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Recensione: Song for ghosts di Clara Kumagai

Titolo: Songs for ghosts

Autore: Clara Kumagai

Genere:

Editore: Giunti

Dara di pubblicazione: 20 Luglio 2026

Età di lettura consigliata: +16

Quando scopre in soffitta un diario sconosciuto, Adam non può trattenersi dall’iniziare a leggerlo; si trova così immerso in pagine da cui sale la voce di una ragazza vissuta a Nagasaki molto tempo prima: cento anni separano lei e Adam, eppure hanno molte cose in comune: entrambi stanno cercando il proprio posto nel mondo, entrambi sperano di superare una terribile perdita. Ma quando la ragazza scrive di spiriti che la perseguitano, Adam non la prende sul serio. Finché non gli capita lo stesso. Per ritrovare la pace Adam si avventurerà in un viaggio alla ricerca della vera identità dell’autrice del diario, scoprendo lungo la strada verità inaspettate sulle proprie origini. Passato e presente si intrecciano tra sovrannaturale e folklore giapponese.

Song for ghosts si presenta come un’opera ambiziosa che tenta di cucire insieme il romanzo di formazione, l’indagine storica e la ghost story di matrice orientale. Il punto di partenza è un classico espediente letterario: il ritrovamento casuale in soffitta di un vecchio diario. Da quelle pagine riaffiora la voce di una ragazza vissuta a Nagasaki un secolo prima, le cui parole finiscono per avvolgere la vita del giovane Adam. Tra i due corrono cento anni di distanza, eppure la risonanza emotiva è immediata: entrambi affrontano lo smarrimento dell’identità, il peso di una perdita lacerante e il faticoso tentativo di trovare il proprio posto nel mondo.
La narrazione si accende quando le presenze soprannaturali descritte nel diario smettono di essere inchiostro su carta e iniziano a manifestarsi nella realtà di Adam. L’elemento paranormale e le ombre degli spiriti funzionano come un magnete per il lettore: creano tensione, atmosfera e fungono da catalizzatore per spingere il protagonista in un viaggio oltreoceano alla ricerca dell’identità dell’autrice, un cammino che lo porterà a scavare a fondo nelle proprie radici familiari.
Il vero valore del libro risiede però nel suo sottotesto emotivo e storico:
• L’esplorazione dell’identità e dell’omosessualità: Il percorso di Adam affronta apertamente la scoperta e l’accettazione del proprio orientamento sessuale, mettendo a fuoco la difficoltà di decifrare, accettare e gestire sentimenti complessi in una fase di vulnerabilità.
• Le dinamiche familiari irrisolte: Il conflitto generazionale e le fratture domestiche attraversano entrambe le linee temporali, mostrando come i silenzi e le aspettative mancate possano gravare sulle spalle dei figli come una condanna.
• La memoria storica di Nagasaki: La cultura, il folklore e le tradizioni giapponesi sono descritti con rispetto e sensibilità. La cicatrice indelebile lasciata dal bombardamento atomico emerge non come semplice sfondo scenografico, ma come trauma collettivo che dialoga con il dolore individuale dei personaggi.
Il romanzo mostra tuttavia qualche debolezza nella gestione della trama. Nel tentativo di intrecciare folklore, salti temporali, dramma intimista e mistero investigativo, il ritmo narrativo tende a frammentarsi. L’uso continuo di apparizioni e spiriti, pur mantenendo viva l’attenzione, rischia a tratti di sovraccaricare la struttura, facendo apparire alcuni passaggi confusi e disorientanti per chi legge.
Nonostante queste incertezze d’impaginazione, Song for ghosts resta una lettura suggestiva e profonda. È un libro che usa il soprannaturale non per spaventare, ma per dare forma visibile ai traumi non detti, ricordandoci che i fantasmi più difficili da placare sono spesso i rimpianti, i legami spezzati e le identità taciute.

 

 

 

Sentimento ❤️❤️❤️ – non troviamo sentimenti romantici ma piuttosto familiari caratterizzati dal rigore nipponico

Violenza ⚔️⚔️⚔️ – razzismo,violenza in guerra

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