Recensione in anteprima: Il bacio del Kraken di Francesca Cani

Autrice: Francesca Cani
Genere: romanzo storico regency
Editore: self
Data di pubblicazione: 14 luglio 2026
La serie è composta da:
- Il Lord delle Brughiere ( Evy e Lawrence)—->Recensione
- Il Duca degli Abissi ( Evy e Lawrence)—->Recensione
- Tra le braccia dello zar (Violet e Konstantin)—->Recensione
- Il bacio del Kraken (Ivar e Daphne)
Il Lord delle Brughiere e il Duca degli Abissi narrano la storia di Evy e Lawrence , in Tra le braccia dello zar conosciamo Violet la sorella di Lawrence ed il suo principe russo Konstantin, ed infine nel Il bacio del Kraken ritroviamo Ivar già apparso nei precedenti romanzi e Daphne
Ivar Clarke non ha mai desiderato nulla che non riuscisse a prendere. Finché incontra Daphne — con i suoi occhiali storti, i suoi libri proibiti e quella testardaggine silenziosa che gli entrava sotto la pelle come un amo.
Lei sapeva tutto del piacere femminile. Lo aveva letto, studiato, annotato a margine in greco antico. Ma nessuna pagina l’aveva preparata a lui — alle sue mani sempre guantate, alla sua bocca che non chiedeva mai il permesso, al modo in cui la guardava come se fosse l’unica cosa al mondo che non riusciva a possedere davvero.
Tra loro c’è un contratto, un segreto antico cinque anni e una domanda che nessuno dei due ha ancora il coraggio di fare ad alta voce.
Fino a quando?

Bentornate Fenici! Immaginavo proprio che l’ennesima fatica di Francesca fosse proprio lui, Ivar, il Kraken.
Personaggi Morally grey con sfumature di bianco e nero, costretti dalla vita a fare cose brutte e che vogliono riscattarsi in un modo o nell’altro meritano una seconda possibilità.
Già essere figlio di un nobile inglese e di una schiava islandese è una colpa che lo ha segnato a cui si aggiunge la morte del padre. Essere stato venduto come schiavo lo porterà a diventare egli stesso uno schiavista.
Ivar è il genere di personaggio tormentato che mi piace in una maniera assurda. Ma poi vogliamo mettere la sua statura, i capelli biondo chiaro quasi bianchi, gli occhi azzurri e le mani tatuate per coprire le bruciature? Io ero lì tipo: “dove devo firmare?”
Ritorno seria, con un personaggio simile, con il suo bel bagaglio di colpe, di tormenti e demoni, abbiamo una protagonista fuori dagli schemi che ci garba sempre. Daphne è una ragazza sognatrice che legge ovunque, in qualsiasi situazione e momento, ha un paio di occhiali rotondi sul naso, capelli neri, la frangetta e occhi come il cielo. Riesce a comprendere il greco, cosa che per l’epoca era qualcosa di sconveniente per le donne. Perché il sapere fa paura. Con lei entri subito in sintonia, la sua famiglia invece pensa al profitto e non al suo bene, non può ereditare “essendo femmina” e, se deve farlo, dovrà sposarsi e qui abbiamo il cugino viscido e stronzo (sì, lo avrei preso io a sberle). E allora, perché non sposarsi?
Il destino metterà sulla sua strada Ivar che aveva già conosciuto (o meglio lo aveva visto dopo un naufragio); con il matrimonio lei pensa di essere libera, ma il cinismo di lui si mette in mezzo. Perché lui vuole avere una moglie, fare dei figli e vendicarsi del suo acerrimo nemico, ma poi l’amore fa da padrone cambiando letteralmente i piani del nostro bell’islandese.
Come si fa a non amare un libro del genere? Si conclude il quartetto iniziato con Lawrence perché in un certo senso tutti i personaggi sono connessi, io non vedevo l’ora di sapere di più di Ivar, dai tempi del Duca degli abissi.
Si sente davvero come il Kraken delle leggende, un mostro che non può amare e, se lo fa, senza coinvolgere il cuore. Ha paura. È questa la sua più grande “paura” (perdonate il gioco di parole). Timore di non essere abbastanza, timore di essere quel mostro perché ferito nel corpo (bruciature, vedi le mani coperte dai guanti) e nello spirito. Daphne invece ha quella parte che vuole riscattarsi a ogni costo, vuole essere libera di leggere anche in greco e di essere una studiosa e non assoggettata a un uomo.
Impareranno a essere liberi, a non avere paura e ad amare.
Libro consigliatissimo
Alla prossima. Un saluto dalla vostra Mal






