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Recensione: Pieces Of Us di N.R. Walker

Serie: Missing Pieces Vol. 3

Titolo: Pieces Of Us

Serie: Missing Pieces #3

Autore: N.R. Walker

Editore: Triskell

Genere: Romanzo Contemporaneo MM

Data di pubblicazione:22 Aprile 2024

Età di lettura consigliata: +16

La serie è composta da:

  • Pieces of you #1 QUI
  • Pieces of me #2 QUI
  • Pieces of us #3

La guarigione di Justin procede, e Dallas osa finalmente sperare che le loro vite abbiano trovato una nuova normalità. Le preoccupazioni finanziarie sono svanite, il lavoro ha ripreso slancio e, cosa migliore di tutte, Justin adesso ride più spesso di quanto non sia triste.

Justin non ha ancora recuperato la memoria, ma a ogni frammento o flashback, il puzzle della sua vecchia vita comincia a ricomporsi. Ha nuovi ricordi di Dallas e della loro vita felice insieme, e a ogni giorno che passa aumenta la certezza di poterla riavere.

Ma quando una persona ricompare dal passato, Justin si rende conto che non tutti i pezzi mancanti sono belli, e purtroppo lui e Dallas scopriranno che cosa voglia dire convivere con un trauma cerebrale.

Nella lotta per ottenere un lieto fine, Dallas non si fermerà di fronte a niente – niente – pur di dare a Justin la vita che ha sempre desiderato.

 

 

Questo terzo libro della serie Missing Pieces porta a conclusione le vicende di Dallas e Justin, che a seguito di un incidente ha perso i ricordi di alcuni anni della sua vita.
Dopo molto dolore e riabilitazione, il corpo di Juss sembra aver recuperato bene. I problemi finanziari si stanno risolvendo, e sembra ormai rimanere solo qualche effetto collaterale legato al trauma cranico, come la difficoltà nel comprendere cifre e calcoli, frequenti mal di testa, grande stanchezza e stato confusionale nelle giornate stressanti, che sia fisicamente o mentalmente.
Anche la relazione tra i due ragazzi procede bene. L’approccio di Dallas rimane, come nei libri precedenti, delicato e amorevole, protettivo, semplicemente fenomenale e finanche “professionale”: lo sostiene, lo comprende, sa leggerlo come un libro aperto, lo protegge, è capace di regalare abbracci curativi e sa aspettare e rispettare i tempi necessari.
Tuttavia, Justin inizia a sentirsi soffocato e frustrato, trattato troppo con i guanti e impossibilitato a fare le cose in autonomia. Si sente poco utile, inoltre inizia a fantasticare su un rapporto più carnale con il suo ragazzo, che per lui ancora è un corpo inesplorato, dato che non ricorda nulla degli anni in cui sono stati insieme.
Fondamentale, come stanno già facendo nell’affrontare altre fonti di ansia, è un dialogo aperto e costante, che consente a Dallas di andare incontro ai bisogni del suo ragazzo nella misura di ciò che è in grado di gestire ma allo stesso tempo senza farlo sentire disabile.
Rimettere piede in officina e sperimentare la normale relazione fisica e affettiva col suo fidanzato rinsaldano anche una parte fondamentale dell’identità di Juss, permettendogli di recuperare anche una maggiore serenità, ironia e sfrontatezza che gli era naturale una volta.

«Dall, è stato così bello. So che è durato, tipo, mezzo minuto. Ma stare su una moto, il rumore, l’odore del gas di scarico… La sensazione, l’estasi. Mi torna in mente tutto. Persino quando ero ragazzino e le cose a casa andavano di merda, avere una moto mi manteneva sano di mente. Ci lavoravo, la montavo, la mettevo a punto. Stando su una moto… mi sento me stesso.» Lo baciai con labbra sorridenti. «Avrei dovuto pensarci prima.» «Non so se fossi già pronto. Avrei potuto agitarmi, e per un secondo mi sono spaventato, la prima volta che ne hai parlato. E se fossi caduto ferendomi di nuovo? Però mi fido di te, e volevo tanto farlo.» Scosse la testa come incredulo. «E poi, Dall, è stato… È stato bello ricordarmi chi sono. Non è come ritrovare un ricordo, non proprio. Più una conferma, una rassicurazione che sono ancora io.»

Justin sembra finalmente sul punto di sbocciare e tutto sembra andare bene, quando un evento imprevisto e molto stressante lo manda in tilt.
Senza entrare oltre nei dettagli e negli sviluppi, questo farà capire ai ragazzi che Justin non guarirà mai del tutto né tornerà il ragazzo che era stato in precedenza. Dovranno prendere consapevolezza delle conseguenze a lungo termine e imparare a minimizzare gli effetti collaterali, per esempio imparando a gestire lo stress, a disinnescare i trigger, e probabilmente pianificando una vecchiaia più difficoltosa rispetto ad altri.
Fatti i conti con tutto questo, Justin potrà identificarsi non nella vecchia, ma in una nuova identità, maturando nuovi ricordi, ma soprattutto con il desiderio di un nuovo futuro.

«Non voglio tenerlo nella bambagia, e so che non è fatto di cristallo. Ma non è neanche infrangibile. Quando sei così prossimo a perdere qualcuno, qualcosa dentro di te cambia. Faresti di tutto per proteggerlo. E quando lo vedi faticare ogni giorno vuoi assicurarti che non debba farlo mai più. Una cosa che sarebbe da niente per te e per me potrebbe rispedirlo a riposo a letto per una settimana.» O in ospedale, catatonico. Feci spallucce. «Mi preoccuperò sempre. Fa parte della persona che sono.»

La narrazione, come siamo abituati, procede con minuscoli passi e piccoli tasselli; una lenta quotidianità fatta di momenti di coppia, visite, lavoro, esperienze varie, ricordi che si accumulano e mostrano la rinascita di un ragazzo che, a un certo punto, decide che concentrarsi sul presente e sul futuro sia più importante rispetto allo struggersi per recuperare il passato.

🔥 | blando
❤️| totale, tutti i progressi di Juss sono legati a doppio filo con l’amore, l’accudimento, la tenerezza di cui Dallas lo riempie
VOTO

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