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Recensioneinedito: Acheron di Sherrilyn Kenyon Serie: Dark Hunter #16

Serie Dark Hunter 0.5 The Beginning (inedito in Italia) 01. Fantasy lover 01.5 Dragonswan (Were-Hunter#0.5) inedito in Italia 02. Notte di piaceri - Night Pleasures 02.5 A Dark-Hunter Christmas (inedito in Italia) 03. L'abbraccio della notte - Night Embrace 04. Danza con il diavolo - Dance with the Devil 05. Il bacio della notte - Kiss of the Night 06. Il gioco della notte - Night Play (Were-Hunter#2) 06.5 Winter Born (inedito in Italia) 07. L’eternita della notte - Seize the Night 08. Le colpe della notte - Sins of the Night 09. La seduzione della notte - Unleash the…

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Voto Utenti : 4.62 ( 9 voti)
Serie Dark Hunter
0.5 The Beginning (inedito in Italia)
01. Fantasy lover
01.5 Dragonswan (Were-Hunter#0.5) inedito in Italia
02. Notte di piaceri – Night Pleasures
02.5 A Dark-Hunter Christmas (inedito in Italia)
03. L’abbraccio della notte – Night Embrace
04. Danza con il diavolo – Dance with the Devil
05. Il bacio della notte – Kiss of the Night
06. Il gioco della notte – Night Play (Were-Hunter#2)
06.5 Winter Born (inedito in Italia)
07. L’eternita della notte – Seize the Night
08. Le colpe della notte – Sins of the Night
09. La seduzione della notte – Unleash the Night (Were-Hunter#3)
10. Il lato oscuro della notte – Dark Side of the Moon (Were-Hunter#4)
11. Il sogno della notte (Dream-Hunter#1)
11.5 Fear the Darkness (inedito in Italia)
12. Anche i Diavoli Piangono – Devil May Cry
13. La luce della notte – Upon the Midnight Clear (Dream-Hunters#2)
14. Dream Chaser (Dream-Hunter#3)
15.Dream Chaser
16.Acheron
17.One Silent Night
18.Dream Warrior
19.Bad Moon Rising
20.No Mercy
21.Retribution
22.The Guardian
23.Time Untime
24.Styxx
25.Son of No One
26.Dragonbane
27.Invision
28.Dragonmark
29.Deadmen Walking
30.Dragonsworn
31.Intensity
32.Death Doesn’t Bargain
33.Stygian
34.At Death’s Door

La storia più attesa nel blockbuster della serie Dark-Hunter. La storia mai rivelata prima del leader dei Dark-Hunter, Acheron.

È diventato umano, al fine di sfuggire alla morte, ma nella morte è rinato un Dio…
Undici mila anni fa un Dio è nato. Maledetto nel corpo di un essere umano, Acheron ha trascorso una vita di vergogna. Tuttavia, la sua morte umana ha scatenato un orrore indicibile che ha quasi distrutto la terra. Poi, riportato indietro contro la sua volontà, Acheron divenne l’unico difensore del genere umano.
Solo che non è mai stato così semplice. Per secoli, ha combattuto per la nostra sopravvivenza e nascosto un passato che farà di tutto per tenere nascosto. Fino a quando una donna sola che si rifiuta di essere intimidita da lui minaccia la sua stessa esistenza.
Ora la sua sopravvivenza, e la nostra, dipende da lei e vecchi nemici si risvegliano e si uniscono per ucciderli entrambi.
La guerra non è mai stata più letale… e più divertente.

(fonte trama New adult e dintorni)

