Recensione: Your last words di Deborah P. Cumberbatch

Autrice: Deborah P. Cumberbatch
Genere: miltary romance
Editore: Queen edizioni
Data di pubblicazione: 17 luglio 2026
Il Romanzo è autoconclusivo e può esser letto da solo,. Tuttavia , al suo interno appariranno Stephen e Magara ( della Dilogia Ubi Tu e Ibi Ego) e gli Steel Reapers , anche se il libro è temporalmente ambientato prima di Inked in Steel ( qui la Recensione ) e Broken in Steel ( qui la Recensione)
Jax è un agente dell’MI6.
Il suo scopo è sempre stato condurre i suoi uomini, finché una missione non ha cambiato tutto.
Da quel giorno, dentro di lui qualcosa si è spezzato.
Continua a fare il suo lavoro, ma la sua mente è diventata un campo di battaglia privo di silenzio.
Eppure, in quel caos, c’è un’immagine che non lo abbandona mai.
Una donna rannicchiata in una stanza. Immobile. Gli occhi fissi nei suoi.
È lì che il suo mondo si è fermato.
Sarabi era il migliore agente dell’MI5 della sua generazione.
Finché non è stata rapita.
L’hanno lasciata nel silenzio, nel buio, in un corpo che non le apparteneva più.
Poi una voce ha infranto quell’oscurità e l’ha strappata dal buio.
Due anni dopo, sta ancora cercando di rimettere insieme i pezzi. Per questo decide di tornare alla fattoria con sua nonna, a quella casa costruita insieme che ancora conserva il ricordo di chi era.
È lì, in un campo di denti di leone e con un diario misterioso, che sente di nuovo quella voce.
E il mondo ricomincia a girare.
Dopo essere stata letteralmente stregata dai primi due libri della serie Steel Reapers, in attesa del terzo volume che confido arriverà presto, Deborah P. Cumberbatch torna con questo romanzo autoconclusivo, in cui ci racconta la storia di Jax Telford e Sarabi Nyagawa. Entrambi agenti dell’intelligence inglese, li avevamo già incontrati nelle storie sopracitate: Jax, infatti, è cresciuto a Steelridge ed è legato da una fraterna amicizia ai due fratelli MacReary, Rowan e Rhyson, rispettivamente comandante e sergente alle armi degli Steel Reapers, club di bikers che dovete assolutamente conoscere, qualora non lo aveste ancora fatto! Lui, durante un raid, trova e libera Jarabi da una prigione in cui ha languito per mesi, trattata peggio che un animale dal suo carceriere, e dal primo istante in cui la prende tra le braccia sente che il suo destino è segnato. Lo stesso è per lei, il ricordo di quella voce e di quelle braccia forti sono l’unico appiglio a cui si aggrappa per non impazzire nei due anni successivi. L’uomo, reduce da una missione fallita per cui non riesce a perdonarsi, si sta lasciando andare, stordendosi con alcool e autocommiserazione. I due amici biker lo obbligano a una vacanza forzata che, segno del destino, è presso la fattoria in cui si sono trasferite Sarabi e la sua adorata nonna.
Quel luogo sarà la salvezza per entrambi, il lavoro manuale, l’aria salubre, la dolcezza e la saggezza di Wanniya, tutto contribuisce a tenere a bada i demoni che li consumano.
Il trauma di Sarabi è stato così devastante che ancora non riesce a sopportare il contatto umano, oltre la nonna, accetta la vicinanza solamente della sua lupa Humiya. Ma per Jax sente un’attrazione che trascende ogni paura. Lui non si sente degno, vorrebbe fuggire, eppure resta ancorato giorno dopo giorno a quella nuova serena quotidianità. Li unisce un appuntamento serale in cui iniziano a leggere insieme un diario scovato da Sarabi anni prima in Germania.
Le persone si prendono il potere che noi gli concediamo, ma ci sono alcune cose che non possono essere prese. Viviamo in un mondo in cui credono di possedere il mio corpo, la mia mente e persino i miei sogni, ma non concedo loro la mia anima. (Tratto dal diario di Gwendolin)
E così, immersi di sera nella storia di Gwendolin e Roth, iniziano di giorno a scrivere la loro. Piccolissimi passi che, piano piano, guariscono l’animo di entrambi, danno fiducia a lei e speranza di redenzione a lui, con una narrazione che non perde mai d’intensità, che ci regala due personaggi unici, pieni di cicatrici, che sono balsamo l’uno per l’altra. Jax è quasi commovente nel suo voler essere la roccia a cui Sarabi possa appoggiarsi e dietro a cui possa ripararsi, senza pretendere nulla per sé.
Siamo pelle, fiato, battiti. Incastrati in qualcosa che va oltre ogni definizione, all’interno di una casa che sembra proteggerci, come se ci stesse aspettando.
Una storia in cui il presente di Jax e Sarabi si intreccia con il passato di Gwen e Roth, e ciò che è stato diventa speranza per ciò che deve ancora venire, e dove la saggezza dell’anima antica di Wanniya è presenza indispensabile.
Mi sono imbattuta per caso in questa autrice circa un anno fa, ma è immediatamente diventata una delle mie preferite. Che scriva di rudi biker o di anime spezzate e tormentate, le sue trame non concedono scampo, la caratterizzazione dei suoi personaggi è così perfetta che non si vorrebbe mai arrivare alla parola fine. Quindi grazie Deborah, per quest’altra piccola parte di te che hai voluto donare alle tue lettrici.







