
Serie: Until vol. 2
Autrice: Briar Prescott
Genere: romance MM
Editore: Triskell Edizioni
Data di pubblicazione: 30 settembre 2025
La serie Until è composta da:
- Fino a te vol.1
- E poi tu vol.2
Quando la farsa diventa desiderio, scappare non è più un’opzione.
Nemmeno per chi ha paura di amare.
Non sono il tipo da relazioni.
Una notte, un po’ di divertimento, e via. Fine della storia.
Almeno finché non mi ritrovo invischiato in una farsa: fingere di avere un fidanzato.
Dovrebbe essere semplice. Un gioco da niente. Entrare, uscire, e tornare alla mia vita senza legami.
Poi arriva Quinn.
Con i suoi occhi troppo attenti.
Con le sue domande che scavano sotto la superficie.
Con quel suo sorriso che dice che non mi crede.
Vuole il vero me.
Ma il vero me è un campo minato.
E più lui si avvicina, più sono certo che finirà per saltare in aria insieme a me.
Eppure, per la prima volta, non sono sicuro di voler scappare.

Steph e Quinn sono quanto più diversi possibile uno dall’altro.
Quinn, di circa otto anni più grande, è un ex campione sportivo, una celebrità che appare sulle riviste, e sa mascherare le sue emozioni dietro una faccia da poker. Sembra il ragazzo perfetto con una famiglia da copertina e una vita programmata senza intoppi. Eppure, mente ai genitori perché non è riuscito a rimettersi in gioco dopo una brutta esperienza amorosa.
“Non c’è un’autostrada per la mente di Stephen. Solo un labirinto infinito di strade strette dove ogni tanto arrivi al bordo di un precipizio. «Dimmi qualcosa di vero,» dico una volta finito il biscotto.“
Quinn nutre un sincero fastidio a pelle nei confronti di Stephen, la nostra voce narrante.
Steph è un disastro, un ragazzo che se ne frega di tutto. È impulsivo, incurante delle conseguenze. E prende la vita senza impegno, senza interesse, da quando, in adolescenza, ha perso qualcuno molto vicino. Steph si porta dentro una sofferenza quasi tragica, una solitudine incolmabile; un senso di colpa del sopravvissuto che i genitori hanno contribuito ad alimentare, convincendolo di essere inutile, privo di valore, un fallimento.
Ha imparato a indossare una maschera dietro l’altra per coprire questa fragilità attraverso l’ironia, il sarcasmo, la spensieratezza, la disinibizione, la spregiudicatezza, l’impulsività, mostrando a tutti che a lui non importa delle conseguenze dei disastri che combina nella sua vita e sugli altri, perché, in effetti, dopo il trauma a lui non importa realmente di niente.
“Se ho due opzioni davanti a me, scelgo entrambe o nessuna perché in questo modo le probabilità di scegliere male diminuiscono significativamente. Ma Quinn? Quinn lo saprebbe, vero? Lui saprebbe. E con calma indicherebbe la scelta giusta e andrebbe avanti con la sua giornata. Io non so cosa sto facendo. Non l’ho mai saputo. Sono alla deriva, senza meta e senza scopo, e davvero non apprezzo il fatto che proprio qui e ora, lui mi faccia sentire… al sicuro. Come se essere perso fosse accettabile. Una situazione temporanea. Perché lui sa come trovarmi.”
I due protagonisti non potrebbero vedere la vita in modo più diverso, ma sotto sotto, dietro queste facciate che i due si sono creati in modo opposto, stanno due animi in pena, due cuori i cui pezzi devono essere rimessi insieme.
La trama li porta, a causa delle bugie di Quinn ai genitori, a una vicinanza forzata che li vede finti fidanzati. Divertente il modo in cui si creano i presupposti per forzare una relazione tra loro, e dolce, non scontata e conquistata pagina dopo pagina la connessione che li porta a conoscersi meglio.
Le differenze tra loro rimangono, ma Quinn è molto intuitivo; è curioso e sa notare quando Steph cambia le maschere lasciando visibili piccoli spiragli di un senso di nostalgia, solitudine, vulnerabilità che vorrebbe indagare. L’antipatia volgerà in una sorta di attrazione, una chimica alimentata dai battibecchi;
“«Oh, sì che lo sei. Irragionevole.» Si volta verso di me e mi fa scivolare le braccia intorno alla vita. «Illeggibile.» Abbassa le labbra verso le mie. «Inaspettato,» mormora appena prima di baciarmi. Il cuore mi salta in gola. Batte lì con un ritmo irregolare. E poi lentamente si calma. Al sicuro.”
L’armatura di Stephen si sta via via sgretolando davanti alla perspicacia di Quinn, ma senza è come se fosse senza pelle: estremamente sensibile, impaurito, sente di essere uno sbaglio. Ma Quinn ha pazienza, è determinato proprio come uno sportivo. Sa dargli quella sicurezza e quel conforto, quell’affetto che riescono a farlo sentire apprezzato e giusto. Non lascia che Steph gli sfugga, che si nasconda.
Nel complesso è un libro intenso e toccante, sotto la superficie di battute pungenti e dialoghi sfrontati. Assistiamo allo spogliare di Steph dalla sua cattiva reputazione di tornado chiassoso, impertinente e caotico, per rivelare un bambino ancora sofferente per una perdita che non si potrà mai superare.







