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Recensione: Vita rubata- Serie: Rubare la bellezza #2- di Charmaine Pauls

 

Titolo: Vita rubata

Autore: Charmaine Pauls

Editore: Grey Eagle Publications

Genere: Romanzo thriller

Serie: Rubare la bellezza #2

Target: 16+

Data di pubblicazione: 30 Giugno 2022

 

Ian Hart ha rubato una notte della mia vita, ma si è preso molto di più. La sua ossessione ha lasciato un marchio su di me. La sua lussuria mi ha messa in una situazione impossibile. Ora devo decidere da che parte stare, devo scegliere tra giusto e sbagliato. In ogni caso, a prescindere dalla mia scelta, le conseguenze saranno terribili. C’è solo un modo in cui questa storia può finire – nel modo in cui tutte le tragedie finiscono.

1- Vita rubata

2- Amore rubato

 

 

 

La fisso, distesa nel mio letto, questa donna stupenda che ho rapito. Ho rubato di tutto nella mia vita, tanti soldi, gioielli e auto, persino cibo e libri quando ero giovane, ma non avevo mai rubato una persona. Dovrei provare molte emozioni – senso di colpa, rimorso e disgusto – ma avverto solo il dolce sapore del possesso.

 

 

Il secondo episodio della trilogia ci racconta della fase della prigionia di Cas, quando Ian la tiene al sicuro dalla polizia nella sua fattoria in un parco naturalistico nello Zambia, ai piedi delle cascate Vittoria.

 

“Non saresti dovuta scappare,” mi dice con tono cupo. Quando alzo lo sguardo mi sta fissando come il leone ha guardato la leonessa, come se avesse voluto piantarle le zanne nella spalla e tenerla ferma mentre le sparava un’altra cucciolata nel ventre.

 

Ian ha un comportamento un po’ ambiguo: continua a essere ossessionato da Cas, ha una cotta stratosferica, non c’è niente che non farebbe per lei, ma allo stesso tempo capisce che non c’è tempo per lasciarle la libertà di scelta in modo che arrivi da sola a capire che stare con lui nel rifugio sicuro è fondamentale per la sua sicurezza. Per quanto si incolpi per averla coinvolta così tanto e aver interferito con l’equilibrio di una vita felice, adesso non può esimersi dalla responsabilità di occuparsi di lei e di proteggerla dai pericoli esterni. 

 

Alza la testa di scatto e ha un sussulto. L’attimo si sospende quando i nostri occhi si incontrano. La terra smette di girare. Il tempo si stiracchia fragile tra di noi. Questioni irrisolte penzolano in aria come bolle di vetro. Non respiro. Un solo fiato può spezzare il filo sottile che tiene sospese le bolle e pavimentare la nostra strada di pericolose schegge di vetro. Poi lei sorride. Un sorriso. Per me. Significa così tanto. Non è un sorriso timido, né un sorriso semplice. È un gesto complesso colmo di piacevole sorpresa, gioia genuina e vaga ritrosia. È un gesto bellissimo, e con quel singolo, complesso sorriso, accalappia il mio cuore. È suo.

 

 

Per questo motivo deve impedirle di scappare sperando di presentarle un mondo talmente bello e appagante da convincerla a restare senza più opporsi (finché non si fiderà di lui, insomma).

Ian mantiene quindi atteggiamenti minacciosi e coercitivi che hanno anche lo scopo di rassicurare gli altri due membri della banda (che non sono affatto favorevoli a tenere in vita una testimone riluttante) della sua capacità di avere il controllo della situazione. Ian sottolinea il fatto di essere un uomo cattivo e disposto anche a uccidere, se lei lo tradirà.

 

Mi libero dalla sua presa con uno strattone. “Non puoi far finta che io sia tutto per te quando scopiamo e poi trattarmi come un nessuno qualsiasi la mattina dopo. Non funziona così.” Entra nel mio spazio personale. “Funzionerà in qualunque modo io decida.”

 

 

A questo si alternano però la devozione dei momenti passionali e altri più intimi in cui si culla nella speranza di avere un futuro insieme, un per sempre con tanto di famiglia numerosa, magari proprio nella fattoria ai piedi delle cascate Vittoria a cui ha dedicato tanto amore.

Ian riesce a essere nello stesso tempo protettivo e amorevole ma anche dominante e prevaricatore. Dolce ma inflessibile. Ama sfidarla per il gusto dello scontro, perché adora quando diventa ostinata e finiscono per punzecchiarsi e fare scintille; d’altro canto la sua natura è quella di tenere tutto sotto controllo e prendere decisioni per la protezione, la cura e il benessere di lei senza dare spiegazioni.

