Home / Recensione libri / Recensione: “Pettegolezzi di corte” di Blythe Gifford (serie Royal Weddings #3)

Recensione: “Pettegolezzi di corte” di Blythe Gifford (serie Royal Weddings #3)

Buongiorno Fenici, oggi Lucia ci parla di “Pettegolezzi di corte” di Blythe Gifford (serie Royal Weddings #3)

Tutto ciò che desiderano Valerie di Florham e Sir Gil Wolford è lasciarsi alle spalle un tragico passato. Lei, giovane vedova, vorrebbe finalmente respirare la libertà dopo un matrimonio violento e dedicarsi alle sue rose nella tenuta paterna; lui, noto stratega militare, brama nuove conquiste nella lontana Castiglia per sfuggire alla triste storia della sua famiglia. Non hanno però fatto i conti con i desideri del Duca di Lancaster, che ritiene sia giunto il momento per entrambi di sposarsi. Non vi è modo di rifiutare un decreto reale e così Valerie e Gil, pur non conoscendosi e pur detestando l’idea, sono costretti a unirsi in matrimonio. Tuttavia l’amore può nascere anche nelle situazioni più inaspettate e avverse…

Nondimeno, una donna non aveva una possibilità di scelta. Poteva sposarsi con Dio o con un uomo. Per alcune vedove, vedove ricche, la perdita di un marito poteva significare una vita indipendente. Lei non sarebbe stata una di queste. Possedeva una tenuta, sì, la terra che era stata concessa alla sua famiglia da quando quella sua antenata era venuta dalla Castiglia. Quella se non altro le sarebbe sempre appartenuta. Avrebbe perfino potuto essere sufficiente per consentirle di essere lasciata in pace a prendersi cura delle sue rose e del suo melo cotogno. Il solo pensiero la indusse a intravedere la libertà. Invece sarebbe stata data a un altro carceriere del quale avrebbe dovuto soddisfare ogni capriccio.

Ora che Lady Valerie è rimasta vedova e senza figli, il suo unico desiderio è poter ritornare nella sua casa, la tenuta che per generazioni passa nella sua famiglia anche tramite discendenza femminile. Ma nonostante la terra le appartenga di diritto, non può disubbidire al re e a suo fratello.

Adesso si trova a corte ad assistere all’arrivo di Costanza di Castiglia andata in sposa a Giovanni di Gand, il Duca di Lancaster, uno dei 14 figli di Edoardo III. Con questo matrimonio, Giovanni può aspirare ad essere Re di Castiglia, se riuscirà a riprendere il trono al suo attuale occupante. Anche Valerie ha fra i suoi antenati una castigliana, e per questo viene notata da Costanza che le parla per qualche minuto, e approfittando di questa benevolenza, Valerie chiede di poter essere utile alla regina, mettendosi al suo servizio. Non perché desideri rimanere a corte, ma per rinviare il più possibile il nuovo matrimonio, che il Duca le ha fatto sapere di aver deciso per lei.

Sir Gil, da parte sua, è uno degli uomini più fidati del Duca, ed era anche il superiore di Sir Scargill, il marito di Valerie morto sotto il suo comando. Gil si sente in colpa per il dolore che gli sembra di scorgere negli occhi tristi della donna, e convinto di farle cosa grata, le porge un piccolo pegno d’amore che ha trovato sulle spoglie del cavaliere di Scargill, pensando erroneamente che Valerie lo abbia dato al marito. Troppo tardi si rende conto che il pegno proveniva da una delle amanti di Scargill.

Valerie non è particolarmente sconvolta dal fatto, ha detestato ogni momento del suo matrimonio infelice e violento, ed è per questo che pur non potendo rifiutare, aborrisce l’idea di dover ancora una volta sottostare ai capricci di un uomo. E questo non cambia anche nel momento in cui apprende che l’uomo che deve sposare è proprio Gil. Ma nessuno può rifiutare il volere dei reali, e così entrambi devono contrarre un matrimonio che non desiderano, lei perché ha sofferto tantissimo, lui perché ha sempre pensato di sposarsi solo dopo la riconquista della Castiglia, e la possibilità di rimanere per sempre lontano dall’Inghilterra, dove il nome della famiglia materna è sinonimo di disonore e crudeltà.

Mischiando nozioni storiche e fantasia, l’autrice ci regala una storia d’amore originale, anche se meno romantica di come ci potremmo aspettare. I protagonisti non vengono colti da folle passione, entrambi hanno alle spalle un pesante passato da cui non riescono a liberarsi, e per di più desiderano cose completamente diverse. Valerie ama lavorare la terra, poter avere un giardino pieno di fiori, l’unica cosa che ha rallegrato il suo tremendo matrimonio. La scoperta che il Duca ha dato la tenuta ad un altro cortigiano, pagando a Gil in denaro il suo valore, le provoca un dolore enorme, ma non può ribellarsi. Vorrebbe allora poter rendere produttiva la tenuta del marito, ma scopre che lui non vuole neppure sentirla nominare, e l’unica volta che vi si recano, scoprirà che sta andando in rovina senza che nessuno se ne curi. Il desiderio più grande dell’uomo a cui ora è legata, è conquistare la Castiglia e rifarsi una vita là, in una terra che lei non conosce e in cui non vuole andare.

Eppure il marito non agisce mai per cattiveria, Gil è un uomo gentile e teme che la moglie si senta umiliata dal passato della sua famiglia, vorrebbe imparare a conoscerla ma non sa come fare, non comprende perché si irrigidisca ogni volta che gli è vicino. Sono due completi estranei, ora legati per sempre l’uno all’altra. Eppure pian piano, i timori di una e il passato dell’altro verranno fuori, e lentamente cominceranno a fidarsi, scoprendo di stare bene insieme.

È un amore maturo, anche se poco passionale, quello che racconta l’autrice, ma che riesce ad essere incredibilmente dolce, e mentre osserviamo il loro rapporto crescere, vediamo scorrere episodi storici, ben raccontati. Scopriamo che se il primo matrimonio del duca di Lancaster fu felice, quello con Costanza fu politico. Il Duca, infatti, aveva un amante, Katherine, per lui così importante da decidere di dare lo stesso nome alla sua prima figlia, cosa che risulta vera anche nella realtà, costringendo Costanza ad accettare.  La donna divenne poi la terza moglie del Duca, alla morte di Costanza, e vide tutti i suoi quattro figli essere legittimati, non prima però di essere a lungo accusata di essere una strega e una meretrice.

La scrittura della Gifford è molto bella, il romanzo difetta solo di un po’ di brio, la storia infatti pur interessante scorre con una certa lentezza. La parte romantica è molto blanda ma probabilmente molto aderente al periodo storico reale.

#1  Segreti a Corte

#2  Sussurri a palazzo

#3  Pettegolezzi di corte

 

Romanticamente Fantasy

Romanticamente Fantasy
x

Check Also

Recensione: “Piccola Vipera” di Mariachiara Cabrini

Buongiorno care fenicette oggi la nostra Ilaria ha ...