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Recensione in Anteprima: “L’infinito tra me e te” di Mariana Zapata

Care Fenici, oggi LaMin ci parla di “L’infinito tra me e te” di Mariana Zapata

Vanessa Mazur sa che sta facendo la cosa giusta. Non ha alcuna intenzione di sentirsi in colpa per aver mollato. Il lavoro di assistente tuttofare di Aiden Graves è sempre stato un impiego temporaneo. Lei ha altri piani per il futuro, ha delle ambizioni, e di certo non comprendono il ruolo di fatina personale di una star del football. E allora perché quando Aiden si presenta alla sua porta, pregandola di ripensarci, Vanessa esita? Per due anni, l’uomo che le televisioni chiamano “il Muro di Winnipeg” è stato il suo incubo: neanche un buongiorno al mattino, o un sorriso il giorno del suo compleanno. Era talmente concentrato sullo sport che sembrava non accorgersi nemmeno di chi o cosa lo circondasse. Cos’è cambiato, allora? Quello che Aiden chiede, per Vanessa è semplicemente incomprensibile. Dopo il modo in cui è stata trattata, lei desidera solo dedicarsi alla sua vera passione, il design, e lasciarsi alle spalle l’indifferenza. La perseveranza di Aiden sarà in grado di farle cambiare idea? In questo genere di partite, segnare un punto richiede pazienza, gioco di squadra e una buona dose di determinazione.

Quanta delicatezza e quanta poesia può nascondersi dietro l’unione di anima e cuore tra due persone con passati difficili che si sono isolate dal mondo per sopravvivere e, sempre per lo stesso motivo, incedono nella vita focalizzando in una sola passione tutta l’energia trattenuta e messa a tacere? Mariana Zapata ci accompagna in un piccolo scorcio di mondo, dentro la vita di due persone ferite dal passato e quasi incapaci di relazionarsi, di sfiorarsi: due universi paralleli che, tuttavia, trovano il modo di sfiorarsi, coesistere e scontrarsi per giungere, infine a conoscersi, confidarsi e trasformarsi in un ‘tutto’ che li rende insieme più forti e impavidi. Delicatissima trama che si lascia scoprire gradualmente in un incedere di eventi che catturano il lettore e lo legano indissolubilmente ai personaggi. Si inizia ad amarli prima di esserne coscienti, si gioisce delle rivelazioni, delle tenerezze e ci si commuove sia per le cose belle, e credetemi, saranno molte più di quante potrete prevederne, che per quelle brutte, narrate così sapientemente da indurvi in uno stato di empatia con le personalità e le reazioni dei protagonisti.

L’infinito tra me e te è un titolo perfetto per un libro che mi ha dato molto quanto ad emozioni ma ha anche costituito una fonte di spunti di riflessione. Il titolo mi ha catturata, il vero piacere però è stato leggerlo e scoprire, riga dopo riga, che avevo tra le mani un piccolo tesoro da cui trarre tutte le suggestioni possibili. Questo è uno di quei libri che riprenderò in mano, rileggerò e regalerò, ma soprattutto è un romanzo che consiglierò di leggere.

L’autrice ha uno stile narrativo che apprezzo molto: attraverso l’ironia e l’alternanza tra momenti commoventi e situazioni critiche che lasciano intuire la profondità delle emozioni, ci regala una trama avvincente e toccante.

La storia è narrata dal punto di vista di Vanessa, ‘Van’ per gli amici, e dovremo acuire i sensi per carpire tutti i piccoli dettagli che l’autrice semina lungo le pagine ma che solo nel finale troveranno una loro collocazione e andranno a riempire i pertugi più nascosti, colmando le nostre lacune. L’aspetto più interessante è che frequentemente scopriremo, contestualmente a Vanessa, molti particolari essenziali ed insieme a lei, quindi, ci sorprenderemo ed emozioneremo, inevitabilmente.

