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Recensione: Diletta.Me – Serie: Arcobaleno 2 di Elen TD

Titolo: Diletta.Me

 Serie: Arcobaleno 2

Autrice: Elen TD

Genere: Romance Contemporaneo ,Chick-lit

Editore: Self Publishing

Target: 16+

Data di pubblicazione:  24 aprile 2023

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  • Diletta.Me (arcobaleno vol.2)

Si vive una volta sola, e ogni anelito di felicità che ci neghiamo è perso per sempre.

Diletta ha bisogno di un agente che la aiuti a sfondare nel mondo del pop internazionale, Max deve rimettere in sesto la sua agenzia di scouting musicale travolta dal peggiore scandalo degli ultimi decenni.
Lei è ricca di soldi, ma ha zero talento.
Lui è ricco di talento, ma povero in canna.
Un connubio perfetto, almeno fino a quando non entrano in gioco un volpino di Pomerania, una manciata di segreti scabrosi, troppi haters e… l’uso improprio di una scrivania!

Una commedia romantica al ritmo di un reggaeton

“Odio come parla, come si veste e come si muove, Odio che da un momento all’altro possa riconoscere la sua totale, oggettiva e irrimediabile mancanza di talento interrompendo il contratto e lasciandomi senza niente, ma soprattutto odio questa voglia assurda di portarla a letto e tenercela!”

L’approccio con i protagonisti merita i primi complimenti all’autrice, che è riuscita a proporci due figure così stereotipate da risultare normalmente fastidiose facendo in modo di renderle adorabili e convincenti. 

Max, un produttore inflessibile (e in bancarotta), perde la testa solo avvicinandosi ai feromoni di questa bella ragazza (per quanto il più delle volte appaia più che altro travestita in modo sgargiante); il suo lucidalabbra al gusto di ciliegia gli fa perdere l’uso del cervello e lo trasforma in un primitivo con l’istinto di saltarle addosso.

Diletta, la classica ochetta col cagnolino antipatico, che si atteggia a ricca eccentrica e senza cervello, ma che in realtà nasconde molto di più. Già lo storpiare i nomi dovrebbe farci sbuffare… ma quando è più simpatico un Massi rispetto a Max?

 

Diletta Moscardini è come una tempesta, un maremoto, metti in atto un programma per affrontarla e uscirne indenne, ma solo dopo che è passata puoi fare la conta dei danni scoprendo che la tua strategia è stata spazzata via dalla sua imprevedibilità.

Addentrandoci nel romanzo ci lasciamo conquistare da una trama sempre più coinvolgente: una ragazza piena di soldi che ha bisogno di un produttore folle per portare a termine un obiettivo quasi utopistico, e Max che ha terribilmente bisogno di un cliente, anche se Diletta è la peggiore candidata possibile perché priva di talento. Il tutto complicato da un’attrazione magnetica e unilaterale, dato che la protagonista è “asessuale panromantica” (aspetto che in realtà è stato citato solo qualche volta).

Tra i due ragazzi il sentimento nasce all’improvviso, rifiutato fin da subito da Max, che si limita a riconoscere, seppure con qualche senso di colpa, la notevole attrazione che gli fa perdere la testa. Si preclude però, per motivi anche giustificati che scopriremo in seguito, di assecondare un legame emotivo più profondo, convinto che sia meglio per tutti se lui rimarrà un lupo solitario. Una paura che supererà con fatica, col tempo, man mano che ritroverà il desiderio di vivere, di sognare, di amare.

 

«Sì, invece: ti amo. E tu non puoi farci niente.» Posso fare tutto invece! «Posso andarmene.» «Siamo nel tuo letto. Non vai da nessuna parte. E anche se ci vai non cambia niente: io ti amo, e non dipende da te, dipende da me. Così come dipende da te amarmi.» Io non la amo! La odio! Odio come parla, come si veste e come si muove. Odio la sua totale, oggettiva e irrimediabile mancanza di talento, ma soprattutto odio questa voglia assurda di portarla a letto e tenercela quando invece dovrei andarmene o almeno fare qualcosa affinché anche lei mi odi. «Non si può amare a comando.» Si siede meglio sul letto. Si copre, ma continua a sorridere. «Io lo so, Massi, che non si ama a comando, e so anche che non “non si ama” a comando.»

L’aspettativa cresce anche grazie al “montaggio” dei capitoli, che alterna pezzi di storia passata ad altri presenti in cui si vede che tutto è andato a monte: l’attrazione, la sintonia, il modo in cui hanno creduto insieme in un progetto, evidentemente tutto è naufragato in qualche modo e non vediamo l’ora di sapere il perché.

