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Recensione: Un tranquillo weekend di delitti di Gilly MacMillan

 

Titolo: Un tranquillo weekend di delitti
Autore: Gilly MacMillan
Editore: Newton Compton Editori
Genere: Thriller
Data d’uscita: 28 Aprile 2022

Un grande thriller
Tre coppie. Due cadaveri. Un mistero.
Dark Fell Barn è un rifugio tranquillo e isolato dal mondo, o almeno questo promette il suo sito web.

Una breve pausa da tutto è proprio ciò di cui Jayne, Ruth ed Emily hanno bisogno. Le tre amiche partono così alla volta della fattoria immersa nella brughiera inglese, dove tra­scorreranno la notte in attesa che i mariti le raggiungano la mattina successiva. Quando arrivano, però, trovano un messaggio agghiacciante: un biglietto nel quale è scritto che uno degli uomini che aspettano è stato ucciso. Ogni tentativo di rintracciare i propri coniugi è inutile. I telefoni non prendono e non c’è verso di far funzionare internet. Sono bloccate. E sta arrivando una tempesta.
Improvvisamente le tensioni esplodono. E al nervosismo si aggiunge il fatto che ognuna di loro spera in cuor suo che non si tratti del proprio marito. L’amicizia inossidabile di un tempo sembra svanire con il passare delle ore. Per quante difficoltà abbiano affrontato insieme, questo incubo sembra andare oltre ogni possibile sopportazione. Ma chi è l’artefice del gioco macabro in cui sono rimaste intrappolate?
1 milione di copie vendute nel mondo
Tradotta in oltre 20 lingue

«Macmillan è abile nel mettere il lettore su una falsa pista, ma sempre dando l’impressione che sia quella giusta.»
New York Times
«Una scrittrice pazzesca.»
Wall Street Journal
«Si conferma un’autrice da tenere assolutamente d’occhio.»
Publishers Weekly
«Cupo, intenso, brillante.»
Claire Douglas
«Di un’intensità assoluta, non riuscivo a interrompere la lettura.»
Samantha Downing

“Salve ragazze, la vostra vacanza comincia qui! Spero che vi divertiate!

Non sono con voi perché so di non essere la benvenuta.

Questo è un addio. Me ne vado.

Ma non voglio che vi dimentichiate di me.

Quando leggerete questo messaggio. Avrò ucciso uno dei vostri mariti.”

(Tratto dal libro)

Con queste parole, quello che doveva essere un tranquillo e spensierato weekend tra coppie si trasforma in un incubo. Perché i mariti non sono lì con loro? È un caso che tutti abbiano avuto degli imprevisti?

Purtroppo Dark Fell Barn è un posto isolato, caratterizzato da paludi e burroni, collocato nella selvaggia brughiera della Northumbria, dove il telefono non prende ed è impossibile verificare la veridicità di tale minaccia. Così le tre donne cercano tra i ricordi del passato eventi che possano indicare se si tratti di uno scherzo di cattivo gusto, o di una reale minaccia a opera di Edie.

Tra le righe si iniziano a delineare le personalità di ognuna e i rapporti che legano le varie coppie. Ruth è organizzata e precisa, caratteristiche che le hanno consentito di realizzare il suo sogno di diventare medico, ma dopo la nascita del figlio è caduta nell’alcolismo, mettendo a rischio la carriera e il rapporto con il marito Toby.

Jayne, è razionale e pratica, un’ex ufficiale in carriera nell’esercito; sebbene si sia convertita a una vita da civile, è sempre fermamente intenzionata a salvare qualcuno, compreso Mark, il compagno.

Ed Emily, l’ultimo acquisto del gruppo; dietro giovinezza e bellezza, nasconde carattere e determinazione, elementi che hanno fatto innamorare Paul di lei.

Se la minaccia di Edie fosse vera, chi sarebbe la vittima? E il movente? Mark per un investimento sbagliato? Toby per la corporatura gracile? O Paul per la ricchezza?

Ognuna di loro reagisce alla minaccia in modo diverso, ma lo stress fa emergere punti deboli che tutte vorrebbero invece tenere nascosti: il senso di inadeguatezza e i dubbi di una neo-mamma, la frustazione generata dal non sentirsi all’altezza, l’effimera sicurezza che regala l’alcool e la dipendenza, i fantasmi del passato che condizionano il presente, la perdita di contatto con la realtà, la follia…

Con il progredire della storia appare sempre più chiaro che questo gruppo di amici per la pelle, in apparenza così unito e privilegiato, in realtà sia troppo disfunzionale per conoscere davvero il significato della parola amicizia.

Non c’è un protagonista che prevale sugli altri, sono tanti personaggi – anche secondari – e tutti vengono più o meno profondamente sviluppati.

Il racconto è scritto in terza persona, in un susseguirsi veloce di POV che, soprattutto all’inizio quando non lo si aspetta, rende davvero difficile capire di chi si stia parlando. Personalmente, questo continuo passare da un soggetto a un altro e la quasi assenza di capitoli mi hanno spesso confusa, rendendo la lettura serale più ardua di quanto mi aspettassi.

L’idea della trama mi è piaciuta, ma se volete sapere se davvero ci scappa il morto, o se si tratta di uno stupido scherzo… beh, allora dovrete scoprirlo voi. Non ve ne pentirete, promesso!

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