La trama svela solo alcuni passaggi di un libro che è molto più complesso quanto a sostanza e argomenti delicati che qui vengono messi in luce con la giusta cura. I personaggi principali sono Aiden e Vanessa e tutta la storia è incentrata sull’evoluzione del loro rapporto ma la cornice che li circonda ci permette di subodorare le necessità e gli obblighi di un famoso giocatore di football americano, i sacrifici e l’impegno che questo ruolo gli impone, come pure alcuni limiti, come a dire che non è poi tutto oro quello che luccica. Invece di raccontarci quanto sia sexy e favoloso giocare per lavoro ed essere ultra ricco, la Zapata sceglie di mostrarci il lato più oscuro e meno conosciuto della vita di questi ragazzi. Scelti giovanissimi nei college di tutto lo Stato, vengono sottoposti ad allenamenti durissimi e non gli è permesso, mai, neppure il minimo errore. La stampa, i manager, gli sponsor e i fan, come pure gli allenatori, si aspettano il meglio da loro, sempre, e basta una briciolina nel momento meno opportuno per far crollare una carriera che è costata anni di fatica e sacrifici. Ho molto apprezzato questa specifica della vita sportiva ad alti livelli perché si tende spesso a visualizzare l’atleta professionista come una persona ‘ fortunata che vive di ciò che ama e vive alla grande dato lo stipendio che prende’; quasi mai si accenna ai compromessi che queste persone scelgono di accettare, negandosi parte della loro stessa vita per dedicare tutto al ruolo che ricoprono, sostenendo pressioni notevoli e firmando contratti che oltre all’aspetto finanziario, definiscono anche come o con cosa possono o NON possono svagarsi, quando sarebbe opportuno avere una compagna o dei figli ecc…

Aidan Graves, “il Muro di Winnipeg”, è un esempio eccellente dello stacanovismo dell’atleta. In effetti forse porta tutto ciò ad un livello superiore che sfiora la puntigliosità maniacale e il perfezionismo. È un ‘ragazzone’, come lo chiama Vanessa, silenzioso e burbero (apparentemente), che dedica tutto il suo tempo a perfezionare il suo ruolo nello sport e dichiara di non essere interessato ad altro. Rifiuta di dichiararsi vegano ma alimenta la sua notevole massa muscolare con pasti a base di frutta, vegetali e semi naturali, ovviamente consumati in quantità industriali. Il suo svago preferito quando non si dedica allo sport e vuole riflettere o rilassarsi, sono i puzzle che compone da quando era giovanissimo affiancato dai nonni, due elementi essenziali della sua vita, che ormai non sono più in vita. Il meglio che si possa ottenere da lui, in termini di complimenti, è sentirsi dire ‘tu non mi irriti’. Ma allora perché, vi chiederete, piace così tanto? Non posso rispondere per voi, posso solo darvi il mio parere e offrire un’occasione di riflessione. Partiamo dal fatto che io ho la tendenza a lasciarmi affascinare dagli uomini complessi, un po’ lupi, un po’ draghi, non immediatamente facili da leggere dentro e che nel loro intimo conservano tutto il meglio. La bellezza è soggettiva, mi piacciono gli uomini decisi, tenaci che danno la loro parola sapendo perfettamente che faranno di tutto per mantenerla. Aidan è così. Non lo ami subito, ti affascina ma solo trovando la chiave per entrare nel suo intimo si può accedere al ‘giardino segreto ’ che è il suo animo. Aggiungiamo poi che non resisto alla fisicità prorompente di un uomo alto, muscoloso e possente grazie allo sport (quelli che io chiamo muscoli sani), che quando serve, garantisco, sa manifestare una passionalità e possessività (sana anche quella) assolutamente convincenti.

Aidan poi è anche tendenzialmente introverso e si lascia avvicinare da pochissime persone, quattro in tutto per essere precisi, e l’immensità dei suoi sentimenti o cosa lo turba o lo fa gioire, rimane celato ai più da un atteggiamento arrogante e distaccato, apparentemente indifferente a quanto lo circonda, eccetto il football.

Vanessa è una ragazza grintosa che persegue il suo sogno di artista con tenacia e un pizzico di follia, considerando le scelte azzardate, per usare un eufemismo, che compie per avanzare negli studi e cambiare la sua vita. Anche lei ha un passato doloroso alle spalle. Interessante come l’autrice abbia messo questi due personaggi accanto, accomunandoli per certi aspetti salienti della loro infanzia e sottolineando magistralmente la modalità con cui questi hanno forgiato due caratteri forti e fragili al contempo. Resilienza, certo, ma, più di tutto, in questo caso, direi anche capacità soggettiva di rispondere agli urti della vita. Così se Aidan borbotta, ignora, e nulla sembra poter scalfire né avvicinare la sua persona, Vanessa sa costruire legami, è tenace ma dolcissima, una buona amica e una persona fondamentalmente pacata, capace di sopportare, lottare ma anche lasciare andare quando occorre. È ironica, empatica e molto creativa. Non ha una opinione molto alta del suo aspetto ma si impegna per migliorare, cucina benissimo ed ha imparato una quantità sorprendente di ricette golose che ‘non includono il bacon’. Ha da sempre una cotta per Aidan che alterna a momenti in cui concepisce piani diabolici per eliminarlo quando lui si mostra refrattario ai suoi tentativi di fare amicizia. Non ha speranze per loro, non immagina come una come ‘lei’ potrebbe piacere ad uno come ‘Lui’. È schietta e protettiva e molto, davvero molto, dolce. Elargisce amore nonostante ne abbia ricevuto così poco per sé. Incantevole.