 

Mi piace quando obbedisce, ma mi piace di più quando mi sfida. Mi piace lottare con lei, che sia con le parole o con i corpi, e mi piace soprattutto che non sembra più avere paura di me.

 

 

Se si trattasse di una ragazza normale, tutto questo sarebbe un atteggiamento logico e accettabile, ma Cas è una guerriera, essere sottomessa non è nella sua natura. Sa di aver poche chances, non le piace trovarsi sotto minaccia, né della polizia ma neanche dei compari di Ian, che non vedono l’ora di farla fuori. 

Sentendosi minacciata e prigioniera, nonostante quello che Ian le fa provare, la mancanza di libertà si fa sempre più frustrante, e a nulla valgono le argomentazioni razionali sulle garanzie che lui le dà sulla sua sicurezza anche economica.

 

Mi guarda bevendosi la mia espressione, ma tiene d’occhio anche l’entrata e l’uscita della strada, assicurandosi che siamo soli. Al sicuro. Ha mantenuto il controllo permettendomi di perdere il mio. Non so se dovrei sentirmi euforica o delusa perché ha dimostrato di essere chi volevo che fosse.

 

 

In questo romanzo, insomma, Ian e Cas stanno prendendo le misure uno con l’altra: lui probabilmente non aveva ragionato su che cosa fare di lei una volta rapita; forse pensava di tenerla come un trofeo, un quadro di valore, chiusa in una stanza.  

Cas, se in un primo momento vorrebbe fuggire, viene via via coinvolta dal fascino del luogo e della gente del posto, iniziando a trovarsi a suo agio e ad avere motivi per restare. Inizia anche a fidarsi di Ian e a prendere consapevolezza dei suoi sentimenti.

 

Come Nyaminyami ama la moglie, anch’io amerò Ian per sempre. Il mio cuore non mi darà un’altra occasione. Sarà anche l’organo più debole del mio corpo, ma ha sempre avuto la volontà più ferrea. È questo che fanno tanti anni di lotta. Rendono forti. Tremo per la consapevolezza quando arrivo nell’atrio. La sua improvvisa chiarezza mi fa rallentare. È una presa di coscienza speciale. Finalmente so chi sarà il mio unico amore. È un momento decisivo, prezioso. In circostanze normali avrei avuto le farfalle nello stomaco e la sensazione di vagare tra le nuvole, ma quella con Ian non è una storia d’amore normale. È più oscura. Abbiamo rubato tante delle ore che abbiamo condiviso. Eppure ho amato ogni minuto passato con lui, non importa quanto perverso o sbagliato fosse. L’ho saputo fin dall’inizio, l’ho saputo per tutto il tempo, e ora che mi trovo di fronte alla più grande verità della mia vita non c’è un principe azzurro a dirmi che andrà tutto bene. Mi restano solo le parole del cattivo, e non posso fare altro che pregare che lui sia buono quanto le sue parole.

 

Devono insomma fare i conti col fatto di accettare l’altro per quello che è, senza idealizzarlo e facendo spazio per lui/lei nella propria vita: Ian deve riconoscere che lei debba avere un po’ di libertà, trovare qualcosa da fare per dare un senso alla sua vita, insomma un ruolo diverso da quello di bambola; mentre Cas deve non solo accettare il fatto che lui sia un malvivente in fuga e probabilmente destinato a una vita breve, ma anche il fatto che stare insieme significhi essere in costante pericolo, e che quindi sia essenziale acconsentire a sottostare a delle regole. 

 

“Cas, bambolina, non sono andato a letto con nessun’altra.” “Se metti le mani addosso a un’altra donna puoi tenerti lei. Io non sono il tuo giocattolo.” “Non ho guardato né toccato nessun’altra donna.” La sua espressione diventa incerta. “Come posso crederti?” È alticcia e ferita, ma non mi sfuggirà ancora a lungo. Le cingo la testa con una mano e intreccio ciocche setose dei suoi capelli nell’altra. “Perché mai dovrei farlo se tutto quello che voglio è proprio qui?” Un singhiozzo le muore in gola. Dice con un sussurro rauco: “Perché non ti ho detto che voglio l’esclusiva.” La attiro al petto. “Non c’è bisogno che tu lo dica. È così.” Si dibatte per allontanarmi. “Se è vero, perché volevi che te lo chiedessi?” “Volevo che ammettessi i tuoi desideri per accettarlo più in fretta.”

 

 

 

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