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Recensione: Shield of Sparrows di Devney Perry

Serie: Shield of Sparrows vol.1

Titolo: Shield of Sparrows

Serie: Shield of Sparrows vol.1

Autrice: Devney Perry

Genere: fantasy romantico

Editore: Always Publishing

Data di pubblicazione: 27 febbraio 2026

Età di lettura consigliata: +18

La serie Shield of Sparrow è composta da:

  • Shield of Sparrows vol.1
  • Rites of the Starling ( Shield of Sparrows book 2) inedito

Odessa è la figlia del Re d’Oro. Una principessa del Quentis… quella sbagliata. Senza gloria né potere, è abituata a vivere nell’ombra, a obbedire e a sopportare il destino che gli altri hanno scelto per lei. Fino al giorno in cui il principe del Turah, un leggendario cacciatore di mostri, arriva sulle coste del Quentis e… decide che è Odessa la sposa che desidera e porterà con sé nel suo regno, non la sorella. Una principessa è ciò che gli spetta per onorare l’antico trattato che suggella con il sangue una indissolubile alleanza tra regni… e non importa che sia la principessa sbagliata, Odessa ancora una volta deve piegarsi. Ad accompagnare il Principe c’è anche il Guardiano, un guerriero violento, un assassino, forse il Dio stesso degli Inferi. Nonostante l’uomo disprezzi Odessa e lei stessa ricambi il sentimento, sarà il Guardiano a doverla scortare attraverso le terre popolate dai mostri del Turah, mentre lei cercherà di capire quale sarà il suo nuovo ruolo: regina per suo marito, spia per suo padre, vittima sacrificale per il suo popolo. Ma cosa succederebbe se la principessa Odessa decidesse di deludere le aspettative del padre, del futuro marito e del Guardiano che la segue a ogni passo? Se imparasse che la vera forza non è essere la pedina che gli altri pretendono che lei sia, ma abbracciare la regina che è destinata a diventare? In un mondo governato dagli Dei e dai mostri le insidie sono in agguato, ma Odessa scoprirà la verità: le bestie più pericolose sono quelle che stringono l’elsa di una spada e tramano nell’ombra.

Vi è mai venuto in mente che forse la porta della vostra gabbia

non è mai stata chiusa, Sparrow?

E che per aprirla bastava solo spingerla?

Fenici buongiorno, ecco la prima cosa che vi dico: questa storia mi ha fatta innamorare, e subito dopo, mi ha fatto venire voglia di litigare con lei.

Odessa è la principessa che nessuno avrebbe scelto. Quella lasciata ai margini, quella che non serve, che può essere data via senza troppi problemi ed è proprio questo che accade quando arriva il principe straniero a reclamare una sposa. Ruolo che dovrebbe avere la sorella perfetta e invece questa volta è lei a essere scelta, lei. Non la sorella prestabilita. Lei.
E da lì parte tutto: un viaggio forzato, terre piene di mostri, giochi di potere e il suo ruolo che cambia ogni cinque minuti: spia, regina, pedina, possibile sacrificio.

Ma la cosa che mi ha presa davvero è che Odessa non è mai “comoda”. Non è l’eroina perfetta, non è subito forte, non è subito lucida. È incastrata nei suoi pensieri, nei suoi dubbi, nel bisogno continuo di capire chi deve essere per sopravvivere. A volte avrei voluto entrare nel libro e dirle “respira, muoviti”, ma è anche questo che la rende vera.

E poi lui. Il Guardiano.
Non è il solito bello dannato. È peggio. È quello che non fa niente per piacerti… e infatti ti frega proprio per questo. Ti guarda come se fossi un problema, parla poco, agisce ancora peggio. È violento, distante, quasi disumano a tratti, e la tensione tra loro non è romantica all’inizio, è attrito puro. Fastidio. Sfida. Il genere di enemies to lovers che mi piace leggere.
E lentamente… cambia, ma lentamente davvero.

Parliamo dello slow burn, perché qui serve onestà. Ho sofferto.

Non nel senso “oddio che bello sto male”, no.
Nel senso, dai adesso basta. Qualcosa deve succedere.
È costruito benissimo, ve lo concedo, tensione altissima, ogni gesto pesa, ogni sguardo dice qualcosa. Però è tirato talmente tanto che a un certo punto sei lì che rosicchi metaforicamente qualsiasi cosa hai vicino. Io i gomiti, nello specifico.

Il mondo è denso, sporco, a tratti crudele. Non è il fantasy elegante e distante, qui c’è carne, sangue, mostri veri e mostri umani che sono pure peggio. All’inizio ti disorienta, non ti prende per mano, ma quando entri, non esci più.

E poi succede quella cosa che per me fa la differenza, quando la storia decide di partire, parte davvero.
E ti trascina, ti ribalta e tu rimani lì, fregata, a voler sapere come va avanti.

Quindi no, non è un libro perfetto. È irregolare, a tratti frustrante, a tratti lentissimo.
Ma ha una voce, ha carattere e, soprattutto, ha quella tensione che ti tiene incollata anche quando ti fa arrabbiare.

E sappiamo tutte che i libri peggiori sono quelli che non ci fanno sentire niente.
Questo? Ti fa sentire tutto.

Grazie alla Always Publishing per la copia e per avermi lasciata qui, a fine libro, con una sola certezza: io in questo mondo ci devo tornare. Subito.

 

Hot 🔥 | poco e soft
Sentimento❤️| slow burn esasperante 
Violenza ⚔️ | frequente

valutazione

voto

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