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Recensione doppia: “Il fiore e la fiamma – la saga dei Birmingham #1” di Kathleen E. Woodiwiss

Titolo: Il fiore e la fiamma

Autrice: Kathleen E. Woodiwis

Serie: La saga dei Birmingham #1

Genere: Romance storico

Editore: Marsilio

Ristampa del 15 aprile 2021

 

Londra, 1799. Avventuriero innamorato del mare, il capitano Brandon Birmingham non riesce a inquadrare la donna che i suoi uomini hanno portato a bordo della nave. Dovrebbe essere una prostituta, ma Heather Simmons ha modi innocenti e raffinati, la sua figura è distinta ed elegante, la sua bellezza luminosa. Cosa l’ha costretta a girare da sola per le fangose strade di Londra? Da chi sta scappando? Perché è salita sulla Fleetwood, diretta a Charleston, nelle lontane colonie d’oltremare? Qualunque sia la ragione, il capitano Birmingham ha una certezza: quella bellissima ragazza deve essere sua, anche a costo di mettere in discussione la propria vocazione alla solitudine. Perché né le incomprensioni né i fantasmi del passato possono separare due cuori destinati ad appartenersi.

 

Ecco il libro d’amore per eccellenza! Ho letto il fiore e la fiamma la prima volta ventiquattro anni fa e, ammetto che durante la mia vita l’ho riletto più volte e mi è sempre piaciuto tanto. È il capolavoro che mi ha fatto conoscere la regina del romance storico: Kathleen E. Woodiwiss.

Il Fiore e la Fiamma è il caposaldo della saga dei BIRMINGHAM, ma essendo stato scritto nel 1972 ha, probabilmente, per le persone più giovani di me, un linguaggio sorpassato, alcune scene possono sembrare violente e fin troppo maschiliste per un romanzo di questo genere, ma se vi fermate un attimo a riflettere sulla condizione femminile a cavallo tra ‘700 e ‘800, comprenderete che violenze e soprusi non erano inusuali.

Ma veniamo alla trama. Se mi permettete, essendo uscito quasi cinquant’anni fa anche se ci saranno spoiler non credo affatto che sia una cosa molto grave, ma se non li amate vi consiglio vivamente di fermarvi comunque a leggere il mio parere.

Siamo nel 1799 al porto di Londra dove la dolce e cara Heather fugge dopo aver ucciso un uomo (è quello che lei crede di aver fatto) per proteggere la sua virtù quando viene catturata dagli uomini del capitano Brandon Birmingham, che, convinti che sia una prostituta, la portano al loro capo per farlo “svagare “. È la prima notte che il vascello mercantile del capitano passa nella capitale, questo sarà il suo ultimo viaggio prima di dover tornare in America e sposare la sua fidanzata storica Louisa per unire i terreni e dare un erede alla famiglia.

La situazione per la ragazza non si mette bene: Brandon convinto che sia una meretrice fa sesso con lei, non capendo, se non nel momento di maggior desiderio, che ha sottomano una vergine e non la prostituta che credeva.

Ora voi direte: “ok sarà subito amore… che due scatole!!!”.  Tranquilli non è così semplice, la nostra Heather darà molto filo da torcere al bel capitano, che solo a poco a poco s’innamorerà di lei e lo capirà solo quando le cose, per loro, non staranno andando nel modo migliore.

Assolutamente una pietra miliare per tutte le persone che, come me, amano i romanzi storici d’amore, i personaggi sono ben caratterizzati, (Heather e Brandon sono veramente un fiore e una fiamma) le descrizioni accuratamente riportate. Se non l’avete ancora letto ve lo consiglio vivamente, altrimenti attendo con gioia il vostro parere.

 

 

 

Prima di cominciare questa recensione devo fare una premessa: in ambito romanzi storici, la Woodwiss è una delle mie autrici preferite, ma, ahimè, questa volta siamo ben lontani dai suoi soliti standard.

Il fiore e la fiamma è un libro dallo svolgimento molto lento, con personaggi che peccano di caratterizzazione e troppo lungo.

Il primo volume della serie ruota intorno alle disavventure della povera Heather, che in fuga dopo un tentativo di stupro, viene adescata da due marinai e condotta sulla nave del capitano Brandon Birmingham, che la crede una prostituta e le usa violenza. Insomma, dalla padella alla brace!

Dopo il fattaccio la giovane riesce a fuggire abbastanza velocemente, ma ben presto scoprirà di essere in dolce attesa e sarà costretta a un matrimonio riparatore dall’odiosa zia.

I motivi che mi hanno portato a considerare questo libro un flop non sono pochi. Il pretesto dell’equivoco che l’autrice utilizza per giustificare la violenza è davvero debole, e il fatto che la protagonista in poco tempo, da brava vittima della sindrome di Stoccolma, dimentichi ogni cosa e si innamori del suo carnefice è fortemente diseducativo a mio parere.

La narrazione manca del mordente che è tipico di questa autrice. Nel testo quasi ogni cosa gira intorno al sesso, è un continuo ridire di seni prosperosi, dirompente desiderio e istinti da soddisfare. L’esposizione, inoltre, è ricca di descrizioni superflue che appesantiscono e rendono la lettura poco agevole e fluida.

Il tasto maggiormente dolente, a mio avviso, sono proprio i personaggi e il modo in cui vengono descritti e contraddistinti. Brandon, che dovrebbe avere le caratteristiche del “maschio alfa”, è apparso ai miei occhi come l’incarnazione di ogni difetto maschile concentrati in un unico individuo. È arrogante, sprezzante e denigratorio, ma la sua controparte femminile non promette meglio. Heather è remissiva, fastidiosamente svelta a perdonare eventi gravi e schiava dei suoi sentimenti in maniera irrazionale. L’epoca in cui è ambientato il romanzo potrebbe leggermente mitigare il mio pensiero, ma non lo stravolge. In questo libro i personaggi non hanno sfumature, ci sono i buoni e i cattivi senza nessuna possibilità di intermezzo.

Tutto ciò, unito al fatto che l’avanzare della storia è esasperatamente lento, ha contribuito a rendere ai miei occhi il romanzo noioso e in alcuni punti irritante. Ben conoscendo l’abilità dell’autrice, Il fiore e la fiamma, non sarebbe di certo un libro che consiglierei.

 

 

 

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Daniela Pullini

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