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Recensione:”Cambiare l’acqua ai fiori”di Valerie Perrin

Care Fenici ,Emanuela ci parlerà di un romanzo molto toccante e profondo che le è piaciuto tantissimo.

 

Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po’ Renée, la protagonista dell’Eleganza del riccio, perché come lei nasconde dietro un’apparenza sciatta una grande personalità e una vita piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale. Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime, che parevano nere, si rivelano luminose. Attraverso incontri, racconti, flashback, diari e corrispondenze, la storia personale di Violette si intreccia con mille altre storie personali in un caleidoscopio di esistenze che vanno dal drammatico al comico, dall’ordinario all’eccentrico, dal grigio a tutti i colori dell’arcobaleno. La vita di Violette non è certo stata una passeggiata, è stata anzi un percorso irto di difficoltà e contrassegnato da tragedie, eppure nel suo modo di approcciare le cose quel che prevale sempre è l’ottimismo e la meraviglia che si prova guardando un fiore o una semplice goccia di rugiada su un filo d’erba.Un romanzo avvincente, commovente e ironico la cui lezione universale è la bellezza della semplicità e l’eterna giovinezza in cui ci mantiene il sogno.

 

Questo romanzo contemporaneo affronta il tema della morte e della solitudine con delicatezza e sensibilità, con uno stile narrativo concentrico in cui le vicende di Violette Toussaint vengono svelate piano piano permettendo al lettore di restare avviluppato nelle sensazioni e nella vita della protagonista.

Violette è la guardiana di un piccolo cimitero della Borgogna, cura i fiori e ascolta le voci di coloro che vanno in quel piccolo angolo di terra per dare l’ultimo saluto ai propri cari. Spesso si va al cimitero per persone che non si conoscono e allora Violette, anche per loro, ha pronti una parola carina ed un vasetto di fiori.

E’ sola Violette, da anni non ha più notizie del marito scomparso. Uomo che certamente non rimpiange, perché freddo e sfruttatore com’era, ha reso la sua esistenza un deserto.

Purtroppo la vita ha riservato alla donna il dolore peggiore tra tutti, quello che nessuna madre dovrebbe mai provare. Questo l’ha abbattuta per un po’, ma non l’ha uccisa e in quel piccolo mondo fatto di lapidi, gatti e simpatici becchini, Violette ha trovato il suo equilibro.

L’arrivo di un poliziotto, che deve adempiere alle ultime volontà della madre seppellendone le ceneri nella tomba di un illustre sconosciuto, sarà la miccia che innescherà una reazione a catena capace di abbattere le poche certezze che Violette si è costruita.

Storie parallele di altri personaggi, la ricerca della verità e nuovi sentimenti condurranno la vicenda a un finale giusto ed equilibrato che non mancherà di soddisfare i lettori più attenti.

Bellissimo.

 

 

Emanuela

Emanuela
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