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Recensone “Indulgence” di Valentina Mears (serie Maple Agency Series #2)

Erano passati molti anni dall’ultima volta che l’avevo visto, ma la bellezza di Erick Ward era inconfondibile. Gli occhi glaciali erano esaltati dal contrasto con i capelli folti corvini che ricadevano scomposti sulla fronte. Indossava una semplice maglietta nera con dei jeans del medesimo colore, ma non c’era nulla che non potesse esaltare con il suo corpo.
Si avvicinava con passi lenti e misurati, come un predatore, e mai paragone fu più azzeccato come in quel momento. Il sorriso sornione sulle labbra rivelava molto di più di quello che stava dicendo. Era ovvio che sentisse la vittoria in tasca, perché per lui lo era. Si stava prendendo la sua vendetta, era evidente dal modo in cui mi stava guardando.
«Da quello che mi ricordo hai una bassissima opinione di me. Eppure ti sorprendi di trovarmi affiliato alla Maple?»
Rimasi in silenzio. Colpita e affondata.
«Ma tu.» continuò deridendomi avvicinandosi, «Proprio tu. La principessina di papà che vende il proprio corpo per soldi»
Sostenni il suo sguardo glaciale ma ironico.
«Non lo sa, vero?»
Fu come ricevere un pugno nello stomaco.
«Né lo deve sapere» ringhiai a denti stretti cercando di contenere la rabbia che sentivo crescere.
«Ho pagato per vederti ai miei piedi» mi disse senza mezzi termini annullando quasi totalmente la distanza tra noi, «Se lo venisse a sapere, il gioco finirebbe…»

Il futuro di Faye Cronenberg sembrava essere già delineato di fronte a lei, ma dopo il crollo finanziario di suo padre tutte le sue certezze vengono spazzate via.
La soluzione sembra essere a portata di mano grazie all’agenzia Maple che può aiutarla a risollevarsi economicamente, ma il suo cognome è diventato ingombrante e pericoloso nel jet set newyorkese. Come può vendere il suo corpo a un uomo a cui suo padre potrebbe aver rubato dei soldi?
Quando scopre che l’uomo non è altro che Erick Ward, il ragazzo a cui lei stessa aveva rovinato la vita dieci anni prima, si ritroverà a pagare le conseguenze di quella scelta.
Un percorso di remissione sul confine tra ossessione e amore.

Il secondo romanzo autoconclusivo della serie sulla Maple, l’esclusiva agenzia dove piacere e dovere si mescolano, che vi farà scoprire quanto può essere seducente la vendetta.

La storia rientra nel genere “ragazze che per soldi accettano offerte peccaminose da parte di sconosciuti”. La particolarità è che lo sconosciuto si rivela essere una vecchia conoscenza che ce l’ha terribilmente con Faye, e che quindi con quel patto vuole assicurarsi il diritto di sottometterla al solo scopo di umiliarla e farla soffrire, in modo da potersi vendicare. Ma, ahimè, l’affascinante Erik scopre di essere ancora innamorato di lei.

La trama sfiora il BDSM, soprattutto all’inizio, essendo l’Agenzia Maple una società che addestra e fornisce sottomesse, ma lo fa in modo abbastanza leggero, per quanto riguarda le pratiche, e intelligente, per ciò che concerne la filosofia cardine. Quest’ultima in particolare viene mostrata soprattutto per antitesi, perché Erik non desidera avere sul serio una sottomessa: non vuole averne cura, rispetto, attenzione, controllo, gestire il suo piacere, ma solamente provocare la sua umiliazione.

Credo che per rendere al meglio, in questa fase l’autrice avrebbe potuto osare di più, a patto di trasformare questo romance erotico in uno più vicino al dark (quindi comprendo la remora).

«Ho pagato il mio debito?» esalò poco convinta delle sue stesse parole. Eppure erano perfette. Giuste. Dannata Faye…

«Credi che basti così poco?» replicai. Il rumore della cerniera dei miei pantaloni sembrò richiamare la sua attenzione.

«Non così» protestò serrando le gambe, come se quel gesto potesse farmi desistere.

«Così.»

Successivamente, quando il ragazzo si rende conto di non poter portare a termine il suo obiettivo come dominatore, la storia assume i connotati di un romance puro: niente più sesso sporco, ma una relazione sentimentale che tutti vogliamo che finisca con un lieto fine (non voglio spoilerare, per cui vi basti questo).

La trama è coerente, con tutti i tasselli che si incastrano al loro posto. Ha un buon grado di erotismo, di intensità e di tenerezza. I dialoghi non sono banali e, pur non essendo pieno di colpi di scena, ho notato con piacere che non ci sono cliché comportamentali.

In sostanza, trovo che si tratti di un buon manoscritto, che però si è presentato al pubblico come nessuno dovrebbe mai: nudo e con tutti i difetti esposti.

Purtroppo è un testo pieno di refusi banalissimi, ed è davvero difficile sorvolare su questo aspetto fastidioso, per concentrarsi sui contenuti.

Nell’auspicio di una nuova edizione corretta e riveduta, il giudizio si attesta su tre fenicette.

Mi chiuse il volto tra le mani posando delicatamente le labbra sulle mie in un tocco morbido. Un bacio dal sapore struggente che era riuscito a frantumarmi in un colpo solo quel poco che era rimasto del mio cuore martoriato.

 

Erano passati molti anni dall’ultima volta che l’avevo visto, ma la bellezza di Erick Ward era inconfondibile. Gli occhi glaciali erano esaltati dal contrasto con i capelli folti corvini che ricadevano scomposti sulla fronte. Indossava una semplice maglietta nera con dei jeans del medesimo colore, ma non c’era nulla che non potesse esaltare con il suo corpo. Si avvicinava con passi lenti e misurati, come un predatore, e mai paragone fu più azzeccato come in quel momento. Il sorriso sornione sulle labbra rivelava molto di più di quello che stava dicendo. Era ovvio che sentisse la vittoria in tasca, perché…

Score

Voto di Nayeli 3

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