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Recensione: “Sounds of Silence” di Daria Torresan

TITOLO: Sounds of Silence

AUTORE: Daria Torresan

GENERE: Romanzo rosa

EDITORE: Independently published

DATA DI PUBBLICAZIONE: 18 Maggio 2021

Emma Sue
Il mio mondo era sempre stato silenzioso.
Fin da piccola avevo imparato ad ascoltare con gli occhi, avevo lavorato su me stessa per non sentirmi diversa e avevo combattuto i pregiudizi per essere considerata come tutti gli altri.
Poi, era arrivato lui.
Joshua Mason mi aveva distrutta con parole sprezzanti e, insieme al suo branco, mi aveva tormentata con scherzi crudeli. E, alla fine, mi aveva costretta a trasferirmi in una scuola adatta alle persone come me.
Quattro anni dopo, ero pronta ad affrontare il mio primo giorno di college. Ma non a ritrovarmi faccia a faccia con la mia nemesi del passato: il borioso e arrogante capitano della squadra universitaria di basket.
Lo chiamavano AmStaff, ma aveva lo stesso sguardo tempestoso e il sorriso sprezzante di allora.
Impossibile fingere che non esistesse. Impossibile ignorarlo.
Mi faceva perdere il controllo e tutta la sicurezza che avevo forgiato negli anni.
Mi faceva provare sensazioni che non riuscivo a contrastare.
Un uragano stava per investire la mia vita. Ma, quella volta, non avevo intenzione di fuggire.

Joshua
Quando posai lo sguardo sul profilo armonioso di lei, detestai l’effetto che quella vista ebbe su di me. Lo annientai, cercando nel profondo l’acredine che le avevo sempre riservato. E quando i suoi occhi si incagliarono nei miei, potei vedere la serie di emozioni che si susseguirono sul suo viso. Ma quella che maggiormente le marcò lo sguardo fu l’odio. E sapevo di meritarlo tutto.

 

Con questo Sounds of Silence l’autrice è riuscita a rendere credibile una trama in cui una vittima si innamora del bullo che la tormentava (e viceversa).

La sordità è una disabilità che provoca da sempre verso Emma Sue atteggiamenti di bullismo, ma Joshua ha altre motivazioni per farlo, che sono soprattutto personali: la solitudine, il suo essere vittima del mondo, il sentirsi trasparente e inascoltato. Si ritiene disabile e miserabile almeno quanto Emma Sue, senza però ricevere tutta l’attenzione e il compatimento che riceve lei.

Scherzi cattivi e prese in giro rappresentano nient’altro che l’espressione del suo disagio e dello sconcerto nello scoprire di essere attratto da questa ragazzina. 

 Joshua si oppone all’attrazione per Emma Sue reagendo come i bambini delle elementari: con atteggiamenti immaturi e cattivi, scherzi sgradevoli e pesanti, mettendola in imbarazzo in modo sempre più calcato. Scopriremo solo in seguito che questa è una forma di difesa dal suo stesso desiderio, che Joshua è un ragazzo tremendamente solo e bisognoso di affetto, che nessuno lo ha mai amato abbastanza o nel modo giusto. Ma se, per arrivare alla redenzione, la comprensione e la fiducia di un’altra persona sono fondamentali per sostenere l’autostima e il desiderio di cambiare, è comunque necessario che sia lui a fare un passo verso la maturità, per scrollarsi di dosso la maschera e affermare il se stesso che vuole essere, di cui può sentirsi orgoglioso.

«Quando avrò voglia di fartelo sapere, te lo dirò.»

Vidi con esattezza l’attimo in cui la mia malignità colpì Emma Sue, come uno schiaffo in pieno volto. I suoi occhi si adombrano di delusione.

Avrei preferito l’odio. La delusione non sapevo gestirla. Non deludevo più nessuno da tanto, perché nessuno mi dava più il beneficio del dubbio. 

 L’attrazione di Emma Sue per il suo carnefice è altrettanto sconcertante, e a nulla vale il fatto che sia nata oltre cinque anni prima e che abbia retto tutto quel tempo nonostante i tentativi di dimenticare. Del resto, l’amore è cieco, e sappiamo benissimo quanto siano attraenti i “cattivi ragazzi”, soprattutto dopo che decidono di aprirsi mostrando il loro enorme mondo interiore incompreso e affermando di voler cambiare “solo per noi”.

