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Recensione: “Come salvare una vita” di Eli Easton (serie Come ululare alla luna #4)

Buongiorno Fenici Arcobaleno, oggi Nayeli ci parla di “Come salvare una vita” di Eli Easton (serie Come ululare alla luna #4)

A Rav Miller basta un solo sguardo agli occhi del Labrador color cioccolato che incontra al canile (e che sta per essere soppresso) per sapere che farebbe di tutto per salvarlo. Quando il cane, Sammy, fugge e si dirige verso Mad Creek, Rav lo insegue. La città è divenuta leggendaria per lui, dopo il suo incontro dell’anno precedente con un gruppetto a dir poco bizzarro. Allora Rav aveva messo da parte i suoi pensieri pazzeschi, ma quando arriva a Mad Creek, si rende conto che è tutto vero. I mutanti esistono e, a quanto pare, vivono sulle montagne della California. Ce n’è abbastanza per mandare un ragazzaccio come lui fuori di testa.
Sammy ha qualcosa in comune con Rav: come lui, non si fida delle persone. Da cane, Sammy ha subito molti abusi e diffida in particolare degli uomini grandi e grossi come Rav. Ma quando ha l’occasione di lavorare con i cani al nuovo rifugio di Mad Creek, il suo profondo bisogno di aiutare gli altri lo aiuta a superare la paura. Sammy e Rav trovano un punto in comune nel salvare cani randagi: se riescono a trovare il coraggio di lasciar avvicinare qualcuno, forse potranno anche trovare la strada per l’amore.
Allo sceriffo Lance Beaufort non piace che gli umani si trasferiscano a Mad Creek, specialmente se sono grossi e insolenti come Rav. Quando Rav apre un rifugio per cani, i cittadini pensano sia meraviglioso! Ma Lance non si lascia ingannare. Non abbocca nemmeno per un secondo all’apparente innocenza di Rav. Quanto ne sa delle mutazioni? Qual è il suo gioco? E perché si è presentato proprio in quel momento, quando Lance e le autorità cittadine sono sopraffatti da tutti i mutanti arrivati?
Rav sa come salvare una vita. Ma può salvare un’intera città? Può salvare Mad Creek?


Mi piacciono gli m/m, ma in genere storco il naso se discriminano gli eterosessuali. Trovo eccessivo e poco realistico il fatto che tutta la rete di relazioni attorno ai protagonisti sia composto da personaggi arcobaleno, in particolare quando non c’è la motivazione del vivere in una comunità gay per scelta. Forse su questo racconto incide l’essere il quarto di una serie ma, ad ogni modo, andiamo a parlare della storia.
Tutto ruota attorno al bisogno di Sammy di imparare a fidarsi nuovamente delle persone, dopo aver subito degli abusi da piccolo ed essere stato rinchiuso in un canile destinato alla soppressione. Rav ha intuito la natura mutante di quel ragazzo, e riesce a capire come mai sia così spaventato e diffidente. Grazie alla sua sensibilità ed esperienza, continua a fargli sentire la sua solida presenza, a rassicurarlo con pazienza e senza fare pressioni. Con il suo aiuto ma anche con il tempo, e grazie a un lavoro che valorizza le sue capacità, Sammy ritroverà fiducia in se stesso e troverà il modo di chiedere quello che desidera.

«Sono venuto qui perché… so cosa vuol dire amare qualcuno e perderlo, e finire in un brutto posto perché… perché non sei abbastanza bravo. So come si sentono quei cani in gabbia, sapendo che per loro non verrà mai nessuno. Sapere che ti capiterà qualcosa di terribile e non poter fuggire. Vedere altri essere portati via a morire e non poter fare niente per loro. So cosa vuol dire voler amare, voler dare amore, con tutto il tuo cuore e la tua testa e i tuoi denti e tutto il resto, ma aver paura di provarci perché fa male.» Sammy trasse un respiro tremante. «È così che voglio aiutare i cani.»

Sullo sfondo della storia tra Rav e Sammy, vediamo anche degli sviluppi nella vita della comunità di Mad Creek, trovando un nuovo epilogo per i mutanti.

Lungi dall’annoiarsi, Rav era affascinato. Scoprì che gli piacevano tutti loro. Gli. Piacevano. Tutti loro. Era bizzarro. Non era mai stato il tipo a cui piaceva la gente, mai in tutta la sua vita. Persino prima di diventare un cinico disilluso, aveva sempre preferito la compagnia di se stesso, o dei cani, a quella delle altre persone. Ma i mutanti gli piacevano.

Paradossalmente, il miglior pregio di questo romanzo è anche il suo difetto: la caratterizzazione dei mutanti nella loro natura canina è perfetta e permeante. L’autrice ha preferito dare una estrema rappresentatività della personalità canina anche nella versione umana del personaggio, tanto che leggendo appare chiaro come molti atteggiamenti quasi infantili siano presi a prestito dai nostri amici a quattro zampe.
Lealtà, fiducia, incapacità di mentire, di fare giochetti psicologici, ingenuità e inesperienza traspaiono perfettamente dai comportamenti di Sammy, e questo va a scapito della trama romance e della passionalità. In particolare, il suo modo di innamorarsi non è umano ma canino, e il modo di fare sesso non è passionale e istintivo, ma più giocoso e ingenuo (l’“istinto animale” qui è stato tolto di mezzo con un escamotage che non vi anticipo). L’attrazione fisica tra Rav e Sammy rimane quindi solamente come l’idea di “fare una cosa piacevole”, nuova, o che “non sapevo che esistesse”.

Più Sammy lo guardava insieme ai cani, più sentiva nascere in sé emozioni nuove. Anche lui voleva giocare con Rav. No, non era esatto. Voleva essere toccato. Voleva sedergli in grembo e sentire la sua forza, sentirsi al sicuro. Voleva essere accarezzato da quelle mani. Lo desiderava così tanto! Era geloso dei cani.
La gelosia era terribile. Sammy non avrebbe voluto sentirsi così. Perché non era più un cane. Era molto confuso.

Il mio giudizio di 3,5 stelle è certamente influenzato dal fatto che questa giocosità e mancanza di coinvolgimento emotivo non mi abbia convinta al 100%, ma soprattutto perché rendere così vivida la presenza di una natura canina dalla voce un po’ infantile in Sammy ha reso piuttosto scabrosa l’idea di un accoppiamento con un animale, anche se trasformato in un corpo umano.

Sammy strisciò fuori dal letto. Arrivato alla porta, si girò. «Comunque, ecco cosa penso del sesso.» E gli mostrò entrambi i pollici sollevati prima di uscire.

Concludendo, si tratta di un paranormal molto ben riuscito, per le caratterizzazioni e l’ambientazione. La storia sentimentale è molto più romantica, tenera, affettuosa che erotica, cosa che richiama esattamente il tipo di relazione con il nostro cane: amore incondizionato ricambiato in modo pulito e sincero.

Rav era così buono e forte, ed era così bello starlo a guardare. Era la persona che Sammy preferiva di più al mondo. Aveva amato molto Mamma Charlotte, ma adesso gli sembrava un niente rispetto all’amore che provava per Rav, a quanto volesse stare insieme a lui, sempre.

#1  Come ululare alla luna

#2  Come camminare da solo

#3  Come esaudire un desiderio

#4  Come salvare una vita

 

Kiki

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