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Recensione: Un Fato Scritto nel Sangue di Danielle L. Jensen

Serie: The Saga of the Unfated vol.1

Titolo: Un Fato Scritto nel Sangue

Serie: The Saga of the Unfated vol.1 

Autrice: Danielle L. Jensen

Genere: Fantasy

Editore: Mondadori

Data di pubblicazione: 15 luglio 2025 

Età di lettura consigliata: +18

La serie è composta da:

  • Un Fato Scritto nel Sangue vol.1
  • A Curse Carved in Bone (Saga of the Unfated Book 2)(inedito in Italia)

Costretta a sposare un uomo che non sopporta, Freya passa le giornate a pulire pesci e a sognare di essere una guerriera. E magari anche di piantare un’ascia nel cranio del suo detestabile sposo. Il suo sogno si avvera quando, per un tradimento del marito, viene trascinata in un combattimento letale contro Bjorn, il figlio dello jarl Snorri. Per sopravvivere, deve rivelare il suo segreto: possiede una goccia di sangue di dea, e ciò fa di lei la fanciulla scudiera, in grado di respingere qualsiasi attacco. Secondo una profezia, chi controlla il fato della fanciulla scudiera sarà in grado di unificare e regnare sul popolo dello Skaland. Sicuro di essere destinato a governare sullo Skaland, il fanatico jarl Snorri lega Freya a sé con un giuramento di sangue e ordina a Bjorn di proteggerla dai loro nemici. Per dimostrare la propria forza, Freya dovrà esercitarsi nel combattimento e imparare a controllare la sua magia. Ma la prova più difficile potrebbe essere resistere all’attrazione proibita per Bjorn. Perché se Freya dovesse cedere al desiderio che prova per l’affascinante, implacabile guerriero, metterebbe in pericolo la propria sorte, e quella di tutti coloro che ha giurato di difendere.

«Sei mia, Nata nel Fuoco. Anche se solo noi due lo sappiamo.»

Allora Fenici, partiamo da una verità fondamentale: non ero pronta a un libro che inizia praticamente con uno schiaffo di pesce in faccia e finisce per farmi fissare il soffitto pensando a guerrieri vichinghi, profezie e tensione sessuale repressa. E invece eccoci qui.

Questo è stato il mio primo vero tuffo nella mitologia norrena in chiave romance e sorprendentemente, non mi sono mai sentita persa. Il worldbuilding è spiegato bene, senza informazioni noiose né manuali di istruzioni mascherati da capitoli. Ti ci accompagna piano, ti fa capire le regole del gioco e poi ti lascia lì, in mezzo a sangue, Dei, giuramenti, desideri proibiti e divertimento.

Ammetto che all’inizio la lettura è partita un po’ lenta per me, più per il mio umore che per colpa del libro, ma poi ho divorato l’ultimo terzo come se qualcuno mi avesse detto “se ti fermi muori”. Lo slow burn qui è vero, tangibile, esasperante nel modo giusto e quando finalmente succede qualcosa non è per niente una delusione, anzi.

«Sognavo solo fuoco e cenere. Ora quando chiudo gli occhi, tutto ciò che vedo è il tuo viso.»

E capite bene Fenici che da qui ero ufficialmente persa.

Bjorn e Freya funzionano. Funzionano nei dialoghi, nelle battute, negli sguardi trattenuti, nella tensione costante e in quel tira e molla emotivo che ti fa dire “BACIATEVI” e “NON OSATE” nello stesso secondo. Bjorn è il classico bruto scontroso con il mondo ma incredibilmente tenero e devoto con lei, protettivo senza essere soffocante, pronto a fare da scudo ma anche a spingerla a scegliere da sola chi vuole essere. E ok, l’ascia, il potere, l’aura da guerriero… io me lo sono immaginato come una versione molto più pericolosa e sexy di Thor e non me ne pento.

Freya è un personaggio che mi ha fatto arrabbiare e ammirare allo stesso tempo, il che a mio parere è sempre un buon segno. È altruista fino all’eccesso, a volte ingenua, spesso schiacciata da un mondo di uomini convinti di sapere cosa sia meglio per lei, eppure quando tiene la posizione, quando decide di non piegarsi, è potentissima. Mi è piaciuta molto l’idea che la parte di sé che odia di più sia anche quella che Bjorn ama di più, perché è tremendamente vera. Vedo un enorme potenziale di crescita per lei nei prossimi libri e non vedo l’ora di vederla prendersi ancora più spazio.

Il cattivo? Snorri è delirante, fanatico, egocentrico al punto da risultare quasi ridicolo e ho un bisogno fisico di vederlo umiliato nel seguito. Danielle se mi leggi: Davvero. Che qualcuno lo faccia, per favore!

L’attrazione tra Bjorn e Freya è immediata, quasi una lussuria a prima vista, ma nel contesto della vita che lei ha avuto e della connessione che si crea tra loro non mi ha disturbata. Ci sono momenti in cui sembra che non stia succedendo nulla e invece capita di tutto, sottopelle, nelle pause, nelle scelte non fatte. La parte centrale è un po’ più lenta, ma quando la storia ingrana non ti molla più.

E poi arriva il finale. E qui vi avviso si chiude con un cliffhanger vero, di quelli che ti fanno sbuffare, imprecare piano e andare subito a controllare quando esce il secondo libro. Alcuni colpi di scena li avevo intuiti, altri no, ma in ogni caso mi ha lasciata con addosso quella sensazione di “ok, non potete mollarmi così”.

E ci sono frasi che ti restano addosso:

«Non tutte le cicatrici sono visibili, e non c’è meno onore in esse.»

«Tutto di me è tuo, Freya. Potrebbe non essere all’altezza del tuo valore, ma è tutto ciò che ho.»

In sintesi, magia spiegata bene, combattimenti che si vedono in testa come un film, una storia d’amore proibita che cresce davvero e non vive solo di attrazione istantanea, personaggi imperfetti ma coinvolgenti. Non è perfetto, ha qualche lentezza e qualche scelta che può far storcere il naso, ma l’esperienza complessiva per me è stata potente, avvincente e decisamente memorabile. Sono pronta per il seguito.

Hot 🔥 | poche scene e dettagliate
Sentimento❤️| passione e slow burn
Violenza ⚔️ | solo inerente alle battaglie

valutazione

Voto

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