Recensione: Problematic Summer Romance di Ali Hazelwood
Serie: Not in love vol.2

Serie: Not in love vol.2
Autrice: Ali Hazelwood
Genere: contemporary romance
Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 7 luglio 2026
La serie è composta da:
- Not in Love vol.1—>Recensione
Maya Killgore ha ventitré anni, un master in Fisica e un’abilità straordinaria nel complicarsi la vita. Soprattutto da quando nella sua orbita è entrato Conor Harkness. Trentotto anni, un fascino algido e una mente brillante prestata alla finanza e alle biotecnologie, Conor è l’unica persona che Maya non riesce a togliersi dalla testa. Ma è anche il cliché più proibito e letale: lui è il socio, nonché migliore amico, di suo fratello maggiore. Secondo Conor, la loro differenza d’età crea uno squilibrio di potere insormontabile. Qualsiasi tipo di relazione tra loro sarebbe problematica sotto troppi punti di vista per poter funzionare, e Maya dovrebbe semplicemente dimenticarlo. Dopotutto, dieci mesi prima è stato lui a tagliare ogni contatto, escludendola bruscamente dalla sua vita. Ma non tutto è come sembra, e a volte i cliché sanno trasformarsi in colpi di scena inaspettati. Quando il fratello di Maya decide di sposarsi a Taormina, lei e Conor si ritrovano intrappolati per un’intera settimana in una romantica villa a strapiombo sul mare. Lì, sulla splendida costa ionica, tra antiche rovine greche, granite al caffè e grotte marine nascoste, la vicinanza forzata diventa una lenta, inesorabile tortura. E mentre il matrimonio rischia di naufragare tra imprevisti fuori controllo e l’Etna minaccia di eruttare sullo sfondo, Maya decide che una travolgente avventura estiva potrebbe essere ciò di cui entrambi hanno bisogno. Anche se dovesse rivelarsi una storia d’amore decisamente problematica.
Lo so, lo so, sono ripetitiva, ma se Ali Hazelwood conferma la sua bravura a ogni libro che scrive non è mica colpa mia.
Anche se la storia, sulla carta, potrebbe sembrare costruita su tropes già visti (age gap, migliore amico del fratello, forced proximity) l’autrice riesce a trasformarli in qualcosa di assolutamente suo. Non punta su colpi di scena eclatanti o su una trama particolarmente intricata: il punto di forza del romanzo è il modo in cui lo racconta . È una narrazione lineare, sì, ma coinvolgente al punto che diventa impossibile smettere di leggere. Mi sono ritrovata a divorare le pagine, completamente immersa nel racconto dalla prima all’ultima.
Il vero cuore , però, sono Maya e Conor, due protagonisti magnificamente caratterizzati, credibili, imperfetti e incredibilmente umani. Maya è brillante, impulsiva e determinata, mentre Conor è il classico uomo che cerca di razionalizzare tutto, anche ciò che il cuore gli rende impossibile controllare. Il loro rapporto cresce con naturalezza, tra tensione, desiderio, ironia e momenti di grande vulnerabilità. Ogni interazione è un piccolo regalo e la loro chimica è semplicemente irresistibile.
Ho adorato anche il modo in cui vengono costruiti i rapporti con i personaggi secondari: le dinamiche familiari, gli amici e i dialoghi di gruppo aggiungono spessore alla storia e fanno sentire il lettore parte della settimana trascorsa a Taormina.
I dialoghi! Uno degli aspetti che ho amato di più: brillanti, sagaci, divertenti quando serve ed emozionanti nei momenti più intensi, non risultano mai forzati e rendono ogni scambio tra i personaggi incredibilmente naturale. È proprio attraverso le loro conversazioni che ci si affeziona sempre di più a Maya e Conor.
Come sapete quest’autrice per me è una garanzia per il suo stile narrativo che mi conquista ogni volta: elegante, coinvolgente, capace di alternare leggerezza ed emozione con una naturalezza disarmante. Non ha bisogno di artifici per tenere incollato il lettore alle pagine, perché sono i suoi personaggi, i loro sentimenti e il modo in cui li racconta a fare la differenza.
Un romance che mi ha fatta sorridere, emozionare e innamorare dei suoi protagonisti. Assolutamente consigliato!







