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Recensione: “Schegge di ricordi” di Monica Lombardi (Serie Schegge Vol. 2)

È sopravvissuta. Ora vuole ricominciare a vivere.

Due donne, due amiche, Giulia e Livia, rapite una sera di novembre. Quando tornano alla loro vita, niente è più come prima. Livia, quella che è stata più a contatto con il mostro, di notte sogna la sua prigionia e di giorno non riesce a scrollarsi di dosso la sensazione che lui tornerà. E, infatti, il mostro si avvicina, più folle e spietato che mai. Con un solo obiettivo: insinuarsi per sempre nella mente di Livia.

Il commissario Claudio Sereni, a sua volta vittima di un insolito incidente di cui non ha memoria, dovrà riprendere le fila del caso del rapimento delle due amiche rimasto irrisolto. Attorno a lui orbitano il collega Emilio Arco e la sensitiva Ilaria Benni. Dovrà muoversi con decisione per stanare il mostro e allo stesso tempo con delicatezza per non spezzare la fragile corazza che Livia ha costruito intorno a sé, ai suoi ricordi e ai suoi sentimenti.

Con Schegge di ricordi Monica Lombardi torna a scavare nelle voragini della mente umana, in un thriller psicologico degno dei maestri del genere.

Giulia voleva farla reagire. Con tatto e delicatezza, com’era nel suo carattere, ci provava ogni volta, e per Livia era come essere spinta, inesorabilmente, verso un precipizio. Non. Voleva. Reagire. Perché reagire avrebbe significato tornare a vivere come una volta, tornare a essere la donna che era stata. E Livia non era sicura che quella donna esistesse più. Al suo posto c’era il vuoto, una voragine che avrebbe finito con l’inghiottirla. Passarono minuti, tanti, pochi, non le interessava. Non importava. Il sonno, ormai, non sarebbe più venuto. Non guardava mai l’orologio, quando l’incubo la svegliava. A che serviva, se non a vedere quante ore di riposo perdeva ogni notte? Con movimenti lenti si alzò e andò in bagno, accendendo ogni luce che incontrò sulla sua strada. Si chiuse la porta alle spalle, a chiave. I primi giorni persino poter andare in bagno quando voleva le aveva ricordato le restrizioni a cui era stata soggetta, facendola scoppiare a piangere.

Come si può tornare alla propria vita, quando ti senti distrutta? Quando non ti riconosci più allo specchio e per quanto ti sforzi di essere coraggiosa, non riesci a liberarti della paura che ti accompagna ogni attimo della giornata? A piccoli passi, sforzandoti ogni giorno di riacquistare un poco di serenità. Ma questo è molto difficile se, come Livia, sei sopravvissuta all’inferno. Rapita, di ritorno da una serata con Giulia, la sua amica del cuore, Livia è stata più sfortunata, ed è rimasta nelle mani dei suoi rapitori per giorni, subendo ogni genere di vessazione, compreso lo stupro. In tutta questa disperazione, una sola luce: sapere che la sua amica Giulia è riuscita a fuggire, e sperare perciò di essere ritrovata in tempo. Il commissario Arco e la sensitiva Ilaria ci sono riusciti, ma l’essere tornata libera non impedisce agli incubi di visitarla ogni notte. Persino con la sua amica Giulia non riesce più a parlare e a confidarsi, nonostante l’amica abbia tentato in ogni modo di riprendere i contatti con lei. Solo Carlo, il suo amico gay, e Fabio, il suo ragazzo, sono riusciti a penetrare le difese e il riserbo di cui ora si circonda Livia, che ha iniziato a lavorare nella loro palestra di arti marziali. Uno dei rapitori è morto, ma il suo complice è riuscito a scappare e la polizia non ha mai cessato di cercarlo, anche se lo credono all’estero. Ora, le indagini sono tornate nelle mani del commissario Claudio Sereni, che, dopo aver subito un grave incidente, le aveva dovute lasciare nelle mani di Emilio Arco, perché impossibilitato a seguirle dalla sua stanza d’ospedale. Ma i due si conoscono e rispettano moltissimo, e Arco continua a essere un supporto prezioso alle indagini. Perché questo caso deve essere chiuso, affinché le due donne siano fuori pericolo. Claudio non ricorda molto dell’incidente in cui è stato coinvolto: ha subito una perdita parziale di memoria, e i ricordi tardano a tornare, ma ha sempre avuto la sensazione che il suo incidente abbia qualcosa a che fare con le indagini. Il commissario Sereni vuole che Livia ricordi ogni cosa che lo possa portare a mettere le mani sul rapitore, mentre la giovane donna vorrebbe solo dimenticare, e in un primo momento rifiuta di collaborare. Ma la fragile pace che Livia tenta di ritrovare, viene minata da mazzi di fiori, accompagnati da biglietti che sembrano comunicare che qualcuno la sta osservando. E l’incubo che pensava di essersi lasciata alle spalle è tornato, più pericoloso che mai. Giulia e Livia, ancora una volta, dovranno lottare per potersi riprendere la loro vita, mentre una mente malata osserva tutte le loro mosse.

