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Recensione: Una notte buia di settembre – Serie: Le indagini del Commissario Festa di Valerio Marra

Titolo: Una notte buia di settembre

Serie: Le indagini del Commissario Festa

Autore: Valerio Marra

Editore: Newton Compton Editori

Data uscita: 02 Settembre 2021

Genere: giallo

Anima Bianca: L’indagine di Natale del Commissario Festa

L’eco del peccato

La donna del lago

Una note buia di settembre

Dall’autore del bestseller La donna del lago
Un grande giallo
Un caso complicato per il commissario Festa

Il chitarrista Angelo Donati – membro di una band che è stata famosa per circa un decennio, ma ora sul viale del tramonto – viene trovato morto nel suo appartamento. L’uomo pare essere stato strangolato. Il commissario Festa, incaricato delle indagini, è convinto che la vittima conoscesse il suo assassino: la serratura dell’appartamento infatti non è stata forzata.
Le indagini si muovono su due filoni, strettamente connessi: quello legato al mondo della droga e quello relativo all’ambiente musicale. La dipendenza dalla cocaina aveva infatti reso il musicista inaffidabile e inviso agli altri membri della band e anche alla sua stessa fidanzata.
Mentre scava nei rapporti di Donati, Festa scopre che la vicenda è molto più sfaccettata e intricata di quanto pensasse, e che la musica e la droga potrebbero non essere le uniche due chiavi per risolverla…
Un giallo appassionante, coinvolgente e spiazzante
Sono sempre i peggiori ad andarsene…
Hanno scritto dei suoi libri: 

«Se nella vita non bisogna fidarsi delle apparenze, questo romanzo giallo conferma in toto questa tesi.»
«Chiuso il libro, qualcosa continua a scavarti dentro, come un tarlo, lasciandoti un retrogusto dolce e amaro.»
«Questo è un thriller che morde e lascia il segno.»
«Magistrale. Scritto con il cuore, con un registro stilistico impeccabile, non lascia indifferenti ed entra sotto la pelle.»

 

“I vizi sono pericolosi, non crede?”

Festa sbuffò e il fumo aleggiò per qualche istante, prima di dissolversi nella pioggia.

“Le virtù ci danno il piacere di possederle. I vizi quello di esercitarli”, sussurrò Zevi.

(Tratto dal libro)

Il Dottor Festa è a capo del Commissariato di Via Sciadonna di Frascati ed è stato incaricato di investigare sull’omicidio di  Angelo Donati, musicista e fondatore della band Dust Rocker.

Ci vuole veramente poco tempo per capire che la vittima rappresenta il prototipo dell’artista di successo, bello e dannato. Il vizio della droga, l’essere pieno di debiti e l’invidia verso la sua vita privata sono solo alcune delle motivazioni per cui più di una persona avrebbe voluto desiderarlo morto, quindi la lista dei sospettati per il suo assassinio è da subito piuttosto lunga.

Man mano si entra nel vivo delle indagini e il numero dei personaggi che caratterizzano la storia aumenta. Facciamo quindi conoscenza con la squadra incaricata delle ricerche tra cui spiccano: l’agente Russo, un napoletano pittoresco e piuttosto sfacciato; Conti, il collega insicuro; il magistrato Antonella Greco, innamorata del Commissario Festa; il quasi in pensione sostituto Commissario, Giulio Moretti e la bella Barbara Giorgi.

Tra i sospettati invece compaiono: l’amico e batterista Felice Pratesi, la fidanzata Sofia Ludovisi, Amerigo Zevi il compositore, Sisto Grandetti il liutaio e creditore e altri ancora. Ognuno con una propria storia e una possibile valida ragione per voler morto Angelo.

Come sfondo alle indagini abbiamo le vite di ciascuno di loro, personaggi e protagonisti si mischiano, raccontando alternativamente un po’ di sé: problemi, paure, passioni e speranze. Nessuno sembra prevalere e ognuno è davvero ben caratterizzato, particolare che ho molto apprezzato.

Due sono i sentimenti che più emergono nella storia: quello dell’amore e della solitudine. Il primo inteso come strumento per sconfiggere quella profonda sensazione di isolamento, lontananza e abbandono che coglie anche il più indipendente degli animi.
Amori tristemente persi, dolorosamente finiti o anche solamente non corrisposti che se vissuti, seppure brevemente, regalano un profondo senso di benessere nonostante siano destinati a non avere alcun futuro, conferendo un senso all’intera esistenza.

Con una scrittura semplice e fluida, intervallata da espressioni dialettali che hanno il pregio di conferire maggior realismo alla storia, Valerio Marra ci regala delle piacevoli ore di lettura. I battibecchi tra Russo e Conti sono davvero divertenti e strappano parecchi sorrisi al lettore.

Dettaglio che ho gradito è l’inaspettato e sorprendente epilogo… certamente apprezzabile in un giallo ma che, personalmente, mi ha lasciato la sensazione di essere giunto piuttosto frettolosamente rispetto al resto. A ogni modo un libro che consiglio di sicuro.

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