«Figurati». Strisciai i piedi. «Se no a che servono gli amici?», scherzai con una vocina sottile, incerta su come avrebbe reagito.

«A quello, Van».

Ecco un sorrisetto incerto sulla bocca dell’uomo che avevo visto sorridere più o meno un paio di volte da quando lo conoscevo. La sua espressione mi colse del tutto impreparata. Quel sorriso, da un uomo che non reagiva mai, ma proprio mai, fisicamente, nemmeno quando vinceva una partita…

“Che il cielo mi aiuti”.

Era bellissimo. Non c’erano altre parole per descriverlo. Era come un doppio arcobaleno. Meglio di un doppio arcobaleno.

Ero sbalordita. Inchiodata in quel punto preciso per sempre.

Non che i suoi lineamenti si addolcissero proprio, ma il modo in cui tutto il suo viso si illuminava…

La storia d’amore tra Aidan e Vanessa, comincia nel modo più impensabile, o forse ancora prima, ma vi commuoverà e vi catturerà il cuore. Non vi aspettate quelle letture focose in cui tutto nasce sotto le lenzuola e poi si evolve. È un modo, certo, ma non in questo caso. Qui assistiamo alla scoperta dell’assenza-mancanza come una vera rivelazione, del piacere di condividere e lasciarsi andare, del sapere che ci si può affidare e che è possibile trovare una persona che sia la tua metà e che ti supporti, stimoli e apprezzi così come sei. Io ho apprezzato moltissimo questi due personaggi e mi è piaciuto molto scoprire Aidan gradualmente, insieme a Vanessa. Riflettendo, dubito che questo romanzo mi avrebbe così affascinata se avessi potuto leggere anche il punto di vista di Aidan. Non posso svelare di più perché quasi ogni capitolo del libro contiene piccoli indizi e momenti delicatissimi o intensi come pure struggenti da spezzare il cuore mille volte.

Vi innamorerete di Leo, il principino biondo e forse anche un po’ di Zac, Diana sarà una sorpresa, punto di forza e, insieme, di debolezza di Vanessa. Poi Leslie, che mi ha riempita di tenerezza con il suo amore assoluto e quell’idea di continuare l’opera del suo migliore amico e di sua moglie, nel proteggere e veder crescere quel bambino che ora è un adulto complesso e intrigante.

Aidan imparerà moltissimo ad aprirsi, a lottare e soprattutto a distinguere per cosa vale davvero la pena di combattere. La squadra Graves vi farà sospirare ma non vi deluderà. L’evoluzione di questi due personaggi è incredibile, il loro riconoscersi e studiarsi e amarsi, i loro corpi così impazienti di unirsi e le loro anime già legate prima ancora che ne fossero consapevoli.

Unii le mani sulla curva della sua schiena. Appoggiai il petto su quegli addominali che erano duri e inflessibili proprio come apparivano. Premetti la guancia nel punto preciso tra i pettorali. Era caldo di doccia e profumava di pulito e dell’aroma delicato del suo sapone.

Proprio mentre assaporavo la fragranza che emanava, Aiden mi cinse con le braccia. Piano piano, un braccio attorno alle spalle e l’altro subito sotto. Strinse un po’ e mi attrasse di un paio di centimetri nel bozzolo del suo grande corpo.

Cercai di non immobilizzarmi. Mi stava abbracciando. Mi stava abbracciando.

Qualcosa mi si appoggiò sui capelli e capii, eccome se lo capii, che era il suo mento.

Una trama scorrevole, senza sbavature, capace di incantare chi ama andare alla ricerca dei sassolini bianchi, delle tessere mancanti del puzzle per godersi l’immagine finale completa e conquistata insieme ai personaggi.

Quindi non vi dirò quale cruciale domanda porrà Aidan a Vanessa, non scucirò una sillaba sulle dichiarazioni che si scambieranno, né vi parlerò di quanto intenso diverrà il loro rapporto: questa è una storia d’amore, godetevela, mi auguro che vi piaccia almeno quanto è piaciuta a me.

Unica pecca? La copertina, senza dubbio piacevole da vedere, ma che non rende minimamente l’idea di cosa sia Aidan: non lo rappresenta affatto eccetto che per le scure sopracciglia marcate ed è un peccato! Tuttavia Aidan e Vanessa nella mia testa sono ben delineati e ringrazio Mariana Zapata per questo dono che scalda il cuore.

Un libro che ti entra nel cuore è un dono, sempre.

Buona lettura

 

 

 

Kiki

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