Per chi non ha letto il libro in inglese attenzione eventuali spoiler

Ben trovate, Fenici!
Oggi vi parlerò del mio libro preferito in assoluto (lo ammetto: l’ho letto almeno dieci volte!), del romanzo che ha fatto breccia nel mio cuore per prendersene con prepotenza un posticino piccolo, ma solido; mi ha tenuta incollata alle pagine per ore e ore senza mai annoiarmi, mi ha fatta piangere, mi ha fatta incazzare come poche cose al mondo, mi ha eccitata, elettrizzata. Più di tutto, mi ha fatta innamorare. Ebbene sì, se mi si presentasse Lui davanti… non avrei scampo!
Prima di parlare del romanzo, voglio presentarvi colei che lo ha scritto, il genio indiscusso che ha ideato questo meraviglioso mondo, sua Maestà la Dea del romance: Sherrylin Kenyon! Sì, mie care Fenici, personalmente idolatro quest’autrice! A mio parere, è una delle migliori di quest’epoca. Ha uno stile unico, coinvolgente, delicato, ma allo stesso tempo irriverente senza mai essere volgare; i suoi personaggi ti si insinuano nella pelle e non ti lasciano via di fuga: sono così reali, così VIVI che non credereste mai che siano frutto dell’immaginazione. Sì, ok, a parte per zanne e poteri sovrannaturali, s’intende.
Il libro in questione è Acheron, uno dei volumi più attesi della saga dei Cacciatori Oscuri, e anche uno dei più lunghi! In Italia è inedito, purtroppo, poiché la “carissima” Fanucci Editore ha deciso di sospendere la pubblicazione della serie (e non è nemmeno la prima volta che accade! È un suo brutto viziaccio). Così, andando nello store Kobo, ho deciso di rischiare e di comprarne una copia in lingua originale. Mai scelta fu più saggia! È stato difficile inizialmente, lo ammetto, ma, dizionario alla mano, sono andata avanti nella lettura.
Torniamo a noi, adesso. Il libro s’incentra sulla storia di Acheron (o Ash/Apostolos/Akri/Achimou/T– Rex… insomma, di soprannomi ne ha tanti), come suggerisce anche il titolo, capo dei Cacciatori Oscuri e… beh, negli altri volumi della serie si è capito che è fortemente sgravo, ma solo in questo sappiamo esattamente cosa lui sia in realtà.
La narrazione è divisa in due parti: la prima, anch’essa bipartita, narra il suo passato tra Didymos e Atlantide, mentre la seconda si sposta sul presente, a New Orleans.
Nella prima, come dicevo, c’è un’ulteriore divisione: una parte è narrata dal punto di vista di Ryssa, sorella umana di Ash, che racconta del fratello nei suoi diari; l’altra, invece, è segue quello del nostro protagonista. Scritto in terza persona, fa eccezione la parte dei diari, ma il cambiamento, seppur netto, non è per nulla disturbante; anzi, dà al racconto quel qualcosa in più che permette di apprezzarlo maggiormente e, inoltre, consente talvolta un distacco emotivo necessario, in quanto le vicende che coinvolgono Acheron sono spesso crude e violente.
Come si era intuito dai precedenti volumi della serie, il suo non è stato per nulla un passato facile e non ha semplificato le cose una tragica profezia sulla sua nascita, che ne annunciava il coinvolgimento nell’estinzione del Pantheon atlantideo. Terrorizzato da ciò, Archon, padre biologico (sempre se la nostra Sherry non cambi idea nel corso dei volumi successivi), ordina che il piccolo, ancora nel grembo materno, venga ucciso. Tuttavia, il poveraccio si è dimenticato di essere sposato con la Gande Distruttrice… e non si chiama così tanto per. Apollymi, incazzata nera, decide di far nascere in anticipo il figlio e, per completarne la gestazione, lo immette nel grembo di una regina umana già incinta; tanto per non farsi mancare nulla, lega strettamente le vite dei due bambini: se ad Apostolos fosse accaduto qualcosa, l’avrebbe subìta anche il pargolo umano. Dopodiché, abbatte la sua furia sugli altri déi che, per fermarla, si vedono costretti a imprigionarla a Kalosis (regno degli Inferi): solo la morte del figlio avrebbe potuto liberarla.
I mesi passano e il 23 giugno 9548 a.C. vengono alla luce Acheron e Styxx, “figli” (solo uno dei due, in realtà) di Xerxes, re di Didymos. Il primo, però, mostra segni evidenti di una “malformazione”: i suoi occhi sono argentati e iridescenti, proprio come il mercurio liquido, e per questo inizialmente è creduto cieco.

“Non cieco, Maestà” disse la vecchia saggia, […] “Ti è stato mandato dagli déi. […] Sarà un distruttore, questo bambino.” disse la saggia, la voce anziana alta e risonante così che tutti potessero ascoltare la sua dichiarazione. “Il suo tocco porterà morte a molti. Nemmeno gli déi stessi saranno salvi dalla sua ira. […] Allora sarà chiamato Acheron come il Fiume del Dolore. Come il fiume degli Inferi, il suo viaggio sarà oscuro, lungo e duraturo. Sarà capace di donare la vita e di prenderla. Percorrerà la sua vita in solitudine e abbandonato, sempre in cerca di gentilezza e trovando sempre crudeltà.” La saggia guardò il neonato tra le sue mani e proferì la semplice verità che avrebbe perseguitato il bambino per il resto della sua esistenza. “Possano gli déi avere pietà di te, piccolo. Nessun altro l’avrà mai.”
[Traduzione amatoriale ai fini della recensione]

