Recensione: Stranger Things : L’estate segreta di Undici e Max di Jennifer Brody
Serie: Stranger Things vol.5

Serie: Stranger Things vol.5
Autrice: Jennifer Brody
Genere: young adult romance
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 13 gennaio 2026
La serie è composta da:
- Brenna Yovanoff vol.1
- A. R. Capetta vol.2
- di Suyi Davies Okungbowa vol.3 (inedito in Italia)
- vol.4
- L’estate segreta di Undici e Max di Jennifer Brody vol.5

Una nuova avventura ti attende nella città di Hawkins, insieme alle due più iconiche protagoniste della serie Netflix Stranger Things! A Hawkins è tempo di vacanze estive e tutti hanno dei progetti. Tutti tranne Undici e Max. Le due ragazzine vorrebbero scappare dalle rispettive vite – una con un padre iperprotettivo e l’altra con un fratello sempre più pericoloso – e avere un’adolescenza normale, come si vede nelle riviste. E a Hawkins, nell’estate del 1985, c’è solo un posto dove andare: il nuovissimo centro commerciale Starcourt. I film di mezzanotte e le feste nella zona dei ristoranti sembrano davvero la soluzione che cercavano. Ma Undi e Max scopriranno ben presto che una piccola libertà può provocare tantissimi guai e il ritorno dei fantasmi del passato… Età di lettura: da 12 anni.

Allora, parto dicendo una cosa sincera: questo libro non è un capolavoro. Non è uno di quei romanzi che ti fanno dire “wow” a ogni capitolo, e non ha l’intensità travolgente della serie Stranger Things.
Però ha una sua dolcezza, che secondo me va capita.
Qui non ci sono mostri giganteschi pronti a divorare il mondo ogni due pagine. C’è piuttosto Undici che prova, un pò goffamente, a vivere un’estate normale. Questa cosa mi ha fatto tenerezza. Vederla alle prese con l’amicizia con Max, con le insicurezze, con quella sensazione di non essere mai abbastanza… è qualcosa che arriva, anche se non sempre in modo potentissimo. La storia a volte rallenta, e parecchio. Ci sono pagine in cui sembra non succeda quasi niente, e magari ti ritrovi a pensare “ok ma quando parte davvero?”. Però poi ti accorgi che il centro non è l’azione, ma i pensieri. I dubbi. Le paure che non fanno rumore ma restano li, sotto pelle.
L’amicizia tra Undici e Max è la parte che ho preferito. Non è perfetta, non è tutta arcobaleni e risate. È fatta di piccoli momenti, qualche gelosia, qualche parola detta male. Ma proprio per questo sembra vera, anche se a tratti un po’ ripetitiva. Non mi ha fatta piangere davvero, però mi ha lasciato una specie di malinconia dolce. Come quando finisce l’estate e non sei triste al 100%, ma senti che qualcosa è cambiato e non tornerà più come prima.
In conclusione: non è un libro indispensabile, ma è una lettura coccolosa per chi vuole stare ancora un po’ con Undici, senza troppa fretta e senza troppe esplosioni. E ogni tanto, va bene anche così.







