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Recensione: Un traghetto di ossa e oro – Soulbound #1 di Hailey Turner

Titolo: Un traghetto di ossa e oro
Autrice: Hailey Turner
Serie: Soulbound #1
Genere: Urban Fantasy
Editore: Triskell Edizioni
Genere: Urban Fantasy
Data di pubblicazione: 30 novembre 2020
Patrick Collins lavora da tre anni per l’AOS, l’Agenzia per le Operazioni Sovrannaturali, quando gli dèi decidono che è il momento di riscuotere il suo debito con loro. Un immortale è scomparso a New York e continuano a spuntare cadaveri collegati a un rituale demoniaco che gli ricorda fin troppo quello dei suoi incubi.
Non potendo fuggire, si trova nuovamente ad affrontare i praticanti magici del Dominion Sect. Combattere da solo non è mai stata una tattica vincente, secondo la sua esperienza, ma sono passati anni dall’ultima volta in cui ha avuto un partner di cui potersi fidare.
Cercando alleati nei luoghi più sbagliati, scopre che il prossimo obiettivo del Dominion Sect è lo stesso licantropo che i Fati hanno gettato sulla sua strada. Si è sentito immediatamente attratto da lui, ma il desiderio non serve in guerra. Questo non gli impedisce di volere ciò che non dovrebbe avere. Jonothon de Vere è bellissimo, pericoloso e non porta altro che problemi, per il caso, per la lotta contro l’Inferno e, non da ultimo, per il cuore e l’anima di Patrick.
Alla fine, tutti i debiti devono essere ripagati e Patrick è costretto a fare ciò che gli riesce meglio: ingannare la morte.

Un traghetto di ossa e oro è il primo volume della serie Soulbound dell’autrice Hailey Turner. È la prima volta che leggo qualcosa di quest’autrice. Subito sono stata attratta dalla copertina raffigurante un giovane ragazzo vestito con un giubbotto in pelle e con le braccia incrociate: in una mano impugna una pistola, nell’altra una palla di fuoco.

Leggo di tutto, ma quando voglio rilassarmi preferisco un bel genere fantasy. Non amo particolarmente le storie con protagonisti i maghi, di solito preferisco i vampiri, ma incuriosita dalla cover, nonostante sia rimasto sulla mia lista per mesi, ho deciso che questo libro potesse riportarmi alla lettura dopo un periodo di arresto.

Sin dalle prime pagine ho capito che era una storia complessa: piena di personaggi, rocambolesca, molto vivace e con tanta azione.

Il protagonista è Patrick Collins, un agente speciale dell’AOS: Agenzia per le Operazioni Sovrannaturali. Il suo lavoro è di indagare e risolvere le emergenze che hanno a che fare con le attività sovrannaturali.

Orfano dall’età di otto anni, passa la maggior parte della sua vita come mago di battaglia nella Divisione Maghi, sotto il Dipartimento per il Paranormale, una sezione dell’esercito. Dopo la guerra di trenta giorni, dove rimane gravemente ferito e la sua magia danneggiata, decide di cambiare lavoro diventando un agente AOS. Mentre si prepara a partire in vacanza, Patrick viene inviato da Washington a New York per indagare su una serie di crimini sovrannaturali e si trova immischiato tra gli intrighi della setta “La Dominion Sect” e degli dèi greci. Le sue indagini iniziali gli fanno credere che l’Oracolo di New York (Taylor Marek) sia stato scelto come vittima sacrificale, a causa della sua anima pura e che possa essere usato come catalizzatore, per facilitare a Ethan Green,  capo della setta, di rubare i poteri di Zeus e diventare lui stesso un Dio. Peccato che le sue supposizioni non fossero esatte.

Durante questa indagine, Patrick, abituato a essere un’agente senza partner, incontra Jonothon, un lupo mannaro, con cui instaurerà un rapporto d’amicizia che diventerà qualcosa di più. La grande sorpresa di questa lettura è stata scoprire che si tratta anche di un M/M.

