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Recensione: Storie Barocche di AA.VV

 

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Titolo:Storie Barocche
Autore:AA.VV
Editore:Piemme
Genere:Fiction Storica

Data di pubblicazione: il 15 Giugno 2021

L’Italia barocca in dieci racconti dalle prestigiose penne del romanzo storico: Francesco Abate, Marcello Simoni, Matteo Strukul, Marcello Fois, Carla Maria Russo, Barbara Frale, Marina Marazza, Cristina Fantini, Carlo Melis Costa, Nicolò Migheli, Lia Celi.

Così moderno e così radice del nostro passato. Non è un caso che lo storico francese Fernand Braudel individui nell’epoca barocca il punto di massimo irradiamento della civiltà italiana, indicando nel Barocco una nuova forma di gusto e di cultura, una civiltà che rivestirà l’intera Europa e darà vita a una serie di creazioni, come l’opera, il teatro e la scienza moderni. Il Barocco racconta di un Paese non ancora divenuto Nazione, sotto l’egemonia spagnola, la bolla papale o la magnifica Venezia. Attraversa guerre tremende, devastanti pandemie, segreti, misteri e nefandezze che si sovrappongono al fiorire di un nuovo sapere e di un rinnovato sentimento artistico. Da sempre quell’epoca, da Manzoni in giù, ha trovato terreno fertile per mille narrazioni. Ma mai, sinora, era successo che alcuni tra i maggiori scrittori e le maggiori scrittrici italiane del romanzo storico venissero riuniti per offrire un primo sguardo corale sull’Italia di quel secolo cardine. Storie barocche è un puzzle composto da diverse tessere che si estende geograficamente toccando tutti i punti cardinali e va in profondità a scovare storie sottaciute, dimenticate, per nulla famose ma esemplari di quel periodo. Artisti scellerati, inventori incompresi, antesignane delle suffragette, musicisti tormentati, inquisitori corrotti: in queste Storie barocche ecco emergere un’umanità varia, unica, affascinante, indimenticabile.

 

Care Fenici, ho scelto di leggere questo libro perché sono una grandissima fan di Cristina S.Fantini (alias Adele Vieri Castellano) ed ero curiosissima di scoprire il suo racconto ispirato alla pittrice Fede Galizia. Un’artista realmente vissuta e operante a Milano durante l’epoca barocca.

Sono invece stata sorpresa da una raccolta di storie bellissime e coinvolgenti, scritte dalle migliori penne italiane come Marcello Simoni, Matteo Strukul, Carla Maria Russo e molti altri, ambientate in varie città d’Italia ma accomunate dal medesimo periodo storico.

Siamo tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600, e ogni racconto narra di episodi a volte fantasiosi spesso ispirati a fatti storici invero accaduti con personaggi veramente esistiti.

Con abilità, zigzagando tra realtà e fantasia, gli autori dimostrano una grande cura e precisione… caratteristica che contraddistingue l’intera opera.

Temi come l’ingiustizia e la violenza ai danni dei più poveri sono un punto fermo, come la peste, presente in più di una storia, uno spettro nero e mortale. La denuncia sociale è fortemente espressa nel racconto Veleno di Marina Marrazzo, nel quale Van Dick, un giovane a Palermo, si invaghisce di una lavandaia; e ne La dolce prigione di Lia Celi, dove la vicenda paranormale del fantasmino dispettoso di una bimba denuncia l’ingiusta legge del maggiorasco, che per centinaia di anni rinchiuse tra le mura dei monasteri giovani donne nobili ma senza dote.

Una nota sul cuore è il racconto Luce e Ombra della nostra Cristina S.Fantini, che ci narra di un amore struggente e di un grande talento femminile vissuto in un’epoca dominata dagli uomini.

Un bellissimo libro da prendere a occhi chiusi, vi garantisco che non ve ne pentirete.

 

 

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Emanuela

Emanuela

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