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Recensione: “CENT’ANNI E UN GIORNO” DI LAUREN ROYAL SAGA DEI CHASE #3

Inghilterra, 1667

La giudiziosa vedova Clarice è contenta della sua vita. Ha un bel cottage di una stanza e un’adorabile bambina, e l’ultima cosa che desidera è un altro marito. Fino ad una sera da favola, quando è invitata ad un matrimonio al castello…

Il gentiluomo scozzese, Sir Cameron Leslie, è colpito al primo sguardo dalla timida bellezza inglese. È attirato dalla stessa forza e indipendenza che la rendono restia a gettare al vento la cautela e donare il suo cuore a un uomo più giovane. Anche se tra di loro la passione infuria, ci vorrà tutta la pazienza di Cameron per risvegliare il sogno di un amore vero che Clarice aveva dimenticato da tempo…

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Nota dell’autrice: Questa novella della Saga dei Chase è lunga circa un quarto dei romanzi di Lauren. In altre parole, è più lunga di un racconto ma più breve di un romanzo tipico. ‘Cent’anni e un giorno’ si può leggere da solo, come storia completa, ma se preferite leggerlo in ordine all’interno della saga, si pone cronologicamente tra ‘Emerald’ e ‘Amber’.

 

Questa novella deliziosa approfondisce la conoscenza tra la bella vedova Clarice Bradford e lo scozzese Cameron Leslie, avvenuta al matrimonio di Cait e Jason Chase alla fine del secondo libro della saga.

Il corteggiamento dello scozzese è immediato, il ragazzo, nonostante sia più giovane di Clarice, capisce subito di esserne innamorato, tantopiù che il tempo a sua disposizione per arrivare al cuore della giovane è di solo una settimana. Il giovane, infatti, una volta assistito al matrimonio della cugina Cait in Inghilterra dovrà far ritorno in Scozia.

Diventato improvvisamente baronetto e proprietario della tenuta dei Leslie in Scozia, Cameron ha degli obblighi verso la sua gente e delle grosse responsabilità, fra le quali avere un erede, ma questo insieme a una moglie è il suo più grande desiderio. Quando conosce la piccola Mary è amore a prima vista, la bambina adottata da Clarice diventa anche complice del corteggiamento di Cam e la sua più grande sostenitrice.

Sono una principessa, adesso?” Chiese Mary quando la lasciò andare. “No, bambolina” cominciò a dire Clarice. “Aye” la interruppe Cam prima che potesse dire un’altra parola. “Sei la mia principessa. E lo sarai sempre, anche quando te ne andrai e ti sposerai.”

Questo sentimento è il punto di forza della storia, la spontaneità della bimba desiderosa di una presenza paterna e l’uomo pronto a ricevere e dare tutte le attenzioni alla sua nuova famiglia mi hanno emozionato. Più ostica è la sfortunata vedova Bradford la quale, nonostante sia attratta da Cam, deve superare le sue passate vicissitudini come moglie di un uomo manesco, autoritario e per finire molto più vecchio di lei. Clarice mi è piaciuta molto nonostante tutto, essendo una popolana vive questo corteggiamento con stupore e ingenuità tali da non sembrare una vedova di trentuno anni.

Il garbo e la dolcezza di Cam, insieme al suo fascino scozzese, faranno sì che Clarice non abbia via di scampo e si abbandoni al vero amore.

Mi sono emozionata, anche se breve questa novella di Lauren Royal è stata superba, una chicca in questa lunga saga. Lo consiglio.

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