Insomma, non una gran bella premessa, ma la realtà si dimostra anche peggio. All’età di circa sette anni, il bambino viene “affidato” al fratello del re, Estes, che fa di lui uno tsoulus, uno schiavo sessuale. Tra peripezie varie, Ryssa, la sorella maggiore, cercherà in ogni modo di aiutarlo, sfortunatamente peggiorando sempre più la situazione.
La sua vita andrà avanti così per anni, fino a che, un giorno, incontra la dea Artemide. Con lei sente di ricevere quell’amore che ha tanto agognato da bambino, ma che gli è stato negato. Purtroppo, però, si rivela tutta un’illusione e la dea, scoperta la sua vera natura divina, fa in modo di ucciderlo. Ma… oh–oh, mamma Apollymi, ora libera, non apprezza. In preda alla furia cieca, rade al suolo e fa sprofondare Atlantide. La dea della caccia, resasi conto dell’immensa stronzata combinata (perdonate il francesismo), anche se in ritardo, cerca di rimediare alla situazione e riporta in vita Acheron, adesso dio immortale e supremo. Unica pecca per il poveretto, ora è legato a lei: come “nutrimento” ha bisogno del sangue della “dea vacca”. Passano i secoli, poi i millenni. Artemide, pur di legare ancor più strettamente a sé uno sfuggente Acheron, dà vita ai Cacciatori Oscuri e glieli affida. Passano altri millenni e, alla veneranda età di circa dodicimila anni, Ash ne dimostra ancora ventuno. Siamo a New Orleans e lui e la dea si recano a una conferenza indetta da una giovane e goffa antropologa: pare che sia stata scoperta Atlantide. Certo che sia l’ennesimo buco nell’acqua, Acheron non si aspetta, invece, che Soteria Kafieri abbia davvero trovato l’antica città. Urge, quindi, correre ai ripari. Atlantide non deve essere trovata, altrimenti la Distruttrice verrà liberata e, dopo una solenne promessa, non si limiterà a sommergere una piccola isola.
Pur di arginare il “problema Tory” (alias dott.ssa Kafieri), Ash si avvicina sempre più alla ragazza e… beh, il resto è storia! Le amanti dei romance sanno già come vanno a finire le cose! Lei si rivela essere la donna giusta per lui: goffa, mezza talpa, con bassa stima di sé, ma di grande intelligenza. Insomma, una donna qualunque di una città qualunque. Soteria è semplice, senza grandi pretese, quasi troppo normale e ordinaria per un uomo straordinario e tutt’altro che normale. Ma, come stesso lui precisa, è proprio la normalità che cerca. Col suo carattere spigliato e spiritoso, Tory sarà in grado di compiere l’impossibile: Ash accetterà la sua stessa natura, smettendo, finalmente, di combattere con se stesso.

“Non avrei mai voluto che mi vedessi in quel modo.”
“Vederti come?”
“Un mostro. Disprezzo la mia vera forma.”
[…]
“Non riesco a immaginare perché. Oltre al fatto di avermi uccisa, eri proprio carino nei panni di Grande Puffo.”
“Grande Puffo? Non sembro Grande Puffo.”
“No, amore, non lo sembri affatto. Sembri sesso che cammina. Il tuo ego sta
meglio, adesso?”
[…]
“Ash, non c’è niente di te che trovo disgustoso. Niente. Non i tuoi occhi e neanche il tuo originale corpo blu.”
[Traduzione amatoriale ai fini della recensione]

Insomma, come già vi ho anticipato prima, sono innamorata persa di questo libro e, in particolare, del suo protagonista. Lui è l’uomo perfetto: dolce, premuroso, paladino di giustizia, dispensatore di buoni consigli (anche se criptici), sterminatore di déi… ah, no aspetta, questo gli uomini reali non lo fanno… però mi sembrava un termine più fine di “supermacho-iper-mega-cazzuto”. Comunque, in questo romanzo, oltre all’aspetto formale da grande capo dei Cacciatori, Acheron Partenopeus mostra il suo lato più nascosto da ragazzo insicuro e un po’ impacciato. Devo dire che ho trovato la cosa, oltre che inaspettata, anche parecchio tenera, e mi ha fatto apprezzare ancor di più il personaggio.
Tory, invece… beh, ammetto di aver avuto seri dubbi sulla sanità mentale dell’autrice (oltre che della protagonista in sé, ma questo è un altro paio di maniche) nella costruzione della figura femminile. Accanto a un uomo così speciale, lei sembra quasi banale, insignificante. Però, andando avanti nella lettura, mi sono resa conto che, effettivamente, per un ragazzo con tante incertezze e così poca stima di sé, lei è stata la scelta giusta.
Scritto, come sempre per quanto concerne quest’autrice, in modo impeccabile, unisce la drammaticità della vita di Acheron a una giusta dose di ironia e una ventata di “pazzaria”, come diremmo a Napoli, portata da Sota. È un romanzo dai toni agrodolci, ricco di emozioni forti e tanta, tantissima passione che, in perfetto stile Kenyon, risulta molto coinvolgente e mai volgare.
Lettura, quindi, CONSIGLIATISSIMA, anche da sola. Tuttavia, con le nozioni dei precedenti volumi della serie, diventa anche meglio!
Alla prossima, Fenici!

 

ladykira

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