Recensione: The Worst Man di Deborah Fasola

Autrice: Deborah Fasola
Genere: hockey romance
Editore: self
Data di pu:bblicazione: 15 settembre 2026

Si riconosce subito l’uomo sbagliato… è quello che rovina tutto e poi diventa l’unica cosa che conta.
MORRIGAN
Vivo ancora a Northlake ma con un piano preciso: finire gli studi e andarmene via per sempre. Senza legami. Senza deviazioni. Senza errori.
Sono sempre stata la sorella di qualcuno. Abbastanza vicina da vedere tutto… ma mai abbastanza da farne parte.
Colton Mercer, invece, è sempre stato accanto a mio fratello. Al centro di tutto mentre io sono rimasta solo sullo sfondo.
Non mi ha mai fatto niente. Non mi ha mai ferita davvero… ma non mi ha mai vista e questo è peggio di tutto.
Poi, un giorno, mio fratello mi chiede un favore, qualcosa di semplice, temporaneo. Badare al cane di un suo amico.
E io accetto perché amo quelle bestiole, ma quando apro una porta… trovo una bambina.
Cinque anni, un cuore fragile e uno sguardo che non chiede il permesso.
Lila non aspetta spiegazioni né cerca di capire chi io sia. Mi guarda, mi vede davvero anche se io sono pessima con lei, poi mi prende la mano e mi trascina nel suo mondo.
Mi sceglie.
Ed è quando mi porta nel suo gioco speciale che capisco che non posso andarmene. Non subito. Non da lei.
Il problema è che poi arriva lui… Colton Mercer, il mio passato che torna sotto forma di uomo perfetto. Il migliore amico di mio fratello appena riemerso dall’inferno… e io sono dentro casa sua, con sua figlia, nel suo mondo.
E questa volta… non posso restare invisibile.
COLTON
Ho costruito tutta la mia vita sul controllo. Sul ghiaccio e fuori dal ghiaccio. Nelle scelte. E non torno mai indietro finché non diventa l’unica cosa che posso fare.
Mia figlia ha di nuovo bisogno dei medici e soprattutto ne avrebbe di sua madre, di stabilità, e di qualcosa che non posso permettermi di sbagliare.
Per questo torno a Northlake. Non per il passato, non per le persone, solo per lei.
Quello che non avevo previsto, però, è Morrigan Hale. La sorella del mio migliore amico e compagno in pista. La ragazza che è sempre stata di fronte a me… senza esserci davvero. Quella che non ho mai visto sul serio.
Adesso è diversa. Più ferma, più lucida. Più difficile da ignorare.
E, cosa peggiore di tutte, mia figlia la sceglie. Subito.
A me, invece, non piace. Non mi fido perché quando qualcuno entra nella vita di tua figlia non puoi permettere che sia temporaneo. E Morrigan è troppo vicina… è dentro casa mia. Dentro la nostra routine. Dentro ogni equilibrio che sto cercando di tenere insieme a fatica.
Troppo vicina a Lila e… a me.
E io non posso permettermi di perdere il controllo. Non adesso. E soprattutto… non con lei.
A Northlake niente resta davvero dove lo lasci. Né le persone né le scelte. Ma neppure ciò che non hai mai avuto il coraggio di vedere.
E quando tutto crolla… non puoi scegliere chi salvare, ma solo cosa sei disposto a perdere.
***
Tropes: Hockey Romance, Brother’s Best Friend, Single Dad, Single Parent Romance, Nanny Romance, Small Town Romance, Forced Proximity, Babysitter Romance, He Falls First, She Falls Harder, Childhood Crush, Unrequited Crush, Hidden Feelings, Forbidden Romance, Enemies to Lovers, Slow Burn, Opposites Attract, Grumpy x Sunshine, Banter, Found Family, Child Matchmaker, Protective Hero, Emotionally Guarded Hero, Family Drama, Ex Drama, Angst and Emotional Scars.


Metto le mani avanti subito, in modo che non ci siano fraintendimenti: questo romanzo è assolutamente da leggere! Non conoscevo l’autrice ma mi piacciono abbastanza gli sport romance, e la sinossi prometteva qualcosa di più della solita storia ambientata all’interno di un college. Così eccomi qui, a raccontarvi di Morrigan, Colton e della piccola Lila, ma anche di tutta la grande famiglia che gira loro intorno.
Colton Mercer è un giocatore di hockey professionista, tornato a Northlake, suo paese natale, sperando di dare una vita più serena alla sua bimba di cinque anni, che da quando è nata entra ed esce dagli ospedali. Ha un carattere particolare, i suoi giochi non sono propriamente quelli delle bambine della sua età, ma ha una dote grandissima: “vede” le persone. E quando Morrigan Hale, sorella minore del migliore amico di suo padre, entra come baby-sitter in casa sua, non la lascia più andar via. Anche se la ragazza si ripete che non ci sa fare con i bambini, resta inesorabilmente invischiata nella tela che Lila sa tessere intorno a chi le piace. Però, c’è sempre un però, e questa volta è bello grosso. Colton è stata la cotta adolescenziale di Morrigan, e questo sentimento, rimasto sopito per lunghi anni, ora potrebbe essere un problema.
Colton Mercer non mi ha ferita. Mi è passato accanto. Per anni. E, a volte, passare inosservati a qualcuno che non si è mai accorto della tua presenza ha un’eleganza devastante, perché non puoi nemmeno arrabbiarti nel modo giusto.
Lei, infatti, non vuole restare a Northlake, ha immaginato il suo futuro altrove. Non può essere “quella che resta”, al massimo “quella che torna”. E, in tutto ciò, il padre della bimba non può assolutamente permettere che la sua piccola venga ancora una volta abbandonata, come ha fatto la madre.
La narrazione è un susseguirsi di situazioni che portano alla luce le emozioni più diverse, dall’affetto filiale all’affetto per scelta, dal senso di protezione di un fratello per una sorella alla rabbia quando questo comporta la rottura di un’amicizia fraterna, dall’amore che nonostante tutto nasce alla disperazione quando questo pare venga calpestato.
Entrambi i due protagonisti soffrono situazioni che non hanno scelto, ma con cui devono per forza fare i conti. Colton non ha sicuramente scelto la malattia di Lila, ma fa del suo meglio per tenere insieme la sua famiglia incerottata. Morrigan non aveva sicuramente previsto che una cosina così piccola le rubasse il cuore, e che il padre facesse altrettanto. Ma la vita va come deve andare, le persone sbagliano e poi si ravvedono, oppure ciò che si è visto non è ciò che sembra. Lui non è il principe azzurro senza macchia e lei non è la principessa da salvare, eppure a un certo punto lui si comporta come tale e lei potrebbe finalmente accettare di “restare”.
E perché amarla, in questo momento, significa fare l’unica cosa che mi sta distruggendo ma che vuole lei: lasciarla scegliere, lasciarla andare.
Ho tralasciato moltissimo, me ne rendo conto, ma il mio intento è sempre quello di incuriosirvi e spingervi alla lettura: credetemi, ne vale la pena. Ogni personaggio è tratteggiato con maestria, e i dialoghi, soprattutto quelli in cui è presente Lila, sono impareggiabili.
Concludo con le ultime parole del libro, che mi hanno commosso e che sento profondamente vere:
Casa non è il posto dal quale nessuno se ne va mai. È il posto dove, anche dopo tutte le fughe, qualcuno lascia una porta aperta abbastanza da poterti permettere di tornare. E noi, contro ogni previsione, siamo tornati. Tutti. A modo nostro. Con il cuore che fa rumore, ma finalmente, finalmente, senza paura di chiamarla vita.