Emma Sue basa il suo personaggio su due aspetti fondamentali per consentire lo sviluppo della storia d’amore: la sua sordità ha fatto maturare una profonda empatia per gli altri, che non si basa solo sulle confidenze dette a voce, ma sui dettagli espressi dal corpo, dallo sguardo, dai piccoli gesti. Lei riesce a vedere la nuvola di emozioni che stanno oltre la maschera di Joshua.

Il suo essere disabile, inoltre, e l’essere stata da sempre discriminata, l’hanno fatta crescere più in fretta, rendendola più forte e più saggia. Ha capito che rimuginare sul passato e continuare a covare sentimenti di vendetta o di odio non gli è utile e ha deciso di mettersi il passato alle spalle. Anche se non ha ancora la forza di perdonare, è disposta a concedere un nuovo inizio. Vuole credere che Joshua sia cambiato e maturato come lei, che possa meritare la fiducia per una seconda possibilità e che perfino lui abbia qualcosa di buono da offrire.

E dopo che i due ragazzi si scambiano il secondo bacio, Emma Sue decide di ascoltare il suo cuore e di cogliere l’attimo. Entrambi si buttano senza rete: lei sapendo che potrebbe cadere in un nuovo scherzo doloroso ed essere derisa, lui provando a essere davvero se stesso, nonostante la paura di essere schernito dall’amico che rappresenta la sua sola famiglia.

Non potevo giustificare il male che mi aveva fatto un tempo, ma potevo capire la disperazione di un ragazzino che si sentiva ignorato dal mondo e che cercava in tutti i modi di essere visto. 

 Anche se non sono amante dei New Adult, la storia mi ha convinta e l’ho trovata equilibrata e non eccessiva. Per quanto inserita nella matrice tipica del genere, che prevede qualche inciampo nel percorso di cambiamento del cattivo ragazzo e un ruolo decisivo giocato degli amici nel mettere i bastoni tra le ruote alla storia d’amore e nel fare leva sulle insicurezze dei protagonisti, la trama non scade nelle banalità e non eccede nei tira e molla. Niente comportamenti ambigui o controsensi, insomma.

Le caratterizzazioni dei personaggi e le loro emozioni sono ben approfondite, mostrandoci un bell’arco di crescita personale, e donando speranza nella redenzione di questo bullo che finalmente trova pace. C’è il senso di sollievo che porta il dare fiducia a un ragazzo che si è comportato davvero male in passato, il credere in lui accompagnandolo nella scoperta di una nuova identità e nell’accettare le sue scuse permettendogli di avere una seconda possibilità.

Le vibrazioni che partirono dal suo collo mi attraversarono la pelle, scossero le ossa producendo un trambusto che si riverberò fino all’anima e mi esplose nel cuore. «Non ho mai desiderato sentire come in questo momento, solo per poter ascoltare la tua voce pronunciare il mio nome.» 

 Trovo che Emma Sue nella sua sordità sia un personaggio molto credibile, ma che il romanzo sia molto altro, e che il fatto che lei abbia questa caratteristica sia solo un valore aggiunto alla sua caratterizzazione. Niente vittimismo, niente tentativi di curarla, niente pietà, solo una rispettosa attenzione alle sue emozioni, al dolore del sentirsi derisa, umiliata, offesa, ma anche alla forza che tira fuori nell’andare comunque a testa alta.

«Vorrei ascoltarti chiamare il mio nome, ascoltare le emozioni che ti incrinano le parole. Ma so che non accadrà mai. Questo, però, non significa che io non ti senta. Ti sento con ogni parte del mio corpo. Con la pelle, con gli occhi. Sei entrato nella mia vita con la furia di un ciclone, ignorarti, tenerti a distanza, al di fuori della sfera dei miei sentimenti è stato impossibile. Perché tu fai rumore, Joshua. Fai rumore nella testa, fai rumore nel cuore. Nel silenzio in cui la mia vita è sempre stata avvolta, tu sei stato il rumore più assordante.»

 

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Sara

Kureha

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