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Recensione: “Miti del Nord” di Neil Gaiman

Buongiorno Fenici, oggi Emanuela ci parla di “Miti del Nord” di Neil Gaiman

Una formidabile riscrittura dei grandi miti del Nord. Lungo un arco narrativo che inizia con la genesi dei nove leggendari mondi, ripercorriamo le avventure e le gesta di dèi, nani e giganti.

È questa la gioia che ti danno i miti. Il divertimento nasce quando sei proprio tu a raccontarli, una cosa che ti incoraggio caldamente a fare, tu che stai leggendo questo libro. Leggi queste storie, e poi falle tue, e in qualche gelida e oscura notte d’inverno, oppure in una serata estiva in cui il sole non tramonta mai, racconta ai tuoi amici quello che è successo quando hanno rubato il martello a Thor, o come Odino ha conquistato per gli dèi l’idromele della poesia.

Odino il supremo, saggio, audace e astuto; Thor, suo figlio, incredibilmente forte ma non certo il più intelligente fra gli dèi; e Loki, figlio di un gigante, fratello di sangue di Odino, insuperabile e scaltrissimo manipolatore. Sono alcuni dei protagonisti che animano il nuovo libro di Neil Gaiman: noto per essersi ispirato spesso ai miti dell’antichità nel creare universi e personaggi fantastici, questa volta Gaiman ci offre una formidabile riscrittura dei grandi miti del Nord. Lungo un arco narrativo che inizia con la genesi dei nove leggendari mondi, ripercorriamo le avventure e le gesta di dèi, nani e giganti. Tra i racconti più avventurosi ci sono quello di Thor, che, per riprendersi il martello che gli è stato rubato, è costretto a travestirsi da donna, un’impresa non da poco considerando la sua barba e il suo sconfinato appetito; o quello di Kvasir – il più saggio fra gli dèi – il cui sangue viene trasformato in un idromele che colma di poesia chi lo assaggia. Il finale del libro invece è dedicato a Ragnarok, il giorno del giudizio, il crepuscolo degli dèi, ma anche la nascita di un nuovo tempo e nuovi popoli. Brillante e divertente, Miti del Nord è una magistrale carrellata del pantheon scandinavo e della bizzarra natura degli dèi: ferocemente competitivi, capricciosi, predisposti all’inganno e a farsi governare dalle passioni. Un universo antico, ricco e affascinante a cui la penna vibrante di Gaiman è in grado di infondere una vita nuova e decisamente attuale.

Ero in trepidante attesa di un nuovo libro del grande scrittore Neil Gaiman, re del fantasy noir, del distopico e dell’horror soft dalla cui penna sono usciti capolavori come Coraline, Nessun dove, Stardust e chi ne ha più ne metta. Ecco che ci sorprende con una nuova opera editoriale dove affronta un tema a lui caro e già esplorato in American Gods: quello della mitologia Norrena in cui dei leggendari e pericolosi gnomi infidi e mondi primordiali, catturano l’attenzione del lettore.

L’autore ha studiato a fondo la mitologia nordica del mondo sin da giovane, come lui stesso racconta nell’introduzione, e padroneggia benissimo l’argomento. Lo plasma a sua immagine e somiglianza giocando magistralmente con la sua penna sarcastica, nera e sanguinaria ma nello stesso tempo colma di poesia e voce di mondi e storie che andrebbero altrimenti perdute.

È difficile avere una mitologia preferita proprio come avere una cucina preferita in assoluto (certe sere si ha voglia di mangiare thai, altre sushi, altre ancora si desiderano disperatamente i semplici piatti che cucinava la mamma quando eravamo piccoli). Ma se proprio dovessi dichiarare quali sono i miei preferiti, probabilmente direi i miti norreni

Gli dei adorati dai vichinghi, come Odino, Thor e Loki per citare i più conosciuti, non appaiono come attori in un film hollywoodiano di cassetta e non hanno l’aspetto affascinante di biondi attori dai fisici scolpiti. Sono piuttosto brutti, sporchi e cattivi come nella migliore tradizione di Gaiman. Sono uomini violenti e spietati accompagnati da donne spesso succubi ma più spesso dure come i loro degni compagni, tutti sono avvezzi al sangue, alla vendetta e al tradimento.

Su tutto domina però il feroce umorismo dell’autore che sa trasformare leggende fumose e lontane in gag esilaranti e in situazioni a dir poco paradossali.

E sta proprio in questo la grande bravura di Gaiman: quella di celare dietro a vicende surreali una morale attuale sugli uomini di oggi e sul lato selvaggio che è tenuto abitualmente nascosto, ma che spesso emerge e li rende protagonisti di azioni efferate verso i loro simili.

Imperdibile.

 

 

 

Kiki

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