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Recensione: Un posto introvabile di Jen Samson

Titolo: Un posto introvabile

Autrice: Jen Samson

Genere: MM psicologico

Editore: Quixote Edizioni

Data di pubblicazione: 10 febbraio 2026

Età di lettura consigliata: +18

Levi Anderson sa che non avrà mai una vita normale. Il disturbo bipolare controlla ogni aspetto della sua vita come un crudele pugno di ferro e ha intenzione di sopportare la sua esistenza finché non ne sarà più capace. Tuttavia, quando Hayden Ashford, l’uomo con gli occhi marroni e privi di vita, entra nella galleria d’arte in cui lavora Levi, chiedendo di comprare un dipinto che lui ha realizzato durante un grave episodio maniacale, Levi non può fare a meno di notare le similarità tra di loro.

Hayden va a malapena avanti dopo la morte del suo fidanzato, avvenuta due anni prima. Il senso di colpa e il dolore sono tutto ciò che lo tiene in vita. Finché non incontra Levi, un artista che ha dipinto l’inconsolabile angoscia di Hayden su una tela, e inizia a sentire di nuovo qualcosa muoversi dentro di lui. Non hanno futuro. Le loro sofferenze sono troppo profonde, ma forse il loro potrebbe essere il più grande amore di sempre, se riuscissero a trovarsi nel caos distruttivo causato dal loro dolore individuale.

Un posto introvabile è il doloroso viaggio di due persone che fanno fatica a superare la devastazione causata da un disturbo mentale e dalla perdita di una persona cara. È anche una storia piena di speranza e resilienza, che sottolinea quanto sia importante non arrendersi quando si presenta l’occasione di amare.

È un libro da maneggiare con cautela, leggetelo se siete in una fase positiva, ottimista e stabili mentalmente.

Entrambi i protagonisti si trovano in un disagio mentale che l’autrice è abilissima nel descrivere e nel quale riesce a farci immergere fino a toglierci il fiato. 

Levi è affetto da disturbo bipolare, e alterna momenti maniacali e altri depressivi (ma ci troviamo soprattutto ad assorbire le energie negative di questi ultimi). Hayden sta superando un lutto per la perdita di un fidanzato e ci prende per mano portandoci nel suo mondo che cade a pezzi, nell’abisso del suo senso di vuoto e pieno di colpa.

Levi ci avvolge con un tornado di pensieri negativi, ossessivi, maniacali, suicidari, mentre Hayden ci abbraccia con una coperta di disperazione e perdita di senso.

«Quello sono io… la mia mente. Io e i miei milioni di pensieri sotto tutto quel caos. Non riesco a concentrarmi sulle case o sugli alberi… sulle “parti belle” della mia vita. Non riesco a pensare a una cosa alla volta. C’è solo quel cielo opprimente, spaventoso, e le nuvole. Aspetto che esplodano e mi travolgano. Tutto quello che faccio è aspettare che tutto esploda, mentre i miei pensieri corrono senza sosta.» «Ti senti perso nella tua stessa mente?»

Quando i due uomini si incontrano non sono nella loro versione migliore: forse proprio per questo riescono a riconoscersi, notando nell’altro gli occhi spenti, il dolore, la paura, la tristezza e la solitudine. Dato che Hayden non esce di casa da due anni e che Levi è in fase depressiva, non è facile immaginare il momento in cui si vedranno di nuovo. Ma il fatto che Levi sia un pittore e Hayden un miliardario (ma soprattutto che il fidanzato morto fosse stato un appassionato di quadri) rappresenta un aggancio che riesce a portarli sempre più vicini. 

Hayden ha già avuto esperienza con il disturbo bipolare; anzi, ha il dubbio di essere attratto da Levi forse solo per questo, perché gli ricorda così tanto la fragilità del suo ex. Non solo riconosce  i sintomi, ma è abile nell’interpretare la postura e le sfumature del viso per decodificare la fase (maniacale o depressiva) in cui l’altro si trova. Riesce quindi a modulare la sua risposta sapendo come essere presente senza fare pressioni, senza giudicare, senza far sentire l’altro in colpa per i  comportamenti indotti dalla malattia.

«Come posso sapere che stai dicendo la verità, Levi? Come posso sapere che non lo rifarai?»[…]«Non puoi,» sussurro con sincerità. «Mi dispiace.» Le mie scuse sono la risposta più onesta che abbia mai offerto a qualcuno. Mi dispiace per chi sono. Mi dispiace se sono fatto così. Perdonami per essermi fiondato nella tua vita e aver rovinato tutto. Gli allaccio le braccia attorno alla vita e mi reggo a lui. Non costringermi a lasciarti. Non abbandonarmi. Permettimi di averti e, ti prego, accetta me. Accettami.

Questa sua capacità, ovviamente, li avvicina perché rende più facile la comunicazione. 

Nonostante questo, Hayden non è una persona facile: rimane un uomo con un trauma dovuto al suicidio del fidanzato che lui non è riuscito a evitare. Ha le capacità e le competenze per stare accanto a Levi e aiutarlo durante i saliscendi della malattia, ma ha dei passi da fare prima di riuscire ad aprire di nuovo il suo cuore. Primo fra tutti, capire se sta cercando di sostituire la sua perdita con qualcuno che gli assomiglia; in secondo luogo, deve superare il timore di innamorarsi di un altro uomo con difficoltà così pesanti rischiando di finire distrutto per la seconda volta, un evento da cui non riuscirebbe mai più a rialzarsi.

Deve imparare a proteggersi, a porre dei limiti, e a considerare importante la sua salute mentale (un insegnamento importante anche per le lettrici con lo spirito da crocerossina).

Levi lotta con tutto se stesso per restare a galla durante le fasi di alto e basso, sognando nel profondo di conoscere il vero se stesso, l’uomo che sarebbe nella stabilità, desiderando solamente una pausa tra il maremoto delle turbolenze dell’umore. Non sa chi sarebbe se fosse equilibrato, non alterato dalla malattia, e anche questa è una ricerca continua, che solo i farmaci potranno consentire, una volta che avrà trovato il mix giusto per lui.

Emette un ringhio basso, mi attira a sé e mi cattura la bocca. È un bacio pieno di incertezza e dolore, ma anche di un bisogno immenso e devastante di trovare qualcosa di bello dentro questo caos. Mi avvolge le braccia attorno alla schiena, attirandomi ancora più vicino mentre mi bacia come se stesse cercando qualcosa, pur sapendo che non potrà mai trovarla, di qualsiasi cosa si tratti. In questo bacio, anch’io cerco tutto ciò che è introvabile. Tutte le cose che non posso avere… sicurezza, stabilità, amore. Hayden. È qui con me, eppure non è davvero qui, non più di quanto lo sia io. Lui è ubriaco e perso nel suo dolore. Io sono perso, in trappola, in un’angoscia maniacale. La nostra nudità, che scivola l’una contro l’altra, contrasta con i segreti che custodiamo. Mettiamo a nudo i nostri corpi, ma non le nostre anime. Non le cose che ci fanno a pezzi dentro.

La lettura gronda di tantissima emotività, dolore e senso di oppressione al petto, ma anche tantissima tenerezza ed esplosione di calore, nel momento in cui i protagonisti si sentono amati e non più soli.

Impareremo che non tutti i disturbi bipolari sono uguali, perché le persone non sono la loro malattia e ognuno di loro la vive e la affronta in modo differente.

Hot 🔥 | selvaggio e dettagliato
Sentimento❤️| nei piccoli gesti, ascolto, empatia

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