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Recensione: “Tienimi vicino” di Megan Hart

Care Fenici, oggi Mumù ci parla di “Tienimi vicino” di Megan Hart

Effie e Heath sono personaggi molto conosciuti, non per qualcosa che hanno fatto, ma per ciò che è successo loro quando erano piccoli. Segregati e abusati dallo stesso uomo per diversi anni, i due ragazzi hanno trovato conforto l’uno nell’altra sino a quando non sono riusciti a fuggire dalla loro prigione e l’aguzzino non è stato arrestato. Ora sono due adulti che cercano di andare avanti con le proprie vite. Effie pensa che sia arrivato il momento di cercare di avere una relazione “normale”, e Heath non è l’uomo giusto, perché il solo guardarlo in faccia è un salto in quel passato buio e angoscioso. Per questo cambia uomini nello stesso modo in cui si cambia d’abito tutti i giorni. Heath, invece, è da sempre innamorato di Effie, per lui non potrà mai esserci un’altra donna. Inoltre, è convinto che entrambi potranno andare avanti con le proprie vite solo dopo aver affrontato e sconfitto il passato che li accomuna. Una nuova crisi, però, è pronta a scagliarsi contro di loro, tanto che Effie teme che non ritroverà mai un suo equilibrio se non tornando nella casa dove la storia ha avuto inizio. E Heath dovrà essere al suo fianco.

Scrivere questa recensione non è facile per me; questo racconto mi ha turbato molto come donna e come mamma. Dirò subito cosa non mi è piaciuto, e vi spiegherò anche il perché. Non ho trovato necessarie tutte quelle scene di sesso; non che io abbia qualcosa contro questo genere di romanzi, ma solo perché questo libro è così bello che se l’autrice avesse, a mio modesto parere, tagliato qualche scena e approfondito qua e là la storia, vi assicuro che questo libro l’avremmo tranquillamente potuto trovare in libreria nella sezione narrativa, e sono sicura avrebbe anche potuto abbracciare un più vasto parterre di lettori. La mia non vuole risultare una critica in quanto sono consapevole che si tratta di un erotic romance, ma avrei veramente voluto saperne di più, molto di più, non solo di Effie, ma anche degli altri personaggi: Heath, Bill, la madre di Effie, Mitchell, ognuno di essi è fondamentale nel percorso interiore della nostra protagonista.

Ma procediamo con ordine. Effie e Heath condividono un passato tragico, entrambi sono stati rapiti da ragazzini, 13 anni lei e 16 lui, da uno psicopatico che li ha tenuti segregati per tre lunghissimi anni in un seminterrato. Entrambi hanno subito abusi indicibili, entrambi definitivamente ‘rotti’. Ma Effie dopo la sua liberazione fa di tutto per reagire, sa che quello che le è capitato non è colpa sua e vuole ritornare a vivere la propria vita normalmente, come qualunque altra ragazza della sua età. Ci riesce? Difficile a dirsi! Di certo vista dall’esterno sembra sia riuscita ad andare avanti, ma nel profondo si trova ancora la, in quel seminterrato. Lo si deduce dal rapporto malsano che ha con il cibo, unico segnale palese del buio che si porta dentro.

«Non mangi?» domandò Heath. «Devo lavorare. E comunque non ho fame.»

«Dovresti mangiare.»

Questa volta lei non replicò. Proprio lui parlava. Aveva le ossa dei fianchi sporgenti, ogni costola chiaramente visibile. «Te lo giuro, dentro non c’è polvere di vetro. Non ci sono capelli, né robaccia spazzata da terra o pillole.» Effie si costrinse a soffocare un conato. L’inappetenza si era trasformata in una leggera nausea.

Effie ama immensamente Heath, e lui ricambia amandola più della sua vita, ma lei non vuole una relazione con lui, anche se ha avuto decine di uomini e solo con lui si è veramente sentita libera di esistere. Si rifiuta di cedere a questo amore nato in una situazione così drammatica, perché se il cuore le dice che amerà solo Heath, la ragione le dice invece che questo suo amore è frutto del tragico fato che le è toccato in sorte. Non sappiamo molto di Heath, lo conosciamo solo attraverso i ricordi di Effie e solo in relazione alla sua vita. Questo mi dispiace veramente tanto, perché avrei voluto conoscerlo un po’ di più, meno controfigura e più protagonista. Non mi sarebbe affatto dispiaciuto se anche alla figura di Heath fosse stata data la stessa rilevanza di Effie, in fondo hanno vissuto la stessa drammatica esperienza e il loro destino è inevitabilmente incrociato per sempre. Effie però si rifiuta di accettare questo legame, nonostante abbia l’assoluta certezza che non potrà mai amare nessun altro uomo. Ma amare Heath significa rimanere ancorata al passato, a quello stesso passato che cerca di superare non senza difficoltà, e lei vuole chiudere definitivamente con quel capitolo della sua vita.

«Non abbiamo mille vite, Heath. Ne abbiamo solo una. Solo questa.»

Almeno una dozzina di volte in passato lei gli aveva detto di andarsene. Glielo aveva urlato. Lo aveva supplicato. Era stata fredda e cortese. Ma non aveva mai funzionato, non nel lungo periodo. Lui tornava, oppure era lei a tornare da lui, uno le onde e l’altra la costa.

Per quasi vent’anni, l’amore di Heath per lei era stato solido e incontestabile, gli credeva quando diceva che non avrebbe mai smesso di amarla; non era quello il problema. Il problema era che lei invece lo avrebbe fatto.

La scrittrice ha la capacità di dare grande spessore ai personaggi, sia a quelli principali che a quelli secondari, come ad esempio la madre di Effie, una persona con la quale, devo dire, mi sono molto immedesimata. Immaginate, in un giorno qualunque della vostra vita, che vostra figlia non torni a casa dopo scuola. Angoscia, panico, terrore. Tre lunghi anni, anni in cui non si sa più nulla della propria figlia, e non si può far altro che continuare a sperare oppure rassegnarsi. E poi, sempre un giorno qualunque, vostra figlia viene riportata a casa. Ma quella non è più la vostra bambina. Adesso siete davanti a una completa estranea, una persona spezzata, che ha sofferto i più indicibili maltrattamenti e abusi… come comportarsi? La madre di Effie prova ad allontanare Heath, ci prova con tutta se stessa, perché ogni volta che lo guarda pensa a tutto quello che ha subito la figlia e vuole che Effie lo cancelli e volti pagina.

Ma Effie e Heath sono una cosa sola, e lungo sarà il percorso di Effie per rendersene definitivamente conto, ma alla fine l’amore trionferà.

 

Kiki

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