Una trama che si fa sempre più intrigante, nella quale si aggiungono ulteriori ostacoli, finché, conoscendo meglio i protagonisti e le loro caratterizzazioni, risulta chiaro che entrambi nascondano segreti molto ingombranti. 

Se avete già letto i due romanzi che hanno come protagonisti Gus, Set, Dennis e Iris, probabilmente ricordate qualcosa anche delle difficoltà di salute di Diletta, in caso contrario vi sarà piacevole conoscerla prima come una ragazza sicura e sopra le righe, per poi approfondire i retroscena della sua vita e scoprire le sue fragilità.

 

«Perché no?» le chiedo facendola sedere per slacciarle gli stivali: è complicata da spogliare, oggi. «Lo so che il sesso per te non è un pensiero fisso come per me… però ti è piaciuto, vero?» Annuisce. «Lascia che te lo faccia piacere ancora. Prometto che…» «Sono brutta» mi interrompe seria. «Per questo mi trucco e mi vesto in modo…» Aggancio i suoi occhi. «… Assurdo.» «Proprio così.» «È assurdo che credi di essere brutta. Sei bellissima, invece.»

La caratterizzazione di Diletta, nonostante le apparenze, è molto più profonda di quanto si lasci intendere. È una ragazza eccessiva, che ama stare al centro dell’attenzione, ma questo non è frutto del narcisismo o della vanità. È un modo di vivere la vita mordendola, calpestandola al massimo, a tutta potenza, fregandosene di tutto ciò che non è rilevante, come il giudizio altrui o le false paure. 

Dietro alla facciata da ochetta sciocca si scorge una profondità, un acume, delle competenze professionali alle quali però non si lascia spazio, perché è troppo intenta a non lasciarsi appesantire dalla serietà.

Vivendo la vita senza paura, schifando il dolore e tutto ciò che vorrebbe fermare la sua esuberanza, Diletta non può permettersi di non riconoscere le emozioni e quindi si butta a capofitto in “qualsiasi cosa sia” ciò che la lega a Max.

 

Ci guardiamo. Oggi è andato tutto storto, ha fatto millequattrocento chilometri per un incontro che si è rivelato un nulla di fatto, il suo agente − io − non è nemmeno disposto a condividere cosa è davvero successo, al momento non esiste nessuno interessato a portare avanti il suo progetto… e lei sorride. Io lo voglio, questo sorriso. Voglio il corpo eccessivo, strabordante. Voglio tutte le cazzate che dice, i gridolini e le mossette.

Il segreto che lui nasconde è molto ben tenuto, e dovremo addentrarci nella lettura prima di iniziare a ricostruire i fatti da cui sta scappando, la natura delle sue paure e difficoltà di attaccamento. 

L’enigma rimane una forza trainante per la suspense fino all’ultima pagina e viene rilasciato esplosivamente sul finale, con un colpo di scena inaspettato e ben studiato. Forse qualche pagina in più si sarebbe potuta spendere per addentrarsi negli sviluppi di questa trama gialla (così come, forse, si sarebbe potuto giocare di più sull’ironia del fare sesso con una cliente proprio mentre un avvocato sta tentando di dimostrare la condotta irreprensibile di Max). D’altro canto, sono davvero grata per la sorpresa di un epilogo per portare a compimento l’arco narrativo di un personaggio secondario che era rimasto incompiuto.

 

Ho conosciuto e mi sono goduta l’uomo “Massi” in tutte le sue declinazioni: amante, creativo, professionista e rompiscatole, ma volevo anche quello romantico e divertente.

Uno stile fresco, divertente e scorrevole per una storia che nasce in maniera leggera, come commedia divertente, e che aggiunge via via toni sempre più drammatici, più seri, fino ad accogliere significati pieni di valore, come l’importanza e il significato di vivere la vita istante per istante, come guerrieri, senza mai lasciarsi andare agli ostacoli, al dolore, cercando di cogliere la mela finché si è in grado di farlo.

Un messaggio di coraggio e speranza che affonda nel dolore, un augurio che mi sento di rilanciare a chiunque ne abbia bisogno.

 

«A cosa pensi?» chiede. Penso che vedo tutto quello che prova e che sogna: musica, amore, vita. Io, lei, noi. Penso che vorrei tutto e con tutto me stesso. Penso che nemmeno tutta la sua fervida immaginazione può contrastare il mio realismo. «Massi. Parlami.» Le parlo incollando i miei palmi ruvidi alla seta della sua pelle, la mia bocca di fuoco alla sua di zucchero, diventando il calore che la fonde in caramello.

 

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