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Recensione: “Una rondine nella tempesta” di Roberta Ciuffi

 

Trama

Un comandante in fuga, una contessa in pericolo: l’amore riuscirà a salvarli?

Conrad de la Garde: il nome riporta un ricordo lontano alla mente di Maria, giovane contessa di Novoro. È lui il comandante di quegli uomini disperati che assediano il suo castello? Il castello che forse, ora che il marito è morto, sarà suo solo per pochi mesi ancora? Alla fine dell’inverno, quando le tempeste di neve si placheranno, gli avvoltoi caleranno su di lei per strapparle le sue terre. Ma quel nome, Conrad de la Garde, le offre una folle speranza. Forse l’uomo che vuole impadronirsi della sua fortezza accetterà di diventare invece il suo soccorritore. E, con il tempo, aprirle le porte del proprio cuore…

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Il libro inizia con la descrizione di un inverno molto rigido, e per tutta la durata della lettura l’eco della rigidità di tale avvenimento echeggerà fra le pagine in un modo o nell’altro, che sia un comportamento di uno dei protagonisti o una parola degli stessi. La morsa pungente di questo inverno, spingerà il mercenario Conrad de la Garde a chiedere aiuto ai signori del feudo di Novoro che miracolosamente si erge davanti il loro cammino. Il signore del feudo è venuto a mancare da poco e la castellana, la contessa Maria, inizialmente vede nel comandante Conrad colui che verrà a strappargli il castello dalle mani da parte di coloro che minacciano di farlo. Inoltre, il nome Conrad de la Garde risveglia in lei un ricordo legato a una dolce fantasia fanciullesca quando non era ancora la signora di un feudo, quando la leggerezza e la spensieratezza le erano ancora permesse. Maria è una donna che nasconde una personalità meravigliosa dietro un comportamento etico troppo rigido, quello di sottomettersi agli uomini indipendentemente dal grado di parentela. La morte di suo marito, un uomo molto più anziano di lei che l’ha sempre valutata solo come una compagnia da avere fra le lenzuola, apre davanti a lei una strada di indipendenza, il momento per vivere come meglio crede senza dar conto a nessuno. Ma questa realtà le viene ben presto usurpata, dalle responsabilità e dalle convenienze del tempo secondo cui una donna non può governare senza un uomo al suo fianco. Quando si troverà di fronte Conrad e i suoi uomini vedrà le condizioni pietose in cui sono ridotti dopo una terribile battaglia che ha disseminato diversi lutti, anche al capitano. Maria approfittando del suo stato di castellana prenderà in mano le redini della vita anche di coloro che reputerà come viandanti, prestando loro soccorso e dettando regole come se fossero suoi sudditi.

“Con le labbra strette, Conrad fissò la porta che aveva inghiottito la contessa Maria. C’era un limite a quel che una donna, nobile o no, poteva permettersi. E lei vi si trovava pericolosamente vicino.”

La paura di vedersi privata del castello, di quella nuova vita, spinge Maria a commettere una follia: chiedere a Conrad di sposarla. Conrad è affascinato da lei, la reputa una bambina e allo stesso tempo una donna forte. Apprezza in lei la sua voglia di redimersi, di ostentare un carattere duro che forse non possiede. Le nozze vengono celebrate in gran segreto, e la loro prima notte di nozze turberà Conrad nel constatare come Maria assecondi i dettami dell’epoca, sottomettendosi al suo dovere coniugale senza avere voce in capitolo. Nei giorni avvenire i due impareranno a conoscersi e l’amore toccherà i loro cuori. Ma il cuore di Maria sembra essere sul punto di spezzarsi quando scoprirà un segreto pungente su Conrad, che la turberà profondamente.

“Come osate voi, intromettervi in qualcosa che riguarda solo me e il mio passato -sibilò l’uomo, e il suo respiro parve graffiarle l’orecchio.-La mia famiglia è morta, contessa Maria. Mia moglie e i miei figli non ci sono più. Non come se non ci fossero mai stati, no. Sono ancora dentro di me e respirano a ogni mio respiro, palpitano a ogni battito del mio cuore. Ma i loro corpi sono nella terra, adesso, e le loro anime con Dio. Io invece sono accanto a voi. Credevo che dovesse bastarvi, signora di Novoro.”

Dopo una tale confessione il rapporto fra i due si incrina, spingendo entrambi verso una decisione.
O insieme o divisi per sempre.

“Il mio bel cavaliere, che ho atteso tanto a lungo… come potrei non fare a meno di te?”

Maria non riesce a dimenticare Conrad, dopo anni di desideri e sogni infranti è l’unica certezza della sua vita. Lo vuole per sé completamente, così come Conrad non riesce a non pensare alla sua rondine nella tempesta.
Erano anni che non leggevo un romance storico che mescolasse alla forza del vero amore il sapore agrodolce del non essere sempre “l’amore della vita” di qualcuno. Le pagine di questo libro, ripeto, sono pervase da una sensazione struggente che ognuno di noi può interpretare in modo diverso.
Per me, resterà per sempre una folata di vento invernale che spingerà la rondine a spiccare il volo.
Nonostante la tempesta.
Libro consigliatissimo.

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Recensione: ScarlettDeane

 

Editing a cura di: Tayla

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