Recensione: Unicorn Latte & Mr. North di Alessia d’Ambrosio
Serie: Tape Room #3

Serie: Tape Room #3
Autrice: Alessia d’Ambrosio
Genere: commedia romantica
Editore: self
Data di pubblicazione: 9 luglio 2026
La serie è composta da:
- Popcorn, wine & Mr. Bastardvol.1—>Recensione
- Vodka, donuts & Mr. Ink vol.2—>Recensione
- Unicorn Latte & Mr. North vol.3
INDIE🦄
La mia vita è un disastro ben gestito.
Ho un lavoro che amo, un figlio di quasi tre anni che mi chiama per nome invece di mamma – ci stiamo lavorando – e un appuntamento fisso ogni giovedì sera con un ragazzo che non mi fa sentire le farfalle nello stomaco, ma almeno si presenta puntuale. È una forma di stabilità. Non la più convenzionale, ma funziona.
Anzi, funzionava.
Perché un martedì mattina qualunque, alzo gli occhi dalla scrivania e vedo Julian North uscire dall’ufficio del direttore come se fosse la cosa più naturale del mondo. Come se non fossero passati tre anni.
Come se io non sapessi esattamente come sono fatte le sue mani, il suono della sua voce quando abbassa il tono, il modo preciso in cui ti guarda quando ha già deciso tutto.
Julian North è il mio nuovo capo.
Perfetto.
Assolutamente perfetto.
JULIAN👓
Ho quarant’anni, un senso dell’ordine che la maggior parte delle persone trova insopportabile, e la capacità di tenere tutto sotto controllo in qualsiasi circostanza.
Londra era l’unica scelta possibile. Professionale. Necessaria. Me lo ripeto da quando ho fatto le valigie.
E continua a sembrare sensata.
Il problema è che la scrivania di Indie Archer è proprio di fronte al mio ufficio, mi guarda come si guarda qualcosa che si vorrebbe andasse a fuoco, e ogni giovedì sera esce con un ragazzo senza che io possa trattenerla.
Con che diritto, poi?
Eppure, non riesco a smettere di seguirla con lo sguardo e sperare che cambi idea.
Ho sempre avuto un ottimo controllo su tutto.
Prego di non dover aggiornare questa affermazione.

Dopo Popcorn, wine & Mr. Bastard e Vodka, donuts & Mr. Ink, Alessia d’Ambrosio chiude il cerchio regalandoci la storia di Indie Archer e Julian North. Personalmente l’attendevo con ansia; questi due personaggi si erano già fatti notare tra le pagine del primo volume della trilogia (che poi, sarà davvero così? O l’autrice ci delizierà con un’altra coppia?) e si sono mostrati in tutto il loro “incasinato” splendore. Indie ha un figlio di quasi tre anni, Leonard detto Leo, nato lo stesso giorno della sua sorellina Grace, (ma questa è un’altra storia) che non la chiama mamma e invece chiama “papà” il nonno. Il vero padre, Julian, non sa nemmeno che esista; è sparito quattro anni prima senza dare spiegazioni prima che la ragazza potesse rivelargli di essere incinta. Capirete la sorpresa di Indie quando una mattina si ritrova l’amore della sua vita come capo, arrivato direttamente da Parigi senza alcun preavviso. E qui mi fermo con la trama, perché è talmente articolata che non voglio rovinarvi la sorpresa.
Ho davvero apprezzato i primi due volumi ma, che posso dire? Sarà che l’attesa per questi due è stata lunghissima, ma Indie, Leo, Julian e tutto il parentado non mi hanno dato scampo fino a che non sono arrivata alla fine. Ancora una volta l’autrice stupisce per la sua capacità di costruire personaggi credibili, dalla personalità ben definita. Indie ha il supporto della sua famiglia allargata, ma ritrovarsi il padre di suo figlio davanti riapre le vecchie ferite. Julian, d’altro canto, non può dare le spiegazioni che lei meriterebbe, ogni giustificazione sarebbe oramai inutile. Non sarà facile per Indie lasciarlo entrare nella vita di Leo, che peraltro trova nell’amico della mamma un’immediata affinità.
Leo merita un padre vero. Oppure niente. Non c’è grigio. È solo bianco o nero […] O ci sei oppure no. Ma se rimani, allora rimani per sempre. Altrimenti non esserci.
Ma l’attrazione che li aveva avvicinati quattro anni prima cova ancora sotto la cenere, e risulta difficilissimo combatterla. Pur mantenendo lo stile leggero che richiede la commedia, vengono trattati anche temi delicati che riguardano la salute, e qui Mr. Julian North darà il meglio di sé e riuscirà a scalfire le paure di Indie ma anche a superare le sue.
Tu sei il mondo. Ma sembra che il termine convenzionale per riassumere tutto questo si riduca a due parole. Perciò, sì, Indie Archer, io ti amo.
Molto altro ci sarebbe da dire, ma preferisco che siano i personaggi a farlo, quindi non posso che consigliarvi di immergervi in questa lettura che non vi deluderà. Ma prima, se non lo avete già fatto, correte subito a recuperare i due precedenti romanzi, assolutamente da non perdere.