In questo nuovo libro, Monica Lombardi ci offre un’immersione nella mente malata di un uomo in preda a un’ossessione. È un killer, uno stupratore, ed è riuscito a mettersi in salvo. Ma Livia, la sua vittima, non è riuscita a dimenticarlo. Lui la rivuole. Rivuole la sensazione di onnipotenza che ha sentito dentro di sé mentre tentava di distruggere la sua mente e piegava il suo corpo alle sue voglie più turpi. E per riaverla è disposto a rischiare tutto. Livia vive in un limbo: sembra incapace di riprendersi la sua vita, ma quando capisce che lui è tornato, riacquista forza e, per quanto terrorizzata, non lascerà che la paura la vinca. Claudio Sereni capisce bene quello che la giovane donna prova, ma non può esimersi dal chiedere il suo aiuto: nei suoi ricordi potrebbero esserci informazioni che la ragazza non sa di avere, e pian piano, quel commissario che appare scostante e antipatico, diventa per Livia un punto fermo, un uomo che, per la prima volta dal rapimento, le fa pensare alla sua sensualità, a quelle sensazioni e desideri che credeva morti per sempre, dopo gli abusi subiti. Ed è un secondo capitolo molto più romantico quello che ci regala l’autrice. Se nel primo l’amore veniva relegato in secondo piano, in questo nuovo libro è più presente: lo ritroviamo nella coppia Andrea-Giulia e nel commissario Arco e sua moglie, e anche la nostra sensitiva Ilaria, che ancora una volta si troverà nella mente terrorizzata delle vittime, qui ha una delicata e romantica storia con un agente che abbiamo conosciuto in “Schegge di Verità”. Nel frattempo, lentamente, assistiamo alla rinascita di Livia come donna, aiutata da un uomo dolcissimo e protettivo. Non rivelerò niente sull’indagine che ancora una volta si dipana davanti a noi come l’esemplare costruzione di un puzzle dagli incastri perfetti, sempre un poco più vicino al rapitore che si è circondato di donne che, in un modo o nell’altro, lo stanno aiutando, rendendosi più o meno complici. I personaggi femminili che incontriamo sono tanti, e ognuno ha una propria personalità che lo rende unico e originale: una ragazza giovane, attratta forse dal Bad boy, ma che in qualche modo ne ha percepito la pericolosità e, per liberarsi di lui, non esita a fare ciò che le chiede in modo da essere lasciata in pace; una donna più matura, che, dopo una vita in cui gli uomini la consideravano invisibile, ha creduto a ogni fandonia del primo uomo che le ha mostrato un minimo d’interesse, senza riuscire a vedere nella sua interezza l’animo perverso che si cela dietro il suo volto, e per aiutarlo non si è fermata davanti a nulla; e un’altra ancora: la più sfortunata? Forse, ma anche la più stupida, quella che non mi ha smosso nessuna simpatia. Una donna così lanciata verso il successo, da sottovalutare il pericolo che quest’uomo rappresenta. Una donna che farebbe qualunque cosa per diventare famosa… e in un certo senso il suo attimo di fama lo ottiene, anche se dubito lo immaginasse così. Senza dimenticarci di Ilaria, questa donna particolare, con un grande, terribile dono: quello di poter percepire la paura delle vittime. Nonostante questo la debiliti fortemente ogni volta, è sempre disposta ad aiutare il suo amico Emilio e la polizia. E infine loro, Livia e Giulia, due personaggi splendidamente tratteggiati. Due vittime, ma anche due sopravvissute, che non intendono darla vinta al loro persecutore, e che troveranno nella loro amicizia e nell’amore dei loro compagni la forza per fronteggiare ancora una volta un incubo che sembra non finire mai. Ritratti di donne che non dimenticherete.

Una trama che non dà tregua, la sensazione di un pericolo incombente che ci accompagna pagina dopo pagina, mentre assistiamo alla nascita e alla continuazione di belle storie d’amore fra i personaggi che abbiamo imparato ad amare, per un romantic – suspense che, ancora una volta, conferma la maestria di quest’autrice, che a ogni libro ci regala nuove emozioni.

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Recensione: “Schegge di ricordi” di Monica Lombardi (Serie Schegge Vol. 2)
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