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Recensione: Court of Winter di Krista Street

Serie: Fae of Snow & Ice vol. 1

Titolo: Court of Winter

Serie: Fae of Snow & Ice vol. 1

Autrice: Krista Street

Genere: Fantasy

Editore: Triskell Edizioni

Data di pubblicazione: 16 settembre  2025

Età di lettura consigliata: +18

La serie Fae of Snow & Ice è composta da:

  • Court of Winter vol.1
  • Thorns of Frost vol.2
  •  Wings of Snow (Fae of Snow & Ice Book 3)(inedito in Italia)
  • Crowns of Ice (Fae of Snow & Ice Book 4) (inedito in Italia)

Una ragazza senza magia.
Un principe Fae senza pietà.
Un patto che potrebbe salvare o distruggere un regno.

Sono nata senza magia. Senza ali. E in un mondo come il nostro, questo equivale a essere debole.
Tra i Fae Solis, solo i forti sopravvivono al gelo eterno che domina il Nord. E io? Ho solo la mia determinazione. Ho lottato per ogni respiro, ogni giorno, vivendo nell’ombra insieme a mia sorella… finché non è arrivato lui.
Il Principe della Corte d’Inverno. Bellissimo. Spietato. Letale.
Ha sterminato il mio villaggio. Ha rapito me. E, invece di uccidermi, mi ha rinchiusa nel suo palazzo di ghiaccio per offrirmi una scelta che potrebbe cambiare il destino del nostro mondo: allearmi con il mostro che mi ha tolto tutto… O restare a guardare mentre il regno sprofonda nel caos.

Ciao Fenici, oggi vi porto nel gelo del Nord con Court of Winter di Krista Street, un romantasy che ha tutto quello che serve per scaldarti le mani… e, forse, anche un po’ il cuore.

Partiamo da lei, Ilara, nata senza magia, senza ali e con i capelli neri, è praticamente una calamita per i pregiudizi del suo popolo. In un mondo dove la magia è tutto, lei è un’anomalia vivente, eppure non si arrende: coltiva, sopravvive, si prende cura della sorella e cerca di non farsi notare. Almeno finché non arriva Norivun, il Principe della Corte d’Inverno, conosciuto come il Mastro di Morte; che decide di rapirla, facendole abbandonare sua sorella e offrendole una scelta degna di un test di sopravvivenza: allearsi con il mostro che le ha rovinato la vita o guardare il regno morire.

L’idea è affascinante, il worldbuilding funziona e l’autrice riesce a costruire un’atmosfera fiabesca ma fredda, un po’ alla Trono di Ghiaccio che incontra la Corte di Rose e Spine. Ci sono corti, magia, segreti e una tensione politica di fondo che fa intuire che quello che abbiamo letto finora è solo la punta dell’iceberg. Ho apprezzato molto anche il glossario iniziale, che aiuta a non perdersi tra nomi e regni, piccolo dettaglio grande salvezza.

La penna della Street è fluida, scorrevole, piacevole da leggere, ti ritrovi a girare le pagine quasi senza accorgertene. È uno di quei libri che scorrono bene, ti tengono compagnia e ti fanno dire “ancora un capitolo e poi smetto” … e ovviamente non smetti.

Il rapporto tra Ilara e Norivun, però, è un po’ più complicato, siamo nel classico enemies to lovers, ma diciamo che l’“enemies” qui parte bello pesante, lui ha sterminato la sua famiglia, quindi non proprio il tipo di corteggiamento da manuale. Capisco che il fascino del fae tenebroso faccia il suo effetto, ma a volte Ilara passa un po’ troppo in fretta da “ti odio con tutto il cuore” a “forse lo desidero”, e lì ho dovuto trattenere parecchio la mia incredulità.

Nonostante questo, i loro battibecchi funzionano, e c’è una tensione sotterranea che cresce piano piano, anche se a tratti sembra più attrazione istintiva che reale complicità. Lui, poi, è il classico principe fae tormentato potente, glaciale, segretamente buono (forse), con più traumi che ore di sonno. Eppure riesce ad avere il suo fascino, anche se lo conosciamo solo attraverso gli occhi di lei.

Ilara, invece, è un personaggio che si evolve, parte come una ragazza emarginata e un po’ ingenua, ma cresce, si scopre più forte e più capace di quanto pensasse. L’ho apprezzata, anche se a volte l’ho trovata incoerente nei suoi sbalzi tra paura, attrazione e sarcasmo.

Certo, non è un romanzo che brilla per originalità, ci sono cliché, scene già viste (la locanda, il letto condiviso, la classica “ti proteggo ma non posso dirtelo”) ma il tutto è scritto con abbastanza ritmo da farti perdonare i déjà-vu. E il finale? Aperto, ovviamente, con un colpo di scena che ti fa dire “ok, mi serve subito il seguito”.

In sintesi, Court of Winter è un ottimo inizio di serie. Intrattiene, regala una buona dose di magia, tensione e romanticismo, con un worldbuilding solido e personaggi che promettono di crescere nei prossimi volumi. 

Quattro stelle piene per un fantasy che non inventa nulla di nuovo, ma lo fa bene.
Se questo è solo l’inverno, non oso immaginare cosa ci aspetta in primavera.

Hot 🔥 | nessuna
Sentimento❤️| slow burn
Violenza ⚔️ | nessuna

valutazione

voto

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