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Recensione: Un amore perfetto di Julia Quinn

Serie: The Smythe-Smith Quartet vol.1

Titolo: Un amore perfetto 

Serie: The Smythe-Smith Quartet vol.1

Autrice: Julia Quinn 

Genere: romanzo regency

Editore: Mondadori Oscar Bestsellers

Data di pubblicazione: 12 settembre 2023

Età di lettura consigliata:+16 

La serie The Smythe-Smith Quartet è composta da:

  • Un amore perfetto vol.1
  • Una serata davvero speciale vol.2
  • Un bacio dopo l’altro vol.3
  • I segreti di Richard Kenworthy vol.4

 

Lady Honoria Smythe-Smith, violinista bella ma non troppo abile, si trova a Londra per un’altra Stagione, determinata a sposarsi a ogni costo. Suo fratello maggiore Daniel, da tre anni all’estero per sfuggire alla vendetta di un nobiluomo che ha ferito in duello, ha incaricato in segreto Marcus Holroyd, conte di Chatteris, di vegliare su di lei. Marcus conosce Honoria da quando era una bambina: migliore amico di Daniel, praticamente uno di famiglia, intende mantenere la promessa fatta: impedire alla ragazza di «sposare un imbecille». Proprio nel tentativo di distoglierla da uno dei suoi folli piani per acchiappare un marito, Marcus rimane vittima di un incidente e contrae una grave infezione. Sentendosi responsabile dell’accaduto, Honoria si precipita in suo soccorso, e ben presto entrambi scopriranno che, a unirli, è molto più di un’amicizia.

 

 

Un amore perfetto è il titolo del primo volume della serie intitolata The Smythe-Smith Quartet di Julia Quinn. La storia è interamente ambientata in Inghilterra nel 1824 e racconta le vicende di Lady Honoria Smythe-Smith e Lord Marcus Holroyd, conte di Chatteris. 

Quando ho capito che la serie era dedicata alle componenti femminili della famiglia Smythe-Smith, mi sono incuriosita. Ho letto tantissimi libri dove chi era al centro della narrazione doveva partecipare alle serate musicali della famiglia, famosa per la mancanza di talento del quartetto, che propone ogni anno un famoso pezzo della musica classica talmente massacrato da diventare irriconoscibile per il pubblico. È stato interessante scoprire un punto di vista interno e capire come si sentono le musiciste. 

Ma, ritornando al nostro duo, si conoscono fin dall’infanzia, sei anni lei e tredici lui, in quanto Marcus era il migliore amico di Daniel, il fratello di Honoria. Hanno sempre avuto un rapporto cordiale e di amicizia, ma da quasi tre anni si frequentano poco e un incontro casuale in una giornata di pioggia li riavvicina.

La loro storia d’amore non è la classica storia avventurosa ma è stata strutturata in modo da poter assistere al mutamento dei loro sentimenti, che passano dall’amicizia all’amore. Nonostante non ci siano intrighi, avventure e colpi di scena, l’autrice ha saputo inserire delle macchiette che portano un po’ di brio alla vicenda, come Lady Danbury o qualche appartenente della famiglia Bridgerton.   

Il carattere di Honoria e Marcus è ben strutturato, non saprei dire chi preferisco, provano devozione verso la famiglia o all’idea della famiglia considerando che lui è orfano ed è stato praticamente quasi adottato dalla famiglia di lei. Il loro rapporto, nonostante sia il 1824, spicca per l’equilibrio: fanno parte della stessa classe sociale, in privato si comportano senza obblighi sociali, hanno un atteggiamento schietto e aperto l’uno con l’altra, c’è rispetto reciproco.   

Diciamo che tutta la narrazione tende a essere poco movimentata, senza lo spirito avventuroso dei romanzi Regency e si svolge in un arco temporale molto breve. Prima ho sottolineato gli aspetti che mi sono piaciuti e che secondo me migliorano la storia, ma è innegabile che questo romanzo non è uno dei più belli di Quinn. Un punto a favore è dato dalla struttura e il linguaggio utilizzato. L’ho letto in un paio d’ore e non mi sono annoiata e la voglia di leggere il seguito non mi è passata. Per questa ragione non me la sento di considerare il libro come di scarsa sostanza e qualità. Anche se non si tratta di uno dei suoi risultati migliori, Julia Quinn rimane sempre una certezza. 

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