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Recensione: “Dieci” di Marine Carteron

 

Titolo: Dieci

Autore: Marine Carteron

Editore: Giunti

Genere: Mistery

Data di pubblicazione: 29 Settembre 2021

Un piccolo gruppo di adolescenti si raduna su un’isola disabitata per partecipare a un nuovo reality show. E questa diventa la migliore ricetta per far affiorare la vera natura di ciascuno di loro. Il ritiro si rivela subito molto diverso da quanto immaginato e, quando il gioco si farà crudele, ognuno dovrà fare i conti con i propri segreti e i propri fantasmi. Le atmosfere di Stephen King incontrano Agatha Christie in questo brillante omaggio contemporaneo a Dieci piccoli indiani. Ricco di umorismo nero, riferimenti letterari e spunti originali, Dieci è un romanzo dal ritmo trascinante che cattura il lettore dalla prima all’ultima pagina.

 

Care Fenici, apro questa mia recensione mettendo subito in chiaro che l’argomento trattato non è nuovo! Eppure quando la base è buona, se cambi qualche ingrediente la storia rimane gustosa.

La trama è quella base di chi ha voluto rivisitare il classico di Agatha Christie, Dieci piccoli indiani. Abbiamo un gruppo di studenti che parte per un’isola, dove viene ospitato un reality e che presto rivelerà un oscuro piano, volto a portare a galla uno scabroso segreto e, finalmente, presentare il conto ad assassini impuniti.

I protagonisti ricalcano a perfezione le varie tipologie di partecipante di reality show, dalla Barbie, al palestrato, al nerd; insomma, tutto imbastito ad hoc per poter ingannare gli ignari partecipanti.

La trama, ben collaudata, presenta un crescendo di ansia e sconforto, che prendono il lettore e i protagonisti man mano che gli omicidi si susseguono.

Unica pecca è l’aver troppo presto fatto cenno a una vicenda che, in qualche modo, unisce i ragazzi ed è alla base dell’arcano. Un vero peccato. Ruba un po’ di quello che era il filo adrenalinico del mistero: il dover conoscere il caso da cui origina la vicenda per capire cosa accade nel presente.

Tolto ciò, non si può negare una buona costruzione sia dei personaggi, che della storia, con qualche spunto di originalità qua e là che non guasta mai.

Sicuramente ammirevole il tentativo di ripercorre le gloriose impronte della regina del delitto, anche se in questa versione mi spiace notare una certa poca mordacità della narrazione, dovuta a quello spoiler inserito un po’ troppo presto.

Vorrei spendere qualche parola sul giudizio che mi trovo oggi a dare a questo romanzo. Ribadisco che ammiro il coraggio di volersi confrontare con un classico del genere e anche di provare a ripercorrere le impronte della somma Christie, che è, a mio avviso, unica e inimitabile. Il 5, dunque, è davvero per pochi. Il 4 è per coloro che riescono a usare lo scheletro base dei suoi scritti, ma vi costruiscono sopra una vicenda di una qualche originalità. Mentre il 3 non è per mancanza di idee o per scrittura sgradevole, ma perché la Carteron ha osato poco nello staccarsi dalla traccia madre. E poi, a essere sincera, non riesco a perdonarle la discovery troppo anticipata del legame fra i personaggi.

Concludendo: una lettura gradevole, sicuramente consigliata a chi non conosce il classico o altre versioni, certa che saprà apprezzarla maggiormente.

 

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Sara

Kureha

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