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Recensione: “Tre” di Valérie Perrin

Titolo: Tre

Autrice: Valérie Perrin

Genere: Narrativa

Editore: Edizioni E/O

Pagine: 526

Data di pubblicazione: 28 giugno 2021

 

«Mi chiamo Virginie. Di Nina, Adrien ed Étienne, oggi Adrien è l’unico che ancora mi rivolge la parola. Nina mi disprezza. Quanto a Étienne, sono io che non voglio più saperne di lui. Eppure fin dall’infanzia mi affascinano. Sono sempre stata legata soltanto a loro tre».

1986. Adrien, Étienne e Nina si conoscono in quinta elementare. Molto rapidamente diventano inseparabili e uniti da una promessa: lasciare la provincia in cui vivono, trasferirsi a Parigi e non separarsi mai.
2017. Un’automobile viene ripescata dal fondo di un lago nel piccolo paese in cui sono cresciuti. Il caso viene seguito da Virginie, giornalista dal passato enigmatico. Poco a poco Virginie rivela gli straordinari legami che uniscono quei tre amici d’infanzia. Che ne è stato di loro? Che rapporto c’è tra la carcassa di macchina e la loro storia di amicizia?

 

 

Tre, da sempre, è considerato un numero magico e nel folklore occupa un posto particolare. Anche nei giorni nostri il numero tre mantiene il suo fascino e la sua attrazione e Valérie Perrin lo rende il protagonista del suo romanzo.

Tre sono i personaggi e tre le storie che s’intrecciano, tre le strade che si dividono e tre quelle che si ritrovano: Adrien Bobin, Étienne Beaulieu e Nina Beau.

“Nina e il nonno vivevano in un quartiere operaio, abitavano in una di quelle case di mattoni tutte uguali attaccate l’una all’altra che occupavano una decina di vie, con un orto sul retro. Ogni orto sfamava una famiglia intera e, se la stagione era buona, anche qualche vicino.

Adrien e la madre Joséphine abitavano in un appartamento di tre stanze al quarto e ultimo piano di un edificio degli anni Sessanta.

Étienne, i genitori e la sorella Louise vivevano in una bella casa circondata da alberi centenari.” (Tratto dal libro)

Quando avevano dieci anni i tre protagonisti si vedono, s’incontrano e si scelgono. Una scelta per la vita, anche se la loro amicizia è così speciale da sembrare strana vista da fuori, ma rimane tale, con alti e bassi, per la vita. “Étienne era il capo, Nina il cuore, Adrien seguiva senza battere ciglio. (…) A unirli era Nina. Senza di lei Adrien ed Étienne non si vedevano. O erano in tre o niente. (…) Dei tre, Étienne è il più irreverente, Adrien il più suscettibile e Nina la più sensibile.” (Tratto dal libro)

Queste citazioni sono necessarie per dare un senso alla storia. Una storia bellissima, commovente e particolare. A narrare è Virginie e una delle cose più interessanti è capire chi è questa donna e cosa c’entra lei con il trio. Scoprirlo è stata una sorpresa ma la vita oggi c’insegna a non dare nulla per scontato e abbracciare con gioia e serenità la diversità. Certo non mi aspettavo un tale colpo di scena!

All’inizio mi sembrava che l’autrice dedicasse troppo spazio all’infanzia dei tre, ma proseguendo con la lettura ho capito l’importanza del rapporto che si era creato fra questi amici e il valore dell’amicizia. Loro erano tutto l’uno per gli altri finché non s’intromette la vita e fa in modo tale di trovare le loro debolezze, la loro forza, la loro individualità. Chi sembrava forte, diventa debole e inaffidabile, chi sembrava accondiscendente diventa forte.

Durante la lunga lettura (si tratta di più di 600 pagine) ho incontrato tante storie e tante vite: l’apparente famiglia felice, il figlio abbandonato, la madre single, il padre assente, il marito padrone, l’uomo di successo, la donna abbandonata, il padre amorevole… Mi è piaciuto ogni momento che ho dedicato alla lettura di questo volume: scoprire le loro vicissitudini e confrontarmi con situazioni sociali particolari. Penso che il punto di forza di questo romanzo siano proprio i suoi personaggi e la diversità di ognuno di loro. Personaggi magistralmente pennellati, di una forza sorprendente. Ho trovato LA VITA, la vera vita di oggi con tutte le sue sfumature e squarci di quotidianità.

“Nina pensa che nella vita c’è chi parte e chi resta. E c’è anche chi abbandona.” (Tratto dal libro)

A turno Adrien, Étienne e Nina partiranno, resteranno e abbandoneranno. Scoprirlo in che modo, perché e come è uno dei tratti più intensi del romanzo.

Ci tengo finire la recensione con un scambio di battute fra Étienne e Adrien, che a mio avviso rappresenta ognuno di noi:

“Di che hai paura?”

“Della felicità, della liberazione, di diventare quello che sono. Non so cosa sono” (Tratto dal libro)

 

 

 

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Daniela Pullini

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