Inutile dire che i personaggi sono tutti belli, palestrati e affascinati, proprio come la loro natura soprannaturale. Jono, non appartenente ad alcun branco e si trova coinvolto nell’indagine di Patrick per il volere degli dèi. È stato bello vedere l’evolversi del loro legame. Non parlo di amore e neanche di attrazione fisica (anche se questa si è subito manifestata dal loro primo incontro), ma parlo di un legame dell’anima che si crea durante un combattimento. Patrick erroneamente vincola le loro due anime magicamente, anche se illegale.

 

“Forse era il vincolo tra le loro due anime a farli sentire in quel modo, ma Jono non ne era così sicuro. Patrick aveva catturato la sua attenzione dall’istante in cui i loro occhi si erano incrociati quella lontana sera al Tempest. L’attrazione era cresciuta tra loro dalla prima notte in cui avevano fatto sesso. Relazioni e branchi potevano nascere da molto meno. (…) La gente uccideva per molto meno.” (Tratto dal libro)

 

Lo stile di scrittura è scorrevole e sono riuscita a leggere velocemente questo primo volume, nonostante il considerevole numero di pagine.

La storia mi è piaciuta molto e l’autrice ha saputo mantenere viva l’attenzione per tutta la durata della lettura. Nonostante i tanti personaggi, non ho avuto difficolta a seguire gli eventi, in quanto  sono stati introdotti gradualmente. Sembra ci sia stata come una sincronizzazione fra figure e azione: queste si evolvevano durante il crescendo degli avvenimenti.

Nel romanzo sono presenti diversi generi tra cui: urban fantasy, thriller, romance, mischiati egregiamente senza alterare il corso degli eventi, sebbene il fantasy sia quello predominante. In questo miscuglio, tutti i personaggi sono caratterizzati sia fisicamente che nella loro essenza sovrumana. La scelta dei due protagonisti è molto azzeccata,  in quanto si completano nell’anima e nel corpo. Molto ben definiti nelle loro particolarità: l’arroganza e la testardaggine, la grande forza di volontà di Patrick, ma anche la sua sofferenza e la voglia di togliersi le catene che la sorte gli ha affibbiato. Lotta fra la voglia di redimersi di una colpa non sua e quella di appartenere a qualcosa o qualcuno per sopperire alla mancanza di affetto che non ha mai ricevuto.

C’è sempre un dualismo: nasconde sempre la sua anima nonostante la sua lotta per fare primeggiare il bene. Invece Jonothon, nonostante il rifiuto e la sofferenza che trova sulla sua strada, accetta la solitudine come una costante nella sua vita fino all’incontro con Patrick. La sua anima rimane incontaminata e sembra accettare serenamente il Fato anche se segretamente non vuole altro che una famiglia e un branco. Tutti e due hanno dei segreti che saltano fuori man mano che il loro rapporto evolve.

Ho trovato la trama molto complessa con una storia molto avvincente e bella. Non solo avventura, ma anche amore. I personaggi che Patrick incontra nella sua indagine sono dei più svariati: dall’umano, capo del dipartimento di Polizia, ai mutaforma (che sono di due tipi: divini e mannari), tanti immortali (dèi della mitologia greca e norrena), vampiri, succube, maghi e streghe e non ultimo l’Oracolo.

Il ritmo incalzate si mantiene dall’inizio alla fine e mi ha lasciata con il fiato sospeso per tutta la durata della lettura.

Prima di iniziare il secondo volume, ho deciso di terminare la recensione con le riflessioni di Patrick:

 

“Un’arma, indipendentemente dalla sua forma, è pur sempre un’arma. Perciò usala.

Lui e Jono avrebbero fatto tutto il possibile per impedire agli dèi di controllare ulteriormente le loro vite. Alla fine, avrebbero potuto spingersi troppo oltre, ma sarebbero morti alle loro condizioni.” (Tratto dal libro)

 

 

 

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