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Recensione: “Il vero gentiluomo” di Grace Burrowes

 

 

Tremaine St Michael è un facoltoso commerciante di lana, completamente dedito al lavoro. Sempre in giro per il mondo alla ricerca dei migliori affari, raramente soggiorna a lungo nello stesso posto, finché nel Kent, ospite nella tenuta di un caro amico, il conte di Bellefonte, le cose sembrano prendere una piega inaspettata… L’incontro con l’affascinante e riservata lady Nita Haddonfield non lo lascia indifferente, e per una volta Tremaine spera di poter finalmente conciliare gli affari con il piacere. Le cose, tuttavia, non vanno secondo i suoi piani: anche se in età da marito, infatti, la giovane donna non vuole sentir parlare di matrimonio, preferendo di gran lunga dedicare le proprie energie ad aiutare le persone bisognose della contea. Ma, si sa, al cuore non si comanda, e suo malgrado Nita inizia a provare interesse nei confronti del sensuale commerciante, un sentimento destinato a crescere e che, a lungo andare, le sarà impossibile nascondere. Anche perché Tremaine non è certo un uomo che si arrenda facilmente, e farà di tutto pur di scalfire le ritrosie della dolce Nita…

Una storia d’amore al cardiopalma che vi travolgerà con la sua passione incandescente!

Oggi sono qui a parlarvi de “Il vero gentiluomo”, un libro che rientra tra i miei generi preferiti, quello storico. Ho deciso che lo avrei letto non appena la trama è stata resa pubblica dalla casa editrice e ho mantenuto fede al proposito. Al termine della lettura, però, devo ammettere di essere piuttosto combattuta, nonostante la storia non mi sia dispiaciuta ci sono state diverse note stonate che non mi hanno permesso di sentirmi pienamente soddisfatta, giunta all’ultima riga del voluminoso romanzo.

Vi avverto, non ho usato la parola “voluminoso” a caso, per arrivare a leggere la parole fine dovrete superare ben 592 pagine e su un romanzo in cui i colpi di scena non sono il piatto forte, non è il massimo.

Ma andiamo con ordine e presentiamo storia e personaggi.

Il nostro gentiluomo è Tremaine St Michael che, come da trama, si occupa del commercio di lana. Il suo carattere è burbero, diretto ma mai maleducato, il lavoro lo conduce in giro per il mondo e il passato lo ha portato a credere che il matrimonio sia un mero contratto tra le parti, a cui non si sente ancora del tutto pronto a cedere.

Quando il nostro imprenditore si reca alla tenuta del Conte di Bellefonte, attirato dalla possibilità di acquisto del gregge pregiato del suo ospite, si trova dinanzi ad una nobile famiglia decisamente al di sopra degli schemi.

Il Conte, infatti, è pazzamente innamorato di sua moglie e molto aperto nell’educazione delle tre sorelle, per il quale nutre un profondo affetto e una sincera preoccupazione.

Ma anche l’apertura mentale di Bellefonte ha i suoi limiti e, per quanto ci provi, non riesce ad accettare la spiccata passione della sorella maggiore, Lady Nita, per la professione medica, ritenendo che il suo esercizio la esponga al contagio di malattie che possano compromettere la sua salute, fino a costarle la vita.

Lady Nita Haddonfield non è sposata ed è abbastanza in la con gli anni da credere di non avere più la possibilità di indulgere in tale desiderio. Ha appreso dalla madre l’arte di curare gli esseri umani e l’ha studiata allo scopo di ampliare le sue conoscenze e migliorare la qualità della vita degli abitanti meno fortunati della contea. Si è presa cura del padre durante la sua lenta agonia e poi della casa, per tutta la durata del celibato del fratello erede del titolo.

Nita non ha mai chiesto nulla per sé, dopo il matrimonio del Conte, consapevole di aver esaurito il suo compito familiare e disillusa dall’amore, decide di dedicare la sua vita a ciò che ama: curare il prossimo.

Con queste premesse ci sarebbe da aspettarsi una trama che fa faville, due personalità forti che si scontrano, uno scenario da favola che fa da cornice ad un insieme di eventi che portano gli innamorati a comprendere il loro amore reciproco.

Esattamente quello che è mancato a questo romanzo, che invece si estende in maniera lenta, senza grandi scossoni, tra cure mediche e “eccitanti” discorsi sulle abitudini ovine.

Insomma mi aspettavo di più. Più intrighi, più rotolamenti clandestini tra le lenzuola, più azione e più balli.

Ho apprezzato lo scorcio che offre sulle condizioni mediche in epoca regency e anche la visione dell’antenata donna moderna che offre. Le descrizioni sono davvero minuziose e le caratterizzazioni sono ben fatte. La storia è molto dolce, seppur lenta, ma sono tratti che se ben scritti, come in questo caso, io apprezzo e con un’attenzione maggiore alla sintassi della traduzione avrei volentieri alzato il voto.

Consigliato a chi non pretende un’azione incalzante ma la dolcezza di scoprire un po’ l’amore e, in esso, se stessi.

Recensione a cura di:

 

    Tremaine St Michael è un facoltoso commerciante di lana, completamente dedito al lavoro. Sempre in giro per il mondo alla ricerca dei migliori affari, raramente soggiorna a lungo nello stesso posto, finché nel Kent, ospite nella tenuta di un caro amico, il conte di Bellefonte, le cose sembrano prendere una piega inaspettata... L’incontro con l’affascinante e riservata lady Nita Haddonfield non lo lascia indifferente, e per una volta Tremaine spera di poter finalmente conciliare gli affari con il piacere. Le cose, tuttavia, non vanno secondo i suoi piani: anche se in età da marito, infatti, la giovane donna…

Score

Voto Viv 3,5

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Romanticamente Fantasy

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