, mi interrogo sulla sua umanità.

Non mi parla da due anni. Nemmeno una parola.

Ma condividiamo un segreto, io e lui.

E se dovesse mai venir fuori, non ho dubbi nella mia mente…

Non si farà scrupoli ad uccidere anche me.

 

Ronan

Ho ucciso per lei. Lo farò di nuovo.

Quando si tratta di Sasha, non c’è confine che non varcherei.

La guardo. Lei non lo sa.

Pensa che la odi. A volte, penso che potrei.

Ma sono sempre lì, in agguato nell’ombra.

Desiderandola. Cercando di tenere a bada la bestia.

La terrò al sicuro. Ucciderò chiunque provi a farle del male.

L’unica cosa che non posso fare… è proteggerla da me stesso.

 

***

Questo è un romanzo standalone, che vede come protagonisti sexy mafiosi irlandesi.

 

 

“Ecco perché sono il Mietitore.

Nessuno degli altri ragazzi del sindacato è entusiasta di questo lavoro. Non provano la rabbia che provo io. O la mia sete di sangue. Non sentono questa pressione dentro di loro. Uccidono quando è necessario. Ma è un interruttore che possono accendere e spegnere. Il mio non si spegne mai. C’è sempre questa rabbia, che ribolle sotto la superficie. Devo solo scegliere un ricordo, un pensiero… ed è lì.”

 Mi spiace contraddire la sinossi, ma La Malavita di Boston è una serie in cui, tra i vari episodi, ci sono richiami e sono presenti gli stessi personaggi. Naturalmente, è vero che ogni romanzo tratta coppie diverse; tuttavia se, come me, scoprirete che la serie vi piace, credetemi se vi dico che avreste voluto aver iniziato dal primo capitolo.

Ho trovato il romanzo dedicato a Ronan e Sasha molto particolare, per il fatto che il protagonista è davvero molto ben caratterizzato nel suo essere problematico.

Ronan è una macchina predisposta per torturare e uccidere, addestrata a non provare emozioni.

Sasha è una ragazza introdotta nel giro della mafia da un ragazzo sbagliato e fin da giovanissima è stata usata, minacciata, svuotata da una vita che non vuole.

Più che un romanzo del genere Mafia/Suspence, trovo che questo capitolo sia più tendente al genere psicologico, essendo incentrato sul percorso di crescita di Ronan: un percorso per avvicinarlo alle emozioni. Ho trovato delicato e tenero il modo in cui questo killer viene travolto da emozioni che non vuole, che non conosce, che non sa come gestire, a cui non sa neppure dare un nome. Ronan non sa cosa fare con Sasha: non è mai stato abbracciato da quando è stato rapito e portato in un campo di addestramento, a 7 anni; nessuno gli ha mai voluto bene, non sa cosa significa quel turbinio di emozioni che accadono dentro di lui quando viene sfiorato e ne è terrorizzato. Un cucciolo che è stato picchiato è un paragone adatto: dentro di sé cova tanta rabbia, reagisce d’istinto in modo feroce, preda di paura e confusione.

Si tratta di un percorso attraverso il quale Sasha riesce ad avvicinarlo e a far sì che lui si fidi di lei, che non tema di comunicare, di chiedere, di mostrare ciò che prova per riuscire a capire  se stesso e gli altri.

Come dicevo all’inizio, compaiono come secondari anche i protagonisti del primo episodio, Mack e Crow, mentre procedono in sottofondo l’alleanza con la mafia Russa e la lotta con gli antagonisti (niente che non sia intuibile, comunque, leggendo questo episodio come stand alone).

Stilisticamente, troviamo un’alternanza tra capitoli che raccontano il presente e altri che riportano tremendi flashback sul passato di Ronan. Non ci viene risparmiata la violenza, la crudezza delle torture con cui questi bambini sono stati addestrati, internati, abusati. E capitolo dopo capitolo, non possiamo che rivalutare quest’uomo all’apparenza quasi autistico, pensando che non sarebbe potuto crescere in modo diverso da come è oggi: chiuso, traumatizzato, bloccato.

Sasha è la sua cura.

Il Mietitore è un romanzo dark con delle tinte romance, il che significa che ci sarà una redenzione, una grossa componente di rassicurazione che porta il personaggio a cambiare e diventare un partner affidabile, adorabile, positivo.

Probabilmente un finale un po’ troppo felice. Del resto credo che, dopo le orribili scene di violenza riportate, in fondo anche Ronan, più di tanti altri, meriti il suo happy ending.

 

Emanuela

Emanuela
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