Recensione libri

Recensione: Mate di Ali Hazelwood

Serie: Bride vol.2

Titolo: Bride 

Serie: Bride vol.2

Autrice: Ali Hazelwood

Genere: Paranormal romance

Editore: Sperling & Kupfer

Data di pubblicazione: 07 ottobre 2025

Età di lettura consigliata: +18

La serie Bride è composta da:

Serena Paris è sola, senza branco e diversa da chiunque altro. Nata dall’unione proibita tra un Umano e un Lupo, la sua esistenza avrebbe dovuto rappresentare un ponte tra le specie, un simbolo di riconciliazione dopo anni di conflitti. Ma il mondo non è pronto per ciò che rappresenta. Serena ha riacceso le tensioni: ora tutti la vogliono usare o uccidere. Vampiri, Umani e Lupi bramano il controllo su di lei, e le loro trame si stringono come una rete sempre più fitta. Con il passato che minaccia di riaffiorare e nuovi nemici all’orizzonte, Serena ha un’unica possibilità: rifugiarsi da Koen Alexander, Alfa del branco del Nord-ovest, l’unico abbastanza potente da proteggerla… e l’unico che non ha mai smesso di vederla per chi è davvero. Koen non è disposto a perderla. Non importa se Serena non ricambia i suoi sentimenti, o se ha tentato di allontanarsi da lui. Finché respira, lui sarà il muro tra lei e il mondo. Ma i Vampiri e i Lupi assetati di potere non sono gli unici pericoli che incombono sulla vita di Serena. Prima o poi, il suo passato finirà per raggiungerla, e quando accadrà Koen potrebbe essere il solo in grado di salvarla… anche da sé stessa.

«Se mi avessero dato un pezzo di carta

 e mi avessero chiesto di buttare giù una lista di tutto quello che mi piaceva,

di tutto quello che sognavo

e di tutto quello che ero sicuro mi avrebbe reso felice,

come risultato finale saresti saltata fuori tu.»

Ciao Fenici, oggi vi parlo di Mate di Ali Hazelwood e ve lo dico subito: l’ho letteralmente divorato. Non è stato amore a prima vista… ma ci siamo andati davvero vicini.

Serena Paris l’avevamo solo intravista in Bride (primo volume della serie), ma qui diventa il cuore pulsante della storia. È un’ibrida, metà umana e metà lupa, il simbolo vivente di un’unione proibita che ha finito per incendiare i rapporti già tesi tra Vampiri, Umani e Lupi. Tutti la vogliono, chi per usarla, chi per eliminarla; ma nessuno la guarda davvero per quello che è. Nessuno tranne Koen Alexander, Alfa del Nord-Ovest, l’unico che non ha mai smesso di proteggerla, anche quando lei non voleva essere salvata.

Koen è quel tipo di personaggio che parla poco, ma dice tutto. È solido, testardo, protettivo fino al midollo, il classico “toccala e muori” che ti fa sciogliere con uno sguardo. Serena, invece, è pungente, ironica, chiusa a doppia mandata. L’ho adorata. Ha imparato a sopravvivere con sarcasmo e bugie, fingendo di non aver bisogno di nessuno. E forse è proprio per questo che tra loro funziona, lui è la calma, lei la tempesta e insieme trovano un equilibrio.

La tensione tra i due si sente fin dalle prime pagine e non serve nemmeno una quantità esagerata di spicy per percepirla. È nei gesti quotidiani, nelle battute al vetriolo, nella maglietta di lui che diventa il pigiama di lei, nei momenti rubati in veranda e nei silenzi che dicono più di qualsiasi discorso. Koen non è uno di quei protagonisti che devono convincerti con le parole, lo fa con la presenza costante, con la protezione ferma e silenziosa e Serena, anche se non vuole ammetterlo, finisce per caderci dentro un pezzo alla volta.

Una delle cose che ho amato di più è l’atmosfera che si respira nel branco di Koen, c’è quel senso di famiglia un po’ ruvida ma vera, fatta di battute, lealtà e affetto che non ha bisogno di troppe parole. Ritornano Misery e Ana, portando con sé il legame con Bride, ma Serena brilla di luce tutta sua. Qui non è “la sorella di qualcuno” è una protagonista complessa, forte e fragile allo stesso tempo, con un passato doloroso e la convinzione radicata di non valere abbastanza. Vederla combattere per proteggere gli altri, anche quando si sente a pezzi, è una delle cose che mi hanno colpito di più.

La trama è più intricata di quanto mi aspettassi: ci sono segreti, pericoli e scelte difficili, e quel passato che torna a bussare alla porta con la grazia di un ariete. La tensione cresce piano ma non molla mai e la relazione tra Serena e Koen è costruita con cura, non è una storia d’amore che esplode all’improvviso, ma che nasce e cresce grazie allo slow burn. 

Se devo trovare un difetto, per me, è l’alternanza tra presente e passato. Invece di aggiungere qualcosa mi ha distratta e ha spezzato la magia di certi momenti e, anche se la narrazione è tutta dal punto di vista di Serena con qualche breve incursione di Koen negli incipit dei capitoli, ammetto che mi è mancato poter entrare davvero nella testa di lui. Non è un difetto enorme, ma è il motivo per cui non è un cinque pieno.

Per il resto Mate è una lettura calda, ironica e intensa, con due protagonisti che funzionano alla perfezione. È una storia che ti prende piano piano… e non ti lascia più andare.

Quattro stelle e mezzo pieno. E un’unica certezza: Koen Alexander è ufficialmente un problema cardiaco. 

Hot 🔥 | poche scene ed esplicite 
Sentimento❤️| pieno di slow burn
Violenza ⚔️ | nessuna

valutazione

voto

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