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Recensione “Dark Destiny” di Brenda Joyce (serie Masters of Time #2)

Buongiorno Fenici! Oggi La Min ci parla di Dark Destiny di Brenda Joyce

 

Dark destiny (eLit) (MASTERS OF TIME Vol. 2) di [Brenda Joyce]

 

“La loro bellezza è incantevole. Il loro potere senza limiti. Per secoli la solitudine ha dato loro la caccia, ma all’improvviso un raggio di luce illumina le tenebre della loro esistenza con la promessa di un amore destinato a durare per l’eternità.”

Allie Monroe è una guaritrice nei nostri giorni, che agisce nell’ombra per salvare le vittime dei demoni che di notte infestano New York. Poi giungerà Royce Maclean, un biondissimo guerriero delle Highlands dal passato per aiutarla. Quando le forze del male uccideranno Royce sotto i suoi occhi, Allie decide di tornare indietro nel tempo per cambiare il futuro e salvare dalla morte l’uomo che ama.

Dark Destiny, secondo libro della serie Mastes of  Time, comincia con un bel: “tanto tempo fa, nel regno dei Pitti” e già solo questo rimando ai molti c’era una volta della mia infanzia, narrati pazientemente dalla nonna, la sera, mi aveva conquistata. Non ho mai più smesso di amare i libri, certo gli argomenti sono un filino cambiati, ma fondamentalmente credo che la passione per l’ascolto e la narrazione sia un semino che va coltivato dall’infanzia. Potevo mai resistere ad un libro con un inizio simile? Mai!

 

Eppure, care amiche, la Joyce in questa storia non si limita a narrare di passioni travolgenti e una notevole differenza culturale e anagrafica tra i suoi protagonisti, cosa che peraltro non mi ha mai delusa. Dark Destiny è molto più di questo. È un romanzo passionale, avventuroso, profondo. Arrogante e feroce come la vita nei secoli passati, fatta di guerre e clan eppure anche tenerissimo e ricco di contenuti intensi e sentimenti puri che trascendono il tempo divenendo essi stessi “il tutto”. Una storia che tiene il lettore costantemente allerta e con una trama così ben ordita, da potersi permettere di trattare ogni singolo aspetto nella maniera più precisa e accurata. Leggerlo è stato un onore.

Farò bene a dirvelo subito: probabilmente sarà questo il mio preferito di tutta la serie, ma non mancherò di aggiornarvi.

Oggi però vi parlo solo di Royce ed Allie, i due protagonisti. Lei è una giovane donna, minuta e bellissima che non ha mai trovato l’amore e si concede qualche amante saltuariamente allontanandolo poi, quando comprende che inizia a chiedere di più al loro rapporto.

 

Questa adorabile peperina, combatte il male e i pleasure crime nella New York del 2007 con una determinazione notevole, impavida perché guidata da una forza superiore data dai suoi poteri di guaritrice, tramandati dalla mamma che è morta molti anni fa. Allie avverte il male che giunge e cerca puntualmente di fermarlo prima che mieta la sua vittima, non sempre con successo. Accanto a lei le sue tre amiche più care, anch’esse dotate di poteri, più o meno forti e differenti tra loro. Allie possiede l’energia più pura che esista, l’energia bianca, percepibile dai maestri così come dal male, che in questa storia è rappresentato da un ecclesiastico corrotto, Moffat. Egli brama il potere curativo della giovane e la vuole imprigionare per sfruttarne le doti prodigiose. Ma non ha fatto i conti con il nostro Highlander, Black Royce, biondo, stupendo, tenebroso quanto basta e ovviamente, dotato di fascino e testosterone come non mai. Un Maestro Antico, un uomo spezzato che ha votato la sua esistenza all’ordine di Iona giurando di proteggere l’innocenza e di non amare mai più nella vita. Royce è uno dei personaggi più fieri e al contempo commoventi mai usciti dalla penna della Joyce. Il suo cuore è impenetrabile, barricato dietro secoli e secoli di solitudine, a seguito di un tragico avvenimento. Cammina sulla terra da moltissimo tempo e custodisce segreti importanti che ci verranno svelati scorrendo le pagine. È assolutamente impreparato, in un primo momento, all’arrivo nella sua vita di Allie. I loro scontri non saranno scaramucce da fidanzati ma una vera e propria guerra interiore, combattuta con ogni arma da parte di entrambi, anche quelle meno convenzionali, come l’episodio del perizoma che ancora mi fa sorridere.

In questo romanzo i salti temporali saranno innumerevoli e costituiranno il vero filo conduttore della trama. Solo alla fine potremo godere della visione d’insieme, quindi sino ad allora sarà bene non distrarsi.

Avremo modo di ritrovare Claire e Malcolm, felici nel loro castello, esattamente come se non li avessimo mai lasciati alla fine del precedente libro. Ho molto apprezzato quest’idea della Joyce di affiancare una figura femminile contemporanea alla protagonista a fronte dell’intero esercito di Maestri senza età che si aggirano per le stanze andando e venendo a loro piacere, dato che possono viaggiare nel tempo. Tra loro ritroveremo anche Aidan, colui il cui libro attendo più del Natale perché mi intriga moltissimo la sua tendenza ad ignorare le regole basi di ogni maestro, ricorda un adolescente sempre pronto a sfidare, in conflitto con tutti ma ancor più con sé stesso. Eppure in questo romanzo, la Joyce ci concede il tempo di approfondirne la conoscenza e intuire che infondo c’è dell’altro. Poi torneremo a Iona, un luogo che mi è rimasto nel cuore, sin dal primo libro, per il suo forte potere spirituale. Eppure, nonostante così tanti personaggi da gestire e l’intreccio complesso che richiede una trama simile, una donna su tutte sarà il cardine dell’intera vicenda. Una sacerdotessa il cui legame con i personaggi lascerò a voi il piacere di scoprire.

La trama appena accennata nella sinossi è la punta dell’iceberg di una storia molto complessa e bellissima. Leggerete di un amore e di una passione impossibili da contenere, della forza di Allie attraverso i secoli per raggiungere e proteggere il suo amore e di Royce che cerca di respingerla come può, lottando contro la potente attrazione e la gelosia che prova nei suoi riguardi sino al momento in cui non sarà pronto ad accettare che il suo cuore aspettava lei e lei sola. Dobbiamo ad Allie, alla sua perseveranza e forza d’animo e al prode Aidan, il lupo di Awe, qui molto simile ad un angelo custode poderoso e pieno di sorprese, il tanto sospirato lieto fine. Ho adorato la dolcezza di Royce quando cede e si intravede in un microscopico pertugio la sua anima, il suo cuore, che palpitano d’amore ma più di tutto il suo sentirsi profondamente inadatto a riceverlo da una donna così bella e potente. I suoi tentennamenti, i conflitti interiori, i momenti di rabbia e i meravigliosi istanti che passano uno tra le braccia dell’altra sono come la Nutella: mi danno assuefazione.

“la tua luce mi toglie il gelo dal cuore”

 … ma chi può resistergli? Io no di certo!

 

Allie mi è piaciuta moltissimo. È una donna tenace, capace di profondi sentimenti il cui amore per Royce è capace di attraversare i secoli, amandolo ogni volta un pochino di più, anche quando come burbero tiranno medioevale la respinge e la confonde con gesti tenerissimi prendendosi cura di lei con rispetto, quasi la venerasse per poi allontanarsi preda di grandi dubbi e combattuto a sua volta perché non sa dare un nome a ciò che sente dentro.

L’amore di Allie va oltre ogni limite, la loro unione smuove tutti gli equilibri dei vivi e del fato che aveva già tracciato per loro un destino. Questa donna sa cosa vuole e lotterà per conquistarlo.

Il momento più struggente di tutti è stata la loro separazione a Iona, mi ha commossa profondamente. Così struggente, così ben descritta da sentirmi parte di quel dolore, da avvertire lo strappo del cuore che si spezza. Ci si sente partecipi del loro dolore, della scelta complessa che entrambi sono chiamati a fare in nome del voto che hanno pronunciato molto tempo prima e a causa di un destino che pare non ammettere la possibilità di veder splendere il loro amore. Ma allora cosa accadrà? Come potrà Allie salvare e nel contempo, conquistare Royce? Ed egli come potrà vivere senza la sua luce?

Per questo sono qui, per questo vi scrivo. Leggete questo intensissimo romanzo, lasciate che tutto fluisca in voi e godete di ogni momento. Penso che non ve ne pentirete, mai.

 

 

 

 

 

La Min